Il centro destra ha un punto di forza e uno di debolezza. Il valore aggiunto è rappresentato da Berlusconi, che ha come nessuno la capacità di mobilitare l’elettorato, la palla al piede invece, non sembri un paradosso, è Forza Italia. Del Cav. si è detto tutto e il contrario di tutto. Anche i suoi più acerrimi avversari però gli riconoscono un carisma fuori del comune. E’ grazie a questo che Berlusconi si è convinto di poter fare a meno di un partito. Un errore abissale che gli è costato la sconfitta alle ultime politiche. Forza Italia infatti semplicemente non esiste, non c’è come partito, non è in grado di fare una politica credibile a livello istituzionale. Anzi quelle poche persone che cercano di fare qualcosa finiscono solo, in assenza di una chiara linea politica, per fare da tappo ad altri che potrebbero essere invogliati ad avvicinarsi. Sia chiaro. Non è che i consiglieri eletti o i rappresentanti di partito siano incapaci, non hanno la possibilità di elaborare una linea, di discutere davvero insieme, di confrontarsi su ipotesi alternative. Al massimo riescono solo ad essere un comitato di mobilitazione per organizzare qualche manifestazione o la partecipazione, come sarà il caso della protesta del 2 dicembre, ad un mega raduno. Ma politica niente. E certo non sono politica ad esempio, per restare al caso della Toscana che non è comunque l’unico, le conferenze programmatiche che ora Forza Italia sta organizzando nelle varie province. Tutto si ridurrà ad ascoltare le indicazioni di qualche esperto. Punto e basta. Le conseguenze di questo stato di cose si vedono poi non tanto alle politiche, dove l’effetto trascinamento di Berlusconi maschera l’assenza di un progetto, quanto nelle elezioni amministrative dove la sinistra la fa da padrona tanto che il centro destra non riesce nemmeno a fare delle candidature almeno presentabili. Il Cav. che certo non è stupido si è accorto che tutto grava sulle sue spalle. Da qui però l’adozione di un rimedio che è peggiore del male. In tutte le città saranno creati dei circoli azzurri, formati da un minimo di dieci persone. Il loro compito mobilitare l’elettorato, insomma ancora una volta organizzare il consenso, non elaborare una linea politica. La macchina è già partita. Il risultato, per quanto riguarda la mobilitazione, sarà raggiunto ma le difficoltà politiche degli azzurri si acuiranno. Sarà inevitabile infatti che le nuove strutture entrino in rotta di collisione con quel poco che esiste come partito. Al momento delle candidature, grazie anche alla sciagurata legge elettorale che ha cancellato le preferenze, si assisterà al gioco al massacro. E la sinistra avrà vita facile a vincere anche la tornata elettorale di primavera, a meno che l’ondata di protesta contro il governo non finisca per dare alla Casa delle Libertà un po’ di valore aggiunto. Ma sarà un episodio, non un qualcosa di solido su cui costruire. Se il problema riguardasse solo Forza Italia poco male. Il fatto è che riguarda tutta quella fascia di elettorato moderato che non vuole essere governato dalla sinistra massimalista, non per un pregiudizio ideologico, ma perché non ne condivide la linea statalista e illiberale. Sono questi elettori a soffrire e sono questi elettori che non sanno più a che santo votarsi.
Partono i circoli azzurri. Stanno nascendo a migliaia in tutta Italia. Si tratta però di una risposta sbagliata ad un problema reale l’inesistenza di Forza Italia come soggetto politico.
Per dare la spallata al Governo il Cav. si inventa i circoli azzurri. Il nuovo strumento però aumenterà la confusione e non sarà in grado di elaborare nessuna linea politica

Questo articolo contiene considerazioni che corrispondono a verità e probabilmente molti presagi negativi si realizzeranno. L’analisi politica che vedel’assenza di un partito vero e la considerazione che l’assenza di discussione politica crea di fatto la formazione di piccole oligarchie locali che fanno da “tappo” a persone e dirigenti che hanno voglia di impegnarsi sono sicuramente corrette.
A mio avviso però non tiene conto di altre grandi verità che, secondo me, sono comprensibile solo per chi ha avuto modo di seguire Forza Italia fin dalle sue primissime ore e sopra tutto per quelle persone che hanno deciso di impegnarsi in politica senza avere avuto esperienze politiche precedenti.
In primo luogo vorrei ricordare che prima della nascita di Forza Italia la politica italiana era allo bando, assistevamo impotenti ad una Far West che si è concluso con la resa dei conti operata da Mani Pulite e che tutto questo è avvenuto con il plauso della popolazione che sperava nella nascita di una vera “Seconda Republica” (Cosa che a tutt’oggi non mi sembra si sia realizzata).
In secondo luogo ricordo che Forza Italia è nata dall’invito di Berlusconi a scendere in campo: messagio diretto ad ogni singolo individuo che è stato recepito in primo luogo da uomini e donne senza esperienze politiche di rilievo.
Credo quindi che con i “Circoli della liberta” Berlusconi cerchi di ritrovare la l’entusiasmo dei primi giorni e non mi riesco di dargli torto, forse è giunta l’ora di rilanciare e di completare l’opera di cambiamento che la nascità di Forza Italia ha indubbiamente procurato al nostro paese.
Questo non vuol dire che chi ha fatto politica si deve far da parte, vuol dire solo che chi oggi ha voglia di fare ancora politica deve prendere atto che esite un nuovo modo per farla e che questo modo è nato quando è nata Forza Italia.