Con un convegno partecipato svoltosi all’Eco Teatro di Milano, è stata ufficialmente presentata Alleanza Civica del Nord (ACN), Associazione a cui aderiscono numerose Liste Civiche di: Emilia Romagna, Liguria, Lombardia e Piemonte.
Nel dibattito sono, tra gli altri, intervenuti: il Sindaco di Milano, Beppe Sala, il Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e il Presidente di Globus et Locus, Piero Bassetti
I primi, importanti passi del nuovo rassemblement erano stati mossi, in un convegno a Verbania, circa un anno fa, chiamando alla mobilitazione a sostegno della TAV e delle grandi infrastrutture. Un tema entrato rapidamente nelle agende di tutti i partiti e movimenti del Nord Italia.
A partire da quella esperienza, Alleanza Civica del Nord ha elaborato un manifesto politico che ha come obiettivo strategico la riorganizzazione della Stato in 5 Macroregioni all’interno degli assetti dell’Unione Europea, che il Portavoce di ACN, Franco D’Alfonso, definisce di ‘sovranismo europeo”. Un’ipotesi condivisa pubblicamente sia da Beppe Sala che da Rinaldo Melucci.
All’elaborazione di ACN ha apportato un essenziale contributo la riflessione politico-culturale di Piero Bassetti che lega la riorganizzazione istituzionale a un nuovo modo di concepire il rapporto tra funzioni e territori.
Un secondo punto, fortemente sottolineato da numerosi interventi nel corso del Convegno, riguarda la valorizzazione delle Autonomie dei territori a partire dai Comuni. L’Autonomia, per Alleanza Civica del Nord, va intesa come precondizione necessaria per semplificare l’Amministrazione pubblica e riavvicinarla ai cittadini, per valorizzare le competenze necessarie per affrontare le grandi sfide epocali della qualità dell’ambiente, dello sviluppo, del lavoro e dell’istruzione in un mondo sempre più condizionato dalla velocità dei cambiamenti tecnologici.
Franco D’Alfonso

credo la ristrutturazione dell’ordinamento regionale sia uno degli argomenti più importanti per l’Italia ….ma è un tabù !!! Troppi sono gli interessi e tante sono le persone che vivono sulle spalle di 20 regioni…. e troppo forte è la cultura/ignoranza localistica per cambiare….ma è assurdo che ogni regione possa….
5 forse sono un po’ poche ….ma 7/8 regioni potrebbero essere motori portanti per l’intero Paese.