Poche e sentite considerazioni sull’esito del voto per il rinnovo del consiglio regionale del Molise.
Primo: il calo dei voti del centro-sinistra è innegabile. La regione è piccola, ma se si fosse votato in altre parti di Italia il risultato sarebbe stato altrettanto se non maggiormente rovinoso. Ma Prodi ha buoni motivi per apparire di buonumore. Il Molise ha staccato per lui una sorta di assicurazione sulla vita. Tanta è la paura di andare a casa che la sua risicata maggioranza farà di tutto per resistere. Vedremo arrivare senatori in barella ogni volta che ci sarà una votazione importante.
Secondo: chi va ancora cianciando che gli Italiani si sono affezionati al bipolarismo o, addirittura, sarebbero pronti per dividersi in soli due grandi partiti? A parte Forza Italia, che ha raccolto il 20% dei consensi, ci sono ben cinque partiti attorno al 10 % (DS, AN, Margherita, UDC, IDV, quest’ultima per motivi locali, essendo la Terra di Di Pietro).
Terzo: nel centro-sinistra la contesa tra riformisti e sinistra estremista porta guai ad entrambi. Perdono DS e Margherita e perde Rifondazione; altri, vedi UDEUR e SDI confermano di essere avvantaggiati quando il voto è regionale o amministrativo.
Quarto: la Casa delle Libertà non esiste più. Casini ha consentito la ricucitura che ha portato alla conferma del presidente uscente, il forzista Iorio. Ma subito dopo il voto, ha confermato di voler fare una corsa in assoluta autonomia rispetto a Berlusconi e Fini.
Quinto: i democristiani ci sono. Sommando Margherita, UDC, UDEUR e Democrazia Cristiana di Rotondi sono al 33%. Ne risentiremo parlare, altro che Partito Democratico!
Sesto e ultimo: i risultati elettorali, in Italia, non si comunicano ma si ammanniscono. Come e quando fa comodo. Si è smesso di votare alle 15 di lunedì e la televisione non è stata in grado di far sapere il risultato all’ora di cena. All’ora di andare a letto si è saputo che forse c’era un vincitore ma, senza confronti non si capiva chi aveva perso. I giornali della carta stampata hanno pubblicato le tabelle dei risultati solo mercoledì. Ma in modo tale che non si capisse che si trattava di un voto estremamente frammentato, per niente in linea con il presunto e ormai “irreversibile” sentimento bipolare degli italiani.
PICCOLA LEZIONE DAL PICCOLO MOLISE
Il Molise ha staccato per Prodi una sorta di assicurazione sulla vita. Tanta è la paura di andare a casa che vedremo arrivare senatori in barella ogni volta che ci sarà una votazione importante. E intanto i democristiani sono al 33%….

Condivido con l’edicolarista che Prodi ne esce paradossalmente rafforzato perchè la sconfitta fa paura agli onorevoli che non vogliono tornare alle urne.
Per il resto le considerazioni sono tante e di difficile interpretazione.
Mi sia permesso un giudizio invece: bene hanno fatto i Molisani a bocciare il centrosinistra visto che dal primo minuto sta dando pessimi risultati.
Il buon giorno si vede dal mattino!
E’ vero, la Dc è sempre meno un fantasma ed è sempre più una prospettiva concreta.
Ma c’è un altro dato evidenziato dai risultati del Molise: Forza Italia non solo resiste, ma cresce, se si considera la presenza di due “liste civetta”. E’ un dato. Ci troveremo con due DC oppure il partito di Berlusconi sarà costretto a dirigersi in altra direzione?
Sono d’accordissimo con questa analisi. Manca una postilla però: i democristiani ci sono e si faranno sentire ma noi poveri laici repubblicani, radicali, liberali e socialisti riformisti dove siamo finiti? Oggi un caro amico da sempre repubblicano e di famiglia storica repubblicana mi ha detto che si è iscritto alla Margherita e che spera nel Partito Democratico perchè non vede un futuro per il PRI e per i repubblicani. Io cosa avrei dovuto rispondergli? Che se ne doveva andare in Forza Italia forse? Mah che brutta fine che stiamo facendo carissimi amici.