Restaurato il film sul restauro del Ponte di Santa Trinita, costruito dall’Ammannati sul progetto di Michelangelo. Fatto saltare dai Tedeschi in ritirata nel 1944, era stato ricostruito “come era e dove era” tra il 1955 e 1958 dopo dieci anni di discussioni.
Dov’era e com’era il ponte più bello al mondo? Si esagera sempre a Firenze, ma quello di Santa Trinita è la storia non distante di un sacrificio e la sua resurrezione dopo gli eventi bellici della seconda guerra mondiale. E’ il ponte amatissimo che portò sgomento tra i fiorentini al momento della sua distruzione. Fu costruito dall’Ammannati sul progetto di Michelangelo con la forma di un arco di catenaria, cioè la figura capovolta che disegna una catena sospesa per i due capi formando una parabola, e arricchito da statue e fregi dello stesso Ammannati e successivi autori come la Primavera del Francavilla. Proprio per ricordare uno dei ponti dove l’umanità ha immaginato e costruito la sua evoluzione d’ingegno, al teatro Odeon di Firenze, è stato presentato venerdì 27 giugno, il film documentario ” Dov’era e com’era”. Il 4 agosto 1944 furono fatti saltare dalla Wehrmcht, tutti i ponti di Firenze tranne Ponte Vecchio, nella ritirata dei tedeschi verso la linea Gotica, il secondo grande fronte dopo la linea Gustav a Cassino, che rimarrà l’ultimo vero ostacolo per gli alleati nell’impegno per la liberazione del Paese. Il documento filmico è la testimonianza storica delle varie fasi del lavoro di ricostruzione e recupero del capolavoro rinascimentale, durato circa dieci anni di studio e tre di messa in opera: dal maggio 1955 al febbraio 1958. Il film è stato presentato restaurato, nello stesso cinema Odeon dove il 16 marzo 1958 fu proiettato per la prima volta con ingresso libero ai cittadini. Nel 1955 Riccardo Melani e Bernardo Seeber con il produttore Aliandri, crearono questo importante documento con la supervisione dell’architetto Gizdulich e dell’ingegner Brizzi. Oggi, a settanta anni di distanza dalla guerra, il restauro del restauro, si potrebbe osservare per celia, ha riportato vive e a colori come nell’originale, le immagini suggestive del recupero. Nella sala stracolma, la proiezione è stata anticipata dalla lettura di alcune testimonianze dell’epoca in cui il ponte fu distrutto. “ La compagnia delle seggiole”, ha rappresentato quei ricordi e lo stato d’animo dei momenti drammatici quando quei fiorentini dovettero subire lo sfollamento in palazzo Pitti, che anticipò la distruzione dei ponti, tra cui quello di Santa Trinita. Di seguito alla presentazione al pubblico in sala, prodomo del restaurato documentario, la proiezione in bianco e nero dei giorni a cavallo tra il 31 luglio e il settembre 1944, ultimi atti d’agonia della guerra che non aveva risparmiato Firenze.

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