
Boselli e Pannella hanno le loro responsabilità nella crisi attuale del progetto: la fretta con cui esclusero altri possibili partecipanti, le contorsioni dialettiche nel non prendere atto del risultato elettorale, la partecipazione ad un governo nel quale era fin troppo facile prevedere che non avrebbero influito in niente e, soprattutto, la perseveranza in tutti questi errori.
Sono errori che abbiamo puntualmente segnalato, via via che venivano compiuti.
Tuttavia la Rosa Nel Pugno è stato l’unico tentativo di guadagnarsi una rappresentanza in Parlamento con le sole forze proprie, cioè rivolgendosi direttamente all’elettorato.
Altri lo hanno fatto nel nome del cosiddetto diritto di tribuna. Fuori di ogni ipocrisia, contrattando posti nel campo del centro-sinistra (il PSDI) o del centro-destra (PRI, Rifondatori Liberali); oppure, ancora, partecipando a liste spurie come quella DC- Nuovo PSI.
Nemmeno questa questua ha avuto risultati numerici e politici esaltanti.
Cosicché della Rosa nel Pugno è oggi possibile denunciare gli errori; del resto della “famiglia” laica e socialista, la totale assenza o irrilevanza.
Il direttore dell’Opinione, Arturo Diaconale, ha ragione quando invita Pannella a prendere atto dei sentimenti profondi della sua base che “ non vuole resuscitare la Rosa per svolgere il ruolo senza futuro dei “giapponesi di Prodi” ma solo per dare un futuro autonomo ad una grande area neo-liberale e neo-radicale capace di dettare le proprie condizioni ai due poli in via di scomposizione”.
Ma questi sentimenti sono i medesimi della base del PRI di La Malfa, del PLI di De Luca, del Nuovo PSI di De Michelis, del PSDI di Carta, dei radicali riformatori di Della Vedova, e di tanti altri circoli e clubs che non trovano adeguata rappresentazione nei due poli.
Perciò tutti costoro non possono tacere oltre o disinteressarsi delle vicende della Rosa nel Pugno. Hanno titolo per parlare perché appartengono alla stessa cultura e alla stessa storia. Se continueranno a tacere, sappiano che il loro non non sarà il silenzio degli innocenti.
Nicola Cariglia

Ripropongo un mio commento scritto per alcuni forum e che è stato letto da Turci al congresso RI
VERA COSTITUENTE DELLA RNP
Cercherò di essere breve e di sintetizzare tante opinioni del forum…
Metterei un momento da parte la questione relativa al simbolo e al nome, cercando di andare al nocciolo della questione… Rosa nel Pugno, Luna nel pozzo, Patata nella padella o uva nel vigneto, qualsiasi denominazione o simbolo è problema secondario…
L’idea liberlsocialista non è mai stata “strutturata” in Italia… la primogenitura ha radici storiche, e ha ragioni più filosofiche che politiche.
Nessuno dei politici di oggi può arrogarsi il “diritto” di farsi da portavoce di questa idea. Pannella è un liberale con simpatie socialiste. Bosseli è un socialista con, forse, simpatie liberali. Turci è un ex comunista, con simpatie socialiste e forse liberali. E’ evidente che nessuno è un liberalsocialista in senso filosofico-politico, ma tutti oggi hanno capito che una sintesi (già pensata negli aspetti fondamentali) tra socialismo moderato e moderno e liberalismo non esasperato potrebbe costituire il fondamento di una nuov progetto politico, potrebbe aprire nuovi scenari.. Se ne sono accorti DS e Margherita che da una sintesi (per me assurda) cercano di creare un qualcosa che non sarà chiamato partito liberalsocialista ma ne ha alcuni connotati…
Ciò premesso, cosa fare, senza che nasca un partito in questo senso?
Noto, so, vedo, che da decenni molte fondazioni, associazioni, comitati, partitini, hanno avuto come obiettivo la creazione di un movimento liberalsocialista. Tuttavia, trattandosi di movimenti di scarso peso e scarsa visibilità politica, il progetto non è mai decollato…
Ora, quindi, che SDI e RI (lascerei FGS e Coscioni che sono solo propagini di SDI e RI) intendono portare avanti un progetto liberalsocialista, si potrebbe pensare a questi soggetti come “Promotori” del progetto. Tali soggetti, dopo aver sintentizzato i principi, i pilastri, del nuovo partito, dovrebbero fare un un passo indietro indicendo una ASSEMBLEA, una COSTITUENTE, a cui invitare quanti lavorano (da più tempo o da meno tempo) allo stesso progetto.
La sintesi del progetto (da intendersi come bozza modificabile su cui nessuno mette veti) dovrebbe essere redatto dai “Promotori” che dovrebbero, SENZA PREGIUDIZI, sottoporlo e concordalo con agli altri… Il passo indietro consiste in questo, appunto, fare un progetto e discuterlo con tutti… fermo restando la “primogenitura” del progetto politico in corso…
Cerco le associazioni, fondazioni, ecc.. hanno poco peso politico… ma volendoci parlarei francamente un grande peso politico non ce l’hanno nemmeno SDI e RI… si tratta di mettere insieme partiti, associazioni, fondazioni, ecc.. che apportano, in termini di voto, ciascuno uno 0, qualcosa (più o meno)… ma fondamentalmente porterebbero idee, organizzazione (molte associazioni e partitini sono radicati in molte parti d’Italia) e, soprattutto, nuovo slancio e nuova linfa al progetto…
Perchè tutto questo:
1) per uscire dalla diatriba attuale;
2) per non creare un partito liberalsocialista SDI-RI con poco peso elettorale mentre fuori continuano a muoversi movimenti che si ispirano agli stessi principi;
3)per creare un movimento di opinione che non si chiuda nei forum o in assemblee “di parte” di cui sono solo a conoscenza “I fedelissimi” ma non la gente comune
Chi chiamare a raccolta:
1) i socialisti di ogni provenienza (lo SDI, oggi rappresenta poco questa area, ce ne sono molti nei DS, alcuni nella Margherita, molti partitini da 0,1%, movimenti culturali, fondazioni anche di un certo livello, ecc..)
2) i liberali di ogni provenienza (la diaspora è più grave di qualle dello SDI, ma si potrebbe provare, anche qui, partitini, associazioni, singoli personalità,ecc…)
3) i repubblicani (che sono spariti, eliminando uno dei capisaldi della politica e della cultura del dopoguerra)
4) associazioni, fondazioni, partiti, comitati, che nei loro statuti si rifanno ai principi riconducibili alla cultura liberalsocialista
5) politici (vecchi e nuovi) che intendono fare politica con uno slancio nuovo
Chi deve avviare questo progetto? SDI e RI perchè sono gli unici che avendo una forma partitica, rappresentanza politica nazionale, sono in grado di fare da “aggregatori”
Certo, qualcuno dirà che SDI e RI preferiscono la RNP perchè in due è più facile definire “i poteri” e garantire la sopravvivenza agli attuali dirigenti (eletti o non)…
Ma siccome sono un idealista e dei nomi e delle persone non mi interessa nulla ma “lotto” per una idea, propongo a PANNELLA, BOSELLI, TURCI di:
1) elaborare una PIATTAFOMA POLITICA E CULTURALE di base;
2) convocare tutti i partiti, movimenti, fondazioni, che potrebbero aderire a quel progetto;
3) aprire una discussione (che può anche portare ad una modifica, più o meno accentuata della PIATTAFORMA);
4) creare finalmente il partito liberalsocialista, con un PROGETTO chiaro e condiviso da persone che ci credono
… il nome: rosa nel pungo, acqua nella bottiglia, penna sul tavolo, pata nella padella… fate voi, questi discorsi non mi interessano!!!
a volte mi cheido, e ultimamente sempre più spesso, se i LAICI hanno ancora diritto di cittadinanza in questo paese ma soprattutto dove siano finiti. Da LIBERALE poi constato con grandissimo sgomento la totale assenza dei liberali dalle varie sigle dal dibattito politico (forse son troppo prersi a litigare tra di loro?), dai mass-media e perfino da internet, a parte qualche blog, attivissimo ma che c.que partecipa alle discussioni a titolo personale e individuale. Fuori dai denti che fine ha fatto il PLI di De Luca e il sito da poco rinnovato e assolutamente inconsistente e NON aggiornato? E il tanto annunciato CONGRESSO autunnale che avrebbe dovuto segnare la ripresa dell’attività politica di quel partito dal glorioso passato nel quele si fa sempre più fatica ad identificarsi? Stesso discorso per Nuovo PLI di FERRANTE: anche quì silenzio. Gli unici, a livello organizzato,che nel piccolo cercano di dire la loro e di tenere alta la bandiera liberale sono Destra Liberale degli amici PAGLIUZZI e CAPUTI e i LIBERALI ITALIANI di Nico VALERIO. Ben poca cosa. E dire che mai come in questo momento così drammatico per il nostro paese ci sarebbe davvero bisogno di politche autenticamente LIBERALI, LIBERISTE e LIBERTARIE.
Amici liberali, laici, moderati tutti, facciamoci sentire. L’Italia ha ancora bisogno di noi.
Per ITALIA MODERATA, per l’Italia che rinasce, per una nuova RIVOLUZIONE ITALIANA.
Galgano PALAFERRI
UNIONE PER LE LIBERTA’
http://www.upl.ilcannocchiale.it
Concordo con entrambi che bisogna lasciare alle spalle le sigle del passato così come le tante siglette che sono nate dopo tangentopoli. Questo vale soprattutto per la Rosa nel Puigno ed il Nuovo-PSI. Ciò che deve essere ferma ed anche distinta è l’identità oltre che la storia.
Un saluto ad entrambi
Gino Di Maro
Caro Renato Traquandi,
hai ragione da vendere nelle conclusioni della tua lettera, e mi piace sottolinearlo perchè anche secondo me questo è il punto: l’abbandono delle sigle di provenienza per dare vita ad un soggetto nuovo: Per farlo occorre partire dai vecchi soggetti, i quali dovrebbero “sciogliersi” per dare vita al nuovo. Senza aver paura di “contaminazioni” e/o di altri e diversi innesti.
Un carissimo saluto!
E’ raro leggere nei lavori di Cariglia e di tanti altri fautori del laicismo democratico
avulso dal marxismo ‘aggettivo “repubblicano” accanto a quello
più usato di socialista e radicale.
In questa occasione è stato usato, forse
con la freudiana intentio di coinvolgere nelle colpe del silenzio accennato anche noi. Orbene, io sono tra quei repubblicani
che ha votato la Rosa nel Pugno, convinto
che questa formazione politica di nuovo conio portasse nella coalizione dei sinistri prodiani un positivo contributo.
Anche per quanto riguarda l’inziativa del Gruppo dei Centouno e nelle tante occasioni perdute per la costituzione di un partito politico di “area” la mia critica resta la stessa.
Se vogliamo veramente fare e non dire soltanto occorre che ciascuno di noi lasci la propria denominazione d’origine fuori dalla porta ed operi scevro dai condizionamenti e dalle oggettivazioni desuete.
Cordialmente
Renato Traquandi
E’ raro leggere nei lavori di Cariglia e di tanti altri fautori del laicismo democratico
avulso dal marxismo ‘aggettivo “repubblicano” accanto a quello
più usato di socialista e radicale.
In questa occasione è stato usato, forse
con la freudiana intentio di coinvolgere nelle colpe del silenzio accennato anche noi. Orbene, io sono tra quei repubblicani
che ha votato la Rosa nel Pugno, convinto
che questa formazione politica di nuovo conio portasse nella coalizione dei sinistri prodiani un positivo contributo.
Anche per quanto riguarda l’inziativa del Gruppo dei Centouno e nelle tante occasioni perdute per la costituzione di un partito politico di “area” la mia critica resta la stessa.
Se vogliamo veramente fare e non dire soltanto occorre che ciascuno di noi lasci la propria denominazione d’origine fuori dalla porta ed operi scevro dai condizionamenti e dalle oggettivazioni desuete.
Cordialmente
Renato Traquandi
A giugno del 2006 Pensalibero ed il gruppo dei Centouno organizzarono un riuscito convegno per dar vita ad un Polo laico liberale e socialista la cui Direzione nazionale, leggo su questo stesso sito, si riunirà sabato 18 novembre a Firenze.
Perchè ora non organizzate una tavola rotonda con tutti i rappresentanti dei partiti e delle associazioni ricordate in questo articolo?