Si può votare per i pacs e per la libertà di ricerca e contemporaneamente contro? In Italia si può e, duole dirlo, fra coloro che lo faranno ci sono in primo luogo i nostri amici socialisti e radicali della Rosa nel Pugno.
Che –sia chiaro- non hanno cambiato idea in materia. Sono e restano fedeli ai loro convincimenti su unioni civili, libertà di ricerca e procreazione assistita.
Ma devono fare i conti con la scelta di campo per l’Unione. Dove molti sono i tiepidi verso le posizioni della RNP su questi temi. Altri sono decisamente contrari, tanto da sostenere tesi diametralmente opposte.
E’ il caso del presidente delle ACLI Luigi Bobba e della presidente del Comitato Scienza & Vita, Paola Binetti, entrambi candidati in quota Margherita.
I quali hanno inviato una lettera a 65000 associazioni e 28000 parrocchie per spiegare i motivi della loro candidatura. Affinché non ci siano dubbi, essi spiegano senza giri di parole che “ ci sta a cuore la tutela della vita di ogni persona, dal concepimento fino al termine della morte naturale” e “ci sta a cuore la famiglia secondo il dettato dell’articolo 29 della Costituzione, sempre meno tutelata e sempre piu’ sola nel far crescere i bambini e nel curare gli anziani”. Tradotto: chi vorrà introdurre i pacs o parlare di fecondazione assistita o embrioni, dovrà passare sul nostro cadavere.
Posizioni isolate? Non pare, perché “abbiamo deciso di metterci in gioco con la Margherita. Abbiamo trovato in questa forza politica consonanze forti con i nostri valori e i nostri intenti e ci siamo uniti a Francesco Rutelli per aiutarlo a creare intorno alla Margherita il consenso necessario
per svolgere un ruolo di equilibrio nella coalizione di centrosinistra”.
Non ci sarebbe niente di male se non fosse che il voto dato alla Rosa nel Pugno a causa del collegamento di coalizione aiuterà ad eleggere anche Bobba, Binetti e tanti altri che la pensano come loro. E che peseranno, dentro l’Unione, più di Pannella e Boselli.
Effetto obbligato della nuova legge elettorale dirà qualcuno.
Noi, invece, pensiamo che sia una conseguenza messa nel conto. Infatti, se Pannella e Boselli avessero puntato decisamente ad un rassemblement di tutti i laici, liberali e socialisti, autonomo da entrambi i poli, non si troverebbero ora a dover spartire i loro voti con Bobba e Binetti.
Ma, va riconosciuto, che la colpa di ciò non è solo loro, ma anche delle formazioni laiche che, sul fronte opposto, avevano puntato sulla benevolenza di Berlusconi e sono rimaste con le pive nel sacco.
Rissa nell’Unione: Bobba e Binetti mobilitano le parrocchie contro i Pacs
E, a causa del collegamento di coalizione, saranno eletti anche grazie ai voti dei laici della Rosa nel Pugno. Effetti collaterali che si sarebbero evitati con un autonomo rassemblement laico liberale e socialista.

Puntare sulla benevolenza di un capo cordata ,rimanendo poi con le pive nel sacco, dimostra proprio che la benevolenza non era richiesta per posizioni favorevoli alla cittadinanza , ma solo a titolo personale. Dispiacersi di questo ,od attribuirlo a colpa per formazioni dell’ altro schieramento , mi appare questione poco interessante ,rispetto a quello che ritengo il vero problema attuale . Che resta quello della ri-vitalizzazione della attività politica nel nostro Paese ,riportandola a serietà di intenti e dignità di espressione.