
“Il tema centrale – sostiene Matteo Ricci, vicepresidente Anci con delega alle riforme istituzionali – è quello di adottare ogni provvedimento utile a realizzare al meglio il processo di riforma avviato con la legge Delrio e con la riforma costituzionale. In questa direzione stiamo lavorando per giungere rapidamente ad un assetto istituzionale stabile che, sulla base di scelte autonome dei sindaci, semplifichi l’assetto dei Comuni in una logica di efficienza dei servizi ai cittadini. Abbiamo ottenuto sostegni finanziari più robusti, stabili e consistenti a favore delle Unioni di Comuni e dei Comuni che scelgono la strada della fusione, nonché vincoli allentati su personale”.
“I Comuni – aggiunge il vicepresidente Anci in rappresentanza dei piccoli Comuni, Roberto Pella – devono tornare ad essere i protagonisti di questa riforma, per ridisegnare il riassetto complessivo del governo locale secondo le specificità dei territori; solo così sarà possibile costruire ambiti adeguati e funzionali in grado di garantire al meglio efficienza ed efficacia, con un sistema di incentivazione, semplificazione e premialità per gli Enti più virtuosi”.
“Ogni proposta che non tenga conto di questa impostazione data dall’Anci sin dal “Manifesto di Cagliari”, approvato all’unanimità dalla XV Conferenza nazionale Anci dei piccoli Comuni e presentata poi all’assemblea nazionale Anci di Torino – aggiunge infine Massimo Castelli, coordinatore nazionale Anci Piccoli Comuni – non potrà che rallentare ancora una volta una riforma vera del sistema locale, già in ritardo rispetto ad altre esperienze europee da tempo avviate in tale direzione”.

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