Non appena appreso l’esito delle elezioni di metà mandato, per il rinnovo delle due Camere, Bush ha fatto subito quello che si richiede al Capo di una grande potenza. Ha ammesso la sconfitta (senza attendere il riconteggio in Virginia che potrebbe ribaltare l’esito al Senato) ed ha annunciato le “dimissioni” del ministro della difesa Rumsfield.
Poiché la conduzione della missione in Irak è stata, verosimilmente, la causa della sconfitta del suo partito, Bush si è “attrezzato” per rendere credibile la politica della mano tesa ai vincitori. Ed ha avanzato la proposta di una intesa bipartisan nell’interesse superiore del Paese.
Siamo negli Stati Uniti, lo Stato che ha un sistema preso ad esempio quanto a bipartitismo, maggioritarismo, alternativismo, e nel quale il Presidente, ancorché in minoranza nelle due Camere, mantiene amplissimi poteri di governo.
In Italia, invece, dopo sette mesi da un risultato che non ha assegnato ad alcuno la maggioranza necessaria per governare, Prodi, lo stato maggiore dell’Unione, ed una buona parte di ciò che resta della Casa delle Libertà, ancora non hanno realizzato ciò di cui ha bisogno l’Italia.: un’intesa ampia per approvare una legge finanziaria condivisa, ritocchi alla legge elettorale e tornare al voto.
Negli Stati Uniti la presenza di poteri che si bilanciano e il controllo continuo dell’opinione pubblica, tramite la stampa, la televisione, i sondaggi, etc, costringono tutti ad operare, alla fine, prevalentemente per l’interesse di tutti.
In Italia i capi di governo, talvolta persino i Presidenti della Repubblica e delle due Camere, si comportano come capi di partito, cioè di fazione. E nonostante che viviamo nel paese dell’inciucio, del compromesso, dei venti e più partiti presenti in Parlamento, si rifiuta di mettere da parte il proprio interesse e di fare quello di tutti, nel nome della coerenza con un bipolarismo che non esiste.
LA GRANDE LEZIONE DELLA GRANDE AMERICA
Negli Stati Uniti la presenza di poteri che si bilanciano e il controllo dell’opinione pubblica costringono tutti ad operare per l’interesse di tutti. In Italia i capi di governo, talvolta persino i Presidenti della Repubblica e delle Camere, si comportano come capi di partito, cioè di fazione.

Non mi pare che in america è come voi auspicate.
I repubblicani, dopo 7 anni di politica disastrosa hanno perso le elezioni, Busch non ha più nè il senato nè la camera dei deputati per pochi voti, cerca di tirare a campare cercando di salvarsi dal disastro.
Non faranno mai inciuci in america, la prossima volta vinceranno i democratici, che governano meglio dei repubblicani.
Non ci saranno grandi coalizioni in america.
In Italia dopo cinque anni di governo disastroso del centro destra ha vinto il centro sinistra per pochi voti, il centro sinistra governerà cinque anni e dimostrerà di fare senza dubbio meglio risanando la nostra economia, è inutile che Berlusconi dia spallate o invochi come voi la grosse coalition che in germania a quanto pare non piace agli elettori tedeschi, a me pare che abbia fatto abbastanza danni e meglio sarebbe se si ritira nelle sue villone a godersi i suoi denari..
Da parte mia credo che la rosa nel pugno sia collocata nel suo naturale alveo che è la parte progressista del paese come lo sono tutti i partiti socialisti del pianeta e in america i democratici.
I vari La Malfa, NPSI, e compagnia cantante, sono dei bravi voltagabbana, un pò a destra e quando va male un pò in mezzo, è meglio che rimangano dove sono, fanno meno danni.
Occorre meditare seriamente sulla parte finale di questo ragionamento,e trarre le conclusioni necessarie. Se questo è il nostro “professionismo” politico , se il bene comune compare in coda agli interessi dei cosiddetti “onorevoli”,se la “evoluzione e rinnovamento” consistono unicamente in un nepotismo multiforme,se da noi la “opinione pubblica” resta sommaria e distratta ,irretita da una falsa coerenza con il passato ed imbambolata nel dualismo oppiaceo e caciarone di “destra-sinistra”, se le occasioni di dibattito e confronto si riducono a confronto di schieramenti sulla falsariga del tifo da stadio, le strade da percorrere sono solo due : o stare al gioco , contentandosi di “andare allo stadio”; oppure mettersi al lavoro per riunire menti capaci di ragionamento, coscienze veramente consapevoli della necessità di ricreare un tessuto sociale idoneo alla partecipazione di ciascuno alla vita comune, soggetti che antepongano ai propri interessi contingenti visioni ideali di rapporto politico e sociale : Qualcosa insomma che non c’è ,e che non può essere trovato in accordi di bottega ,tra compagni di merenda . Si tratta quindi di scegliere cosa si vuole intraprendere.