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Riflessioni su giustizia giustizialismo e presunzione di innocenza

Non esistono certezze uniche, verità assolute, ne in chiesa, ne in un partito e nemmeno in tribunale.

di Graziano Cioni | 29 Maggio 2016

Nella vita anche gli episodi più dolorosi ti sono maestri , ti insegnano qualcosa, ti fanno crescere, e perchè no.. ti migliorano.

Nel mio percorso , tre cose hanno modificato profondamente il mio pensiero, il mio stato .

La perdita di mia figlia Vale mi ha posto di fronte al mistero della morte.

L’arrivo dell’inquilino inglese mi ha fatto capire che rispetto alle quotidiane pene ,c’è di peggio.

L’accusa di corrotto che mi ha torturato per 8 anni, mi ha fatto apprezzare il primato del garantismo e quanto sono gravi le responsabilità della politica negli episodi di malagiustizia.

E di questa ultima voglio parlare:

Questa dichiarazione è la fotografia del giustizialista moderato.
“La città è al fianco dei magistrati. Li sostiene nella loro attività di indagine e nella ricerca delle responsabilità sull’ipotizzato caso di corruzione, che coinvolge alcuni ambienti della sanità”, lo ha affermato il vicesindaco del Comune Graziano Cioni, confermando il pieno sostegno agli inquirenti.
Questo ero io.

-Sono cresciuto politicamente pensando che , quel che la Pubblica Accusa faceva era giusto a prescindere.. per definizione.
Le garanzie, la presunzione di innocenza ? semplicemente, non mi ponevo il problema.

Il garantismo ,invece, non è solo una parola, ma come diceva il filosofo francese Charles Fourier è il presidio di una società che vuole la Giustizia come valore superiore. Il Garantismo come tutela delle garanzie Costituzionali, garantismo come tutela dell’individuo sottoposto ad azione giudiziaria.

Il giustizialismo non è la difesa della legalità ,al contrario è la violazione delle regole che si è dato lo Stato di Diritto.

Anche la sinistra per lungo tempo ha usato l’avviso di garanzia,nato a tutela dell’indagato, come l’emissione di una sentenza di condanna se questo serviva a battere l’avversario politico.

La sinistra paga l’aver reso i magistrati intoccabili, l’aver portato molti di loro in parlamento a fare le leggi .

Non è vero che siamo stati garantisti solo per noi stessi ,anzi, se un uomo di sinistra veniva “avvisato ” di garanzia era subito isolato, avevamo creato un mostro che si mangiava gli stessi suoi paladini.

–oggi , piovono quotidianamente avvisi e arresti a uomini del Pd ,sembra il 93/94 ,QUESTA VOLTA A PARTI ROVESCIATE , i berlusconiani con un sorrisetto beffardo sussurrano “ora tocca a loro”.

No cari amici non avete da strusciarvi le mani ,il rispetto delle regole dello Stato di Diritto , “o c’è o non c’è” e se è violato, allora tutti ne subiscono i conseguenti danni.

I magistrati :
ci sono uomini dello Stato, che svolgono con equilibrio il loro lavoro di magistrati.
Ci sono e ci sono stati magistrati ,veri eroi, che si sono immolati nella lotta alla criminalità organizzata.
Poi bisogna essere consapevoli che anche i magistrati sono uomini e donne, semplicemente umani , con la possibilità di sbagliare.
L’errore è umano e anche l’errore giudiziario lo è.
Non esistono certezze uniche, verità assolute, ne in chiesa, ne in un partito e nemmeno in tribunale.

Ci vogliono regole nuove per difendere i magistrati dai loro errori e con essi i cittadini dal baratro in cui gli errori del magistrato li precipita.

Dunque :

-La politica , la magistratura , i media , collettivamente , devono assumere la “presunzione di innocenza” come la regola massima, la stella polare che ci porta ad avere una Giustizia vera tutela della persona.

-Oggi c’è un circuito mediatico-giudiziario che è un vero tritacarne, che può portare alla morte civile della persona, basta un semplice avviso di garanzia che si mette in funzione il tritacarne.

-Infine se c’è qualcuno o qualche partito/movimento che vuole che tutto rimanga così per calcolo politico sappia che di calcolo politico si può essere annientati.

Alcune modifiche che migliorerebbero il sistema giudiziario :

-la responsabilità civile : chi sbaglia paga.
-le carriere sono due e parallele, la carriera per l’inquirente e la giudicante
-i tempi interminabili dei processi che vanno al di là del “ragionevole tempo” scritto nella Costituzione
-L’inappellabilità della Pubblica Accusa quando l’imputato è assolto nel primo grado di giudizio
-l’abolizione dell’automatismo negli avanzamenti di carriera a prescindere dal merito per i magistrati.

Pubblicato in : EditorialeTag: abolizione, anni, chiesa, costituzione, danni, lavoro, magistratura, merito, movimento, nato, parlamento, pd, sostegno

Info Graziano Cioni

Graziano Cioni ha svolto una intensa attività politica nell’amministrazione cittadina di Firenze di cui è stato a lungo Vice Sindaco; soprannominato “lo Sceriffo” per la sua incessante attività a favore della legalità, è stato Deputato e Senatore. Uscito di scena nel 2009, in pieno avvento Renzi, oggi è osservatore privilegiato sul suo profilo Facebook. I suoi post sono riprodotti “ufficialmente” da Pensalibero con l’assenso del loro autore.

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