Caro Direttore,
“Governi come virus……”, il tuo editoriale, una lettura fluida e chiara di un decennio di governi con natalità e decorsi tutt’altro che fluidi e chiari, pensati da fantasie plutocratiche che io amo definire “ignotocrazie”.
Potenti volontà di mantenere lo status quo e non c’è nulla di meglio per mantenere lo status quo che travestirlo da cambiamento.
Con Monti e i suoi tagli lineari, una schifezza pagata totalmente dalle classi medie, siamo arrivati ai confini della ribellione, ma magheggiando una manina abile ha estratto dal cilindro una serie di forze finto rivoluzionarie che hanno ipnotizzato ogni volontà di azione.
Pensate allo spazio occupato dalla rottamazione, tutti con gli occhi strabuzzati per anni davanti al televisore ad attendere un cambiamento che poi si è rivelato il nulla siderale.
Che fare, come controllare, avanti tutta con il grillo strillone, urli, schiamazzi, promesse di Valhalla in vita, con risultato che sembra lo scherzo del Giullare: un gruppo di improvvisati portati a governare, con stampelle di inversa colorazione.
Il risultato è sotto gli occhi di chi vuol vedere: l’alcol a 17 euro che hai citato è il frutto di questi DCPM, dei quali l’ultimo è una presa per i fondelli di portata extrasensoriale. Numero 462 pagine con richiami ad altre migliaia, la parola “nulla” scritta nel modo più lungo che l’uomo potesse inventare. Un primato che sarà premiato dal Guiness con un nulla epocale, quello che tutti noi trarremo da questo non governare.
Nulla di preciso, non un’idea, un guizzo di vitalità: sterilità.
Intanto qualcuno si arricchisce, i prezzi degli alimentari, dei farmaci del momento sono fuori controllo, alle piccole e medie imprese, ai negozietti zero ad altre, solite note, miliardi in poche ore e stiamo sereni, nessuno andrà a casa, dopo Conte dal cilindro magico uscirà un nuovo cincillà.
Concordo: è ora, invero passata da un pezzo, di convocare una nuova costituente per riportare alla guida dell’Italia la Costituzione. Ripartire dalla Costituzione è la semplificazione. Togliere tutto il marciume legislativo che ha coperto il profumo, l’anelito di nuovo della Libertà, non Liberazione. Centinaia di migliaia di leggi una sopra l’altra senza ordine, senno e spesso sana motivazione.
Basta deputati arrivati in lista votati da 4 gatti sulla rete, senza un giorno di gavetta in consiglio comunale, senza un curriculum di lavoro, di studio degno del ruolo di assoluta responsabilità che andranno ad occupare.
Liste che obbligatoriamente rappresentino tutte le categorie sociali, 10 nomi, 10 categorie, metà donne e metà uomini, così si rappresenta la società.
Rottamata la rottamazione si torni al Senato, luogo di saggezza e serietà, con i nostri migliori anziani a supervisionare sulla serenità della Nazione.
Questo è il momento, molti sognano, ma siamo ai limiti del baratro, PIL – 10%, unirsi e cambiare subito o perire.
Sarebbe meraviglioso sentire in merito tanti “ci sono” .
Che sia un buon nuovo giorno.
Fiorenzo Da Ros

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