• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Riflessioni coniugali: ma quanto mi costi?

E’ dignitoso aspettarsi che il proprio coniuge, ex o presente, ci mantenga? O comunque condivida con noi il suo tenore di vita molto più alto?

di Fabrizio Amadori | 20 Novembre 2017

La sentenza della Corte d’appello sul caso di Silvio Berlusconi e della sua ex moglie, Veronica Lario, fa riflettere.

La questione infatti sembrava, e sembra, questa: qual è il criterio da far valere in caso di divorzio a proposito dell’eventuale mantenimento del coniuge economicamente più debole? Quello della garanzia del suo tenore di vita prima del divorzio o quello della garanzia della sua capacità di mantenersi in maniera dignitosa dopo? Se si guarda bene il primo caso, esso già contiene il secondo, nel senso che il criterio della garanzia del tenore di vita prima di una certa data può essere spinto sino in fondo da un punto di vista cronologico, a prima cioè del matrimonio.

Perché insomma uno dovrebbe garantire il tenore di vita del coniuge economicamente più debole prima del divorzio? Prima del matrimonio semmai, e questo per difendere proprio quella dignità di cui si riempie la bocca, a vanvera secondo me, chi dice di voler salvaguardare i diritti del partner meno ricco. E’ dignitoso infatti aspettarsi che il proprio coniuge, ex o presente, ci mantenga? O comunque condivida con noi il suo tenore di vita molto più alto? Io credo di no. E credo che se non sia giusto, neppure durante un matrimonio in atto, pretendere lo stesso tenore di vita del proprio partner se lui non vuole concederlo, figurarsi se tale pretesa viene da un ex coniuge! A meno che, s’intenda, uno non abbia perso denaro durante il matrimonio a favore del partner, ma questo è un altro discorso. Un discorso pericoloso, dato che sembrerebbe capovolgere le carte in tavola, apparentemente in grado come è – per ritornare all’esempio di Berlusconi – di spingere l’ex Premier a chiedere lui indietro i soldi dati alla moglie se proprio si voleva mettere i puntini sulle “i”, e non il contrario, tanto più che è stata la moglie a chiedere la separazione. Certo, l’ha chiesta alla luce di casi di infedeltà conclamata, per carità: ma anche così, anche con la questione delle “scappatelle” berlusconiane sul tavolo, la moglie aveva già ricevuto abbastanza dal marito, e questo ben al di là, ripeto, dei propri diritti di coniuge, avendo fatto suo un tenore di vita impressionante nonché un “tesoretto” di parecchi milioni di euro di cui, abbastanza allibito devo dire, ho letto sui giornali. Insomma una situazione di pari e patta, io credo, se proprio vogliamo essere generosi non solo con Berlusconi, ma con entrambi.

La questione del matrimonio e del mantenimento è solo una delle tante facce che toccano i rapporti tra parenti: si pensi ad esempio alla questione del mantenimento dei figli, e di cosa si debba garantire loro e cosa no. E questo su su sino alla questione dell’eredità, la quale secondo pensatori finissimi come J. S. Mill, non era, e non è, un diritto da pretendere da parte della prole. Ma se i figli non hanno il diritto di pretendere soldi dai genitori una volta diventati grandi e, come è auspicabile, indipendenti, figuriamoci gli ex coniugi: i quali, tra l’altro, hanno avuto la possibilità di scegliere chi sposare, mentre i figli quella di venire al mondo, e con quali genitori, no. A me pare insomma che la questione degli alimenti sia una questione piuttosto complessa che dovrebbe essere reimpostata anche da un punto di vista culturale, soprattutto in Italia.

Spiace poi constatare che Berlusconi sia stato condannato, in prima istanza, da tre giudici donne sulla questione degli alimenti. Sorvolando infatti sulla questione se davvero un’appartenenza di genere abbia condizionato la sentenza – come si era lamentato (a torto o a ragione, sia chiaro) Berlusconi in persona -, una domanda rimane aperta: i giudici non si sono fatti prendere un po’ troppo la mano nella fretta di condannarlo? Al punto da rivelare una sudditanza eccessiva non già all’appartenenza di genere – chi scrive, infatti, non crede affatto che basti questa a spingere delle persone intelligenti, donne o uomini, verso sentenze sessiste – bensì alla logica della parentela e dei suoi discutibili diritti. Diritti, ripeto, tutti da dimostrare in casi come quello che sto analizzando: e ciò al di là di qualsiasi altra supposizione riguardo a contrasti politici del collegio giudicante nei confronti dell’imputato, contrasti di cui – in effetti –  si parla spesso quando c’è di mezzo Silvio Berlusconi.

 

Fabrizio Amadori

Pubblicato in : EditorialeTag: berlusconi, costi, discorso, euro, genitori, giornali, italia, mondo, persone, punto di vista, sentenza della corte, separazione, silvio berlusconi, soldi, tenore di vita

Info Fabrizio Amadori

Genovese, nato nel 1971, diplomato al liceo classico “Mazzini”, laureato in filosofia all’Università Statale del capoluogo ligure, amo la letteratura in lingua tedesca e russa. Residente a Milano dal 1999, dopo varie esperienze, prima come responsabile di pizzeria (Germania) e poi come docente in Italia e all’estero (Zambia), mi occupo da gennaio 2007 di comunicazione per le aziende (dalle piccolissime alle multinazionali). Al mio attivo ho numerose pubblicazioni – articoli e interviste – su giornali e riviste culturali nazionali (“Ideazione”, “Filosofia”, “Poeti e poesia”, etc.). Da studioso in ambito letterario ho scritto soprattutto di teoria della scrittura (si veda, ad esempio, il mio breve saggio “Ragionare alla Poe”, “Avanguardia” n. 59). Sono stato il primo a parlare di “narratologia deduttiva” (“Prometeo” n. 145).
Ottenuta nel 2000 una borsa di studio e ricerca da una Fondazione italo-americana per sviluppare il discorso iniziato col mio pamphlet “Giovani e potere” – o “Giovani, sesso e potere” a seconda dell’edizione – (prefazione di Dino Cofrancesco), ho potuto lavorare a stretto contatto, tra gli altri, con Anita Desai e Philip Levine. Polemista, ho scritto per i giornali anche di cultura. Di recente ho iniziato a pubblicare alcune poesie – o “testi rimati” come li definisco io – sulla rivista “Poeti e poesia”. Già membro della segreteria della “Enzo Tortora” di Milano e Consigliere generale della “Coscioni”, mi sono occupato come oratore del referendum per l’abrogazione della Legge 40 portando a casa anche un importante risultato: convincere il quotidiano “Liberazione” – di ispirazione comunista – ad usare come allegato per la campagna il materiale dell’associazione radicale.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti