Dopo il pronunciamento della Cassazione Berlusconi non può più fare la vittima dei giudici e chiedere la solidarietà degli amici e degli elettori: per la compattezza del partito, un risvolto negativo.
L’assoluzione, definitiva, di Berlusconi per il caso Ruby riporta la questione nell’alveo giusto. Il comportamento dell’ex Cav. può essere da condannare ma solo dal punto di vista morale o da quello dell’opportunità, non certo da quello giuridico. Ogni persona di buon senso non può che essere contenta. I parlamentari di Forza Italia e i supporter dell’ex premier hanno festeggiato. In parte per lo scampato pericolo e in parte perché molti di loro pensano che ora, senza più quella spada di Damocle sulla testa, la musica, sul piano politico, sarà completamente diversa. Lo stesso Berlusconi ha avvalorato la tesi dicendo: “Scendo nuovamente in campo, per il bene dell’Italia”. Ma è davvero possibile una nuova riedizione del miracolo berlusconiano? Noi crediamo di no. Per tanti motivi. L’uomo intanto non è più lo stesso di una volta. E’ appesantito dagli anni, dalle tante giravolte, dalle troppe promesse fatte e mai mantenute. Ma soprattutto siamo in presenza di un contesto completamente diverso. Sotto tre punti di vista. A sinistra c’è il PD di Renzi verso il quale tutto si può dire ma che certo non può essere accusato di vetero o nuovo comunismo. L’ex sindaco di Firenze fa molte delle cose che avrebbe voluto fare Berlusconi, parla lo stesso linguaggio, ha gli stessi nemici. Da molti elettori moderati è visto addirittura come l’epigono di Berlusconi. A destra c’è la Lega di Salvini. Un movimento lontano mille miglia da quello di Bossi. Salvini si è lasciato alle spalle la Padania e parla in nome di un’Italia vittima delle burocrazie europee e della perfida Germania. Argomenti che hanno portato al successo molti partiti in Europa e che stanno facendo lievitare, e di molto, i consensi per la Lega. Ma è un terreno sul quale Berlusconi non può andare per non snaturare del tutto se stesso e deludere molto del suo elettorato. Infine terza questione. Dopo il pronunciamento della Cassazione Berlusconi non può più fare la vittima dei giudici e chiedere la solidarietà degli amici e degli elettori. Dal punto di vista politico quella sentenza avrà, paradossalmente, per la compattezza del partito, un risvolto negativo. Si è visto nel voto sulle riforme alla Camera. Il gruppo, in tutto 69 deputati, è diviso in tre spezzoni: 18 sono con Fitto, e sono avversari dichiarati di ogni intesa con Renzi e quindi hanno votato NO in modo fermo e convinto; 17 parlamentari sono con Verdini e sono fautori dell’intesa con Renzi ed hanno votato NO solo per fedeltà all’ex Cav. in un momento per lui non facile in attesa della sentenza Ruby; gli altri 34, pur con qualche mal di pancia sono rimasti legati al carro berlusconiano. L’assoluzione definitiva sul caso Ruby però libera tutti e soprattutto il gruppo di Verdini che, non a torto, ha sentito tutto il disagio di votare contro delle riforme che tutta Forza Italia aveva contribuito a scrivere, che aveva difeso strenuamente e che aveva già approvato al Senato. Ora nella seconda lettura a Palazzo Madama la musica sarà diversa. Fra l’altro i gruppi di Forza Italia sono profondamente divisi anche per quanto riguarda le alleanze per le regionali. Molti non condividono la deriva filo leghista che sta prevalendo nel partito.
Insomma anche in Forza Italia potrebbe tornare a prevalere la politica e in questo caso, inevitabilmente, il partito “esploderà”, come ha profetizzato Renzi. Ed esploderà anche per la sentenza Ruby.

E non esploderà un ignorante che ha preteso da ignorate di fare la riforma ignorante della scuola?