In pochi anni è cambiato il mondo della politica. O meglio è mutata la funzione partito originaria del novecento ed arrivata fino alla prima repubblica. C’ era una volta il comitato centrale, la direzione nazionale, il comitato dei garanti. Roba vecchia. Ora ci sono le primarie, l’ autoproclamazione a leader soprattutto se si è padroni della struttura la cosiddetta democrazia del blog, l’ investitura mediatica. Si scende in campo. I congressi assurgono a obsoleta liturgia. Si chiama il popolo a certificare la tua valenza politica. Non c ‘ è più il finanziamento pubblico. Vanno di moda le cene di finanziamento. La tessera diventa una formalità . Prima determinava l ‘ appartenenza. Quindi è d ‘ obbligo la domanda : è superata l ‘ organizzazione di un partito o più drasticamente è superato il concetto di partito ?.Sicuramente è ormai manifesta la necessità di riconsiderare quale dovrà essere lo strumento di ricerca del consenso. Inevitabile. Se non si vuole essere travolti da un ondata di populismo pericoloso e decadente. Che ha sempre portato a disastri ed a false rivoluzioni. Anzi a vere involuzioni ed a dittature. Il vecchio socialista francese Mitterand aveva inventato dalle ceneri della Sfio i club che andavano oltre il partito. Ora siamo in una fase completamente nuova. Vincerà la sfida chi saprà interpretare i bisogni del popolo attivo. Dopo il 4 dicembre si apriranno scenari nuovi. Vivremo una stagione di incertezza e confusione tipica della fase di stabilizzazione politica ed istituzionale. La scommessa degli attuali leader sta tutta qui.Attenzione che il nuovismo può essere sempre superato da un nuovismo ancora più nuovo
Ripensare all’organizzazione del partito o ripensare al partito?
C’ era una volta il comitato centrale, la direzione nazionale, il comitato dei garanti. Roba vecchia. Ora ci sono le primarie, l’ autoproclamazione a leader soprattutto se si è padroni della struttura la cosiddetta democrazia del blog, l’ investitura mediatica.
Roberto Caputo

dopo il 4 dicembre si aprono due scenari
– se vince il SI nascerà il nazionalismo italiano con un solo partito senza opposizioni
– se vince il NO resterà la democrazia rappresentativa con i partiti
servirà un nuovo sistema elettorale e l’elezione diretta del Governo