• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Riforma cronicità in Lombardia: i rischi della novità

“Con la riforma, il gestore diventa unico e quindi una volta scelto il gestore ad esso, e solo ad esso, ci si affida”.

di Sergio Vicario | 18 Settembre 2017

La riforma sulla gestione della cronicità, messa a punto dalla Regione Lombardia, vede avviarsi alla conclusione la prima delle due fasi previste, che riguarda la raccolta delle adesioni a svolgere un ruolo di gestore delle prestazioni da parte dei Medici di Medicina Generale (MMG) e di altre strutture tra cui ospedali pubblici, ospedali privati, strutture sociosanitarie.

Ad oggi, ma c’è tempo fino al 30 Settembre, sulla base dei dati forniti dalla Regione Lombardia, su un totale di 5.364 di Medici di Medicina Generale ha aderito alla riforma il 45,1%. Il 90% dei quali dichiarando che si organizzerà in cooperative che si proporranno come gestori. Contemporaneamente sono pervenute le candidature per il ruolo di gestore da parte 330 strutture pubbliche e private, tra cui 116 ospedali privati (32 solamente nella ATS della Città Metropolitana di Milano).

Entro il 30 novembre, invece, il paziente cronico dovrà decidere: se aderire alla riforma o meno; ma se deciderà di aderire sarà chiamato a scegliere il gestore. Va sottolineato che il paziente con più patologie potrà scegliere un solo gestore tra quelli indicati dalla sua ATS, tra cui, eventualmente, il gestore con cui il suo Medico di Medicina Generale ha stipulato un accordo.

Come ha spiegato il Prof. Emanuele Vendramini dell’Università Cattolica su Sanità24: “Con il modello precedentemente in vigore il paziente era libero di scegliere la struttura che riteneva maggiormente appropriata per la propria salute. Con la riforma, il gestore diventa unico e quindi una volta scelto il gestore ad esso, e solo ad esso, ci si affida”.

Il Medico di Medicina Generale continuerà ad avere un ruolo preminente solo per i pazienti con una sola patologia cronica, una rarità tra la popolazione anziana caratterizzata normalmente da più patologie croniche.

La riforma, come è già stato detto, prevede che il paziente possa andare da un gestore fatto da una cooperativa di Medici di Medicina Generale. “Ma – secondo l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri  di Milano, assieme agli altri Ordine dei Medici della Lombardia – si tratta di una chimera, Infatti, i grandi gestori-erogatori, istituzioni private ed anche pubbliche di rilievo, avranno la possibilità di attrarre il malato cronico, in senso commerciale, molto di più di quanto non possa fare una piccola cooperativa di medici”.

A sostegno della riforma viene portata la tesi che la possibilità di programmare, da parte del gestore, i percorsi di visite ed esami, renderà più semplice la vita dei pazienti, consentendo anche un abbattimento degli attuali tempi di attesa.

Sulla tenuta del sistema, però, numerosi autorevoli esperti hanno espresso, in alcuni consessi,  forti preoccupazioni, sostenendo che qualora tutti i cronici dovessero veramente vedersi erogate le prestazioni previste e appropriate rispetto al proprio stato di salute, il sistema non reggerebbe.

“Infatti – scrive ancora il Prof. Vendramini -, se tutti i pazienti con la BPCO (ndr. BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva) dovessero fare le spirometrie previste, se tutti i pazienti diabetici dovessero fare il fundus oculi e l’emoglobina glicata come previsto, se tutti gli ipertesi dovessero fare gli ECG e le visite e gli esami cosi come ritenuto appropriato, la rete di offerta potrebbe collassare in quanto non vi è la capacità di rispondere a una tale domanda di prestazioni”.

Il rischio, denunciato anche dal Presidente di OMCeO Milano, Roberto Carlo Rossi sempre su Sanità24, è che i gestori potrebbero trovarsi nella condizione di abbassare gli standard delle prestazioni ricomprese nel Piano di Assistenza (PAI) e magari iniziando a offrire pacchetti ‘out of pocket’ non ricompresi nel servizio pubblico offerto. “In questo caso sarà il cittadino che, con un sistema assicurativo privato che sta già scaldando i motori, coprirà ciò che manca dall’assistenza pubblica”.

 

Sergio Vicario   (http://www.mu-me.it)

 

Pubblicato in : Primo pianoTag: lombardia, medici, milano, regione lombardia, servizio pubblico, sostegno

Info Sergio Vicario

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti