E se fosse stata l’acqua dell’Arno a causare il cedimento del tubo e dell’ asfalto?….e se fosse stato invece un tubo del gas vista l’efficienza di Comune e Publiacque che pezzo avremmo scritto??? Abbiamo ricevuto tanti consensi sul web con i nostri articoli di cronaca, di commento e di satira, ma anche una sequela di critiche e “sberle” mediatiche circa un presunto nostro sensazionalismo, satira gratuita, qualunquismo e si….anche di scarsissima professionalità giornalistica di quel modo bizzaro di fare informazione di bassa lega che si farebbe in quattro a sparare la notizia pur di avere il primato sulle altre testate e l’attenzione dei cyber-naviganti di internet. E invece noi, forse siamo stati solo facili profeti, perchè chi scrive e il direttore Nicola Cariglia siamo giornalisti di lungo corso con un passato quasi trentennale a “Il Giorno” (io) e alla Rai (Tg1, Tg3, direzioni di redazioni estere e regionali il direttore) ma anche politici in prima linea, sindaco di un comune milanese di 12 abitanti, vicesindaco di Firenze, Vicepresidente Vicario del Parco Agricolo del Sud Milano, e presidente della società areoporti di Firenze. Abbiamo il “brutto vizio” di parlare con cognizione di causa e non come diceva simpaticamente il mio Segretario comunale quando le opposizioni attaccavano strumentalmente : “ma cosa credete che il Sindaco ed io stiamo in comune a spaccare le noci con la testa?”. Fatte queste doverose precisazioni (in dieci anni non abbiamo mai mostrato gradi e mostrine ma quando in battaglia si mettono in dubbio le abilità pugnanti è necessario specificare le competenze tecniche maturate in addestramento e alla Superiore Scuola di Guerra), con la solita nostra prudenza e pacatezza nell’osservare e commentare i fatti restiamo in rispettosa attesa delle risultanze delle indagini che ha avviato la magistratura gigliata sul caso del crollo della sede stradale del Lungarno fiorentino in prossimità di Ponte Vecchio. Solo allora (forse) sapremo come sono andate realmente le cose e a chi saranno ascrivibili le responsabilità che non sono certo dell’acqua potabile o forse delle millenarie acque che scorrono nell’Arno facendo rispecchiare da sempre il firmamento. Vogliamo portarvi però a fare altri due ragionamenti che spostano il problema a livello nazionale e quindi ancora una volta la palla la passiamo al premier Matteo Renzi (l’avremmo passata più volentieri a Giancarlo Antognoni ma lui ahinoi ha appeso da troppi anni le scarpette bullonate al chiodo) in merito ai dati che ci dicono da anni che un terzo delle perdite della acqua potabile sono colpa dei troppi guasti e rotture nelle condotte portanti dai pozzi e dalle falde e nelle rete cittadine che non vengono manutentate a dovere. Ma non solo: gli investimenti pro capite nel Belpaese per la miglioria delle reti dell’ acqua ammontano circa a 30 euro annui contro una media europea che oscilla da un minimo di 90 euro ad un massimo di 180 euro. La domanda allora è la seguente perchè in moltissimi regioni italiane il costo al metro cubo dell’acqua è paragonabile a quello di un lingotto d’oro e le reti idriche e le fognature fanno pena? E si consenta una battuta finale a chi scrive da Milano. In queste ore non molto distante dalla “Madunnina che te brillet de luntan” c’è stata una grossa perdita della rete che ha invaso strade e negozi…..che la questione dell’acqua sia davvero in queste ore una maledizione per i sindaci di centro-sinistra????

Perché c’è una legge che impedisce di investire gli utili che nessuno ha interesse a rimuovere (non è scontato che tutti lo sappiano).