Togliatti disse che “un regime rappresentativo non compreso dal popolo, anche per questo solo motivo, cessa di essere tale”. Figurarsi a non sapere nemmeno quale senatore o deputato contribuiamo ad eleggere col nostro voto.
C’è una parola che è completamente sparita dal dizionario della politica italiana: rappresentanza. Sul concetto di rappresentanza in democrazia si sono scritti migliaia e migliaia di volumi. E non esiste un concetto solo di rappresentanza. Storicamente, esso si è evoluto nel corso dei secoli. Anticamente la democrazia era diretta, ma non può esserlo più, per ragioni di estensione territoriale e di popolazione con la nascita degli Stati. Ecco dunque la necessità della rappresentanza che ha assunto significati diversi a seconda della organizzazione degli stati. I Paesi socialisti non la intendevano come le democrazie liberali. In ogni caso, significa che chi ricopre incarichi, chi decide, non agisce in nome proprio, ma di interessi complessivi, dei quali diventa “rappresentante” e attore.
Palmiro Togliatti, segretario del PCI, intervenendo alla Camera dei Deputati l’8 dicembre 1952, in occasione del dibattito sulla legge elettorale maggioritaria ingiustamente battezzata “legge truffa” da chi vi si opponeva, dette ancora una volta prova della sua sottile intelligenza appigliandosi proprio alla “rappresentanza” per contestare il premio di maggioranza. “Per ultimo, manca persino, in questa legge, il rapporto chiaro e semplice tra l’eletto e l’elettore, che è un altro dei principi su cui deve essere basato un ordinamento rappresentativo, perché senza di questo non è possibile che la rappresentanza sia compresa dal popolo: e un regime rappresentativo non compreso dal popolo, anche per questo solo motivo, cessa di essere tale”. Togliatti intendeva, in tal modo, togliere legittimazione a quei parlamentari che sarebbero risultati eletti in più, rispetto ad una ripartizione proporzionale, per effetto del “premio di maggioranza”. Che sarebbe scattato, giova sottolinearlo, solo se un partito o una coalizione avesse conseguito la maggioranza assoluta dei voti. Il ragionamento, come detto, era sottile. Ma non pare che l’argomentazione fosse decisiva, perché, comunque, quei parlamentari in più, lo sarebbero diventati in base ad un quoziente e ad un numero di preferenze maggiori rispetto agli esclusi (fermo restando che senza premio di maggioranza non sarebbero stati eletti).
Oggi, grazie al sistema “porcellum” dichiarato anticostituzionale, siedono in Parlamento deputati e senatori scelti dai partiti. Gli elettori hanno deciso solamente quanti ne spettassero ad un partito piuttosto che ad un altro. E nemmeno quello, perché tra soglie di sbarramento e apparentamenti la ripartizione è avvenuta con calcoli complessi che ne hanno fatto una sorta di tombola. Con la legge attualmente in discussione, l’Italicum, le cose, da questo punto di vista sostanzialmente non cambiano. E, dunque, la domanda si ripropone: chi e cosa rappresenteranno anche i prossimi parlamentari? Di sicuro non è sufficiente la semplice designazione di un partito a farne un rappresentante della “sovranità popolare” o di altri interessi complessivi. Paradossalmente, pur non avendo niente a che fare con la democrazia, la Camera dei Fasci e delle Corporazioni di mussoliniana memoria era più rappresentativa. Togliatti disse che “un regime rappresentativo non compreso dal popolo, anche per questo solo motivo, cessa di essere tale”. Figurarsi, nel recente passato e nel futuro prossimo, a non sapere nemmeno quale senatore o deputato contribuiamo ad eleggere col nostro voto.

Ma cosa vuoi che gli esploda Marzio, lui è la favola di Gian Babbeo, avrà onori e denari, e forse qualcuno piu cinico di lui gli riserverà lo stesso trattamento un giorno….
Riguardatevi un filmato di quando voleva essere eletto sindaco a un chiosco di panini al lampredotto.
Uno cosi al massimo poteva aspirare a quel mestiere la, quindi si, il Cacini è riuscito, fino ad oggi…..ma anche i Lupi finiscono di farla franca, basta aspettare….
Che l’individuo di Palazzo Chigi menta spudoratamente su tutto con tutti, specie quando sciorina idiozie tipo ” la bellezza salverà il mondo ” o cretinate sul bicchiere mezzo pieno, questo è sotto gli occhi. È uno che vive solo di se stesso, viziato e adulato fin da bambino in una famiglia di bassa scolarizzazione che vedeva in lui un semidio. Quando sarà costretto a crescere sarà pure costretto a dimenticarsi, allora in un attimo diventerà un rottame. E gli esploderà addosso senza paraventi la natura del bigotto novantenne qual è.
Ho ascoltato una considerazione su Matteo Renzi che vorrei condividere. La sua qualità principale, il cinismo, il suo anagramma “MENTO A TERZI”.
Guarda, se la metti su questo piano, io non sono favorevole al matrimonio per nessuno, rifiuto sistematicamente gli invit ai matrimoni, quindi proprio non sono un matrimoniofilo.
Mi piacciono soltanto quando mi invitano e pagano per suonare, in quel caso faccio uno sforzo.
Meglio sarebbe se il matrimonio fosse proprio abolito, ma come questa opzione è e resterà irrealizzabile, e lo capisco, allora insisto, o per tutti o per nessuno.
Ma le vicende Lupi, Alfano (che blinda il Lupi!) e Boschi, queste invece sono cose gravissime e gli italiani non reagiscono. Questo mi fa incavolare.
Non ho niente contro i matrimoni gay, tanto come dissi, la sessualità umana è stata talmente declassata che l’inquadramento giuridico della sua liberazione a 360° è del tutto ininfluente. Mi piacerebbe però che i matrimoni gay si contrapponessero al familismo, ma temo che invece lo fomenteranno perché la sifilide familistica precede di gran lunga le problematiche omo o etero, e perché credo che la sessualità abbia perso da un pezzo il primato fondante la persona. Quindi la battaglia che spetta all’Italia, e qua siamo in assoluto disaccordo, è battaglia d’avanguardia che gli altri paesi accoccolati in un freudismo di bocca buona, devono ancora scoprire. Bisogna inseguire il cattolicesimo politico nella sua discesa camaleontica a riproporsi come una metastasi salvifica che non salva, ma reitera il gioco. E qua il discorso s’allarga al collasso antropologico dietro l’angolo, quando essere omo o etero sarà come decidere se restare in mutande o indossare la marsina mentre il Titanic affonda.
E , prima ancora dello scandalo Lupi, non si parla piu dei favori fatti dal governo Renzi al babbo della Boschi?!? Ma gli italiani cosa aspettano per levare questa gente a pedate nel sedere?!?
Perché non si scende in Piazza per cacciare la Boschi, è normale che ci sia un ministro che ha il padre a capo di una banca popolare “casualmente” interessata da una riforma varata dallo stesso governo???
Ma di fronte alle intercettazioni di questo ministro che Renzi ha messo a capo delle infrastrutture, ma di cosa volete parlare?!? Cattolicesimo? IL Cattolicesimo, sponsor della famiglia tradizionale, in politica poi ha sempre fatto nefandezze, anche la pedofilia non è cosi mal vista, in fondo basta confessarsi,, basta mostrare poi la faccia buona con la famiglia che va a messa e a comprare le paste della domenica.
Quando giorni fa Marzio mi dicevi che avevo la “fissa” dei diritti gay, non hai capito che un Paese, per fare un salti di CIVILTA’, di fronte a problemi come questo, ha una scelta da fare che viene PRIMA delle tasse, del lavoro, della sanità, e di ogni altro problema! Un Paese CIVILE, nel 2015, da a tutti i cittadini la possibilità di sposarsi, e l’Italia appunto non è un Paese civile! Ieri in Francia il modestissimo governo Hollande ha varato una riforma per la fine della vita, permettendo la sedazione profonda di malati terminali, che domandino di non soffrire piu e per i quali i medici si sono espressi senza equivoci sulla speranza di vita del paziente. Un altro atto di CIVILITA’, come quello dei matrimoni per tutti!
Proprio la mancanza di queste decisioni, come denunci sempre te Marzio, derivano da questo scellerato patto tra Chiesa e Stato, che tollera tutte le sporcizie a patto che siano ben nascoste, ma non considera tutti i cittatdini con lo stesso metro.
Detta questa verità incontrovertibile sull’Italia, veniamo a chi fa la morale all’artigiano che non paga le tasse, a chi dice che con la buona volonta un posto di lavoro lo si trova…..
A CASA Lupi e questo governo intero? Renzi non poteva NON SAPERE e quindi si dimettano!
Lupi vien a riferire in Parlamento?!? Ma dove vivono questi qua?!? Leggetevi le intercettazioni telefoniche, roba da Banda Bassotti! Questo Lupi di Comunione e Liberazione fa poi la morale ai gay?!?
Fa la morale a chi non ha lavoro?!? Certo lui il figlio lo fa mettere all’Eni da imprenditori incapaci e ladri!
Bravi , bravissimi, andate a riferire a REBIBBIA!
Quanto a Nicola che auspicava nell’aiuto di Alfano, sei stato profetico, infatto anche lui come Lupi è marcio, e forse eliminando queste due “collonne” Lupi & Alfano, ci sta pure che il governo cada, ma questo avverrebbe in un Paese normale, purtroppo stiamo parlando dell’Italia.
Meditate gente, meditate!
Interessante, se la Boriosi fa capolino, di sapere la sua opinione nel marzo 2015 del governo del suo “pupillo”.
Paolo, affermi ” C’è da chiedersi come il malaffare che parte da Firenze non sia conosciuto da chi da quel luogo proviene “. Ma questo è il punto, non si sa come, perché e dove cominciare per capire cosa sia il cattolicesimo politico, c’è un baratro di comprensione riempito dalla solita pappina del cattolicesimo sociale e dell’accoglienza, il cattolicesimo che ha imbufalito generazioni di fiorentini e indigeni del contado, prima col clericofascismo, poi col cattocomunismo, ora col cattosocialliberalismo, ma sono varianti che se spiegate in dosaggi politici non dicono niente del retroterra antropologico inamovibile che le domina. Forse Augusto Del Noce e pochi altri, hanno affrontato l’identificazione dei moventi storici del cattolicesimo politico novecentesco, e sempre in modo insufficiente. E stai certo che anch’io, che pure batto questo chiodo da decenni, sono considerato una specie di fissato che non va al nodo politico della questione, nodo ovviamente pragmatico, il grande polverone del pragmatismo dove si finge bene che le ideologie non esistano (sic!). La sifilide familistica che innerva la nazione, dalla famiglia d’un premio Nobel alla criminalità organizzata, è un muro insuperabile alla comprensione poiché da quella sifilide tutti sono infettati.
Fanno finta di “indignarsi”, fanno la manfrina, ovvio che Mattarella deve tutto a Renzi, non si metterà mai contro di lui. C’é da chidersi come il malaffare che parte da Firenze non sia conosciuto da chi da quel luogo proviene, ma ormai i comici sono piu veritieri di coloro che sfottono. L’Italia, come Crozza ha detto, è un OGM, Organismo Geneticamente Marcio.
Lo scandalo vero è che l’individuo non eletto di Palazzo Chigi imponga riforme maturate in un dibattito dozzinale tra costituzionalisti del piffero, e nelle false indignazioni dei vigliacchi d’ogni colore, mentre il nostro gira per le Camere in blue jeans logori e giacchettina blu, una divisa bolsa e vecchissima, e con aria a presa di culo verso tutto e tutti, sempre più protervo ora che al Quirinale ha messo un inane che gli obbedirà come un cagnolino. E non illudetevi su colpi di schiena dell’inane. Ma noto che da destra a sinistra c’è un accordo pavloviano per insistere a non parlare del cattolicesimo politico nei suoi più recenti travestimenti e trucchi.
Allora Nicola, vuol dire che il sistema da inseguire per cambiare in meglio è quello svizzero.
Lo scandalo è che stanno invece andando nel senso esattamente opposto a quello svizzero, cioé di privare il voto di qualsivoglia valenza, tranne quello di assicurarsi favori, mafie e spartizioni.
Comunque ne vedremo ancora delle belle.
Ti stupisci della “rappresentanza” quando il capo è un non eletto?!?
La rappresentanza è una bufala, chi viene eletto non rappresenta proprio nulla e nessuno, solo il modello svizzero, dove il popolo a maggioranza decide tutto, è sicuro di sentirsi rappresentato.
Questa invece è una truffa legalizzata.
No Paolo, le motivazioni dei tanti referendum in Svizzera attengono alle peculiarità di quel Paese: stabilità dei governi, stato confederale etc. Il concetto di rappresentanza è legato eccome a quello di democrazia. E lo scandalo non è che Renzi non sia stato eletto, cosa che la Costruzione non prevede. Lo scandalo è che la fiducia gliela ha data un Parlamento non rappresentativo.