Cosa succede della plastica di cui dobbiamo fare la raccolta differenziata? Posto che la si faccia, perchè in alcune città, tra cui la Napoli di Bassolino, invece della raccolta si facevano convegni di ambientalisti per combattere gli inceneritori. Comunque sarei curioso di saperlo, città per città, prima di andare a votare, perchè mi sono fatto l’idea che sulla plastica di Pomezia ci fosse un business, come su tante cose dell’amministrazione romana e non solo. Ovvero qualcuno era pagato dal comune per raccogliere la plastica e aveva trovato il modo di rivenderla a qualcun altro che sapeva come e dove riciclarla. Poi il comune senza soldi ha smesso di pagare, forse qualche riciclatore è fallito e a questo punto diamogli fuoco, perchè poi ci costruiamo dei condomini: tanto gli amici in comune, di destra, di sinistra o grillini, li abbiamo sempre.
Vorrei comunque sapere cosa si fa della plastica nei comuni virtuosi, che hanno un alto tasso di raccolta differenziata : forse sarebbe un tema su cui attirare l’attenzione anche dei cortei dove i no-inceneritori portano a spasso le loro bottigliette di minerale, senza le quali nessun under 30 esce di casa (chi gli ha messo in testa che l’acqua delle bottigliette, rigorosamente non gasata e controllata una volta all’anno, è meglio di quella del rubinetto, controllata più volte al giorno? anche sotto questo profilo siamo i più fessi d’Europa) .
A tutti quanti, infine, suggerisco la lettura di una novella di Pirandello “le sorprese della scienza”, che descrive il comune di Milocca, dove cento anni fa erano già tutti grillini.
Claudio Bellavita

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