• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Renzi si guardi da…. “quelli che l’ultima spiaggia”

di Nicola Cariglia | 23 Marzo 2014

Appena un anno fa, l’ultima spiaggia era Mario Monti, che ora è retrocesso a “terzultima spiaggia”. Un mese fa era Enrico Letta, diventato nel frattempo “penultima spiaggia”. Fossimo in Renzi, ci toccheremmo ove costuma per scongiurare il malocchio.

renzicuperloAbbiamo avuto, e, nonostante alcuni passi falsi, abbiamo ancora simpatia per Matteo Renzi. E’ vispo, un po’ brigante. Soprattutto sa osare senza buttarsi allo sbaraglio. Oggi, di fronte alle sue “sparate” sulla riduzione della spesa, le riforme, le misure per la crescita, etc., molti affermano che non ha calcolato gli ostacoli che gli si pareranno di fronte ed i trabocchetti che gli saranno orditi. Niente di meno vero. Da “ragazzo” accorto e smaliziato quale è, li ha previsti. Ed è convinto di neutralizzarli. Anche per questo ci resta simpatico, mentre non riusciamo a sopportare una parte consistente dell’esercito dei suoi sostenitori, che, poi, sono fatti della stessa pasta dei sostenitori che accompagnano la parabola dei vari leaders e movimenti che prima hanno fatto “boom” e poi e poi “flop”, venendo puntualmente denigrati con ferocia per gli errori, senza un minimo di riconoscimento per i loro meriti.

Anche l’esercito di Renzi, dunque, è composito. Ci sono quelli che sono saliti sul suo carro come sarebbero saliti sul carro di qualunque altro vincitore. Ci sono quelli che lo hanno sostenuto per tempo, per questo sono stati premiati, ed ora respirata l’aria di Roma, vi si sono adeguati. Entrambe categorie di sostenitori ormai smaliziati. Si accorgessero di una bischerata del leader, al massimo si limiterebbero a parlarne tra di loro. Fino a nuovo “ordine” (da intendersi, cioè, nuovi equilibri).

Queste due categorie possono non fare simpatia. Ma fanno certamente meno danni (a Renzi e al Paese) della terza categoria dei sostenitori di Matteo. Che è numerosa e nella quale si distinguono, come sempre accade, i “convertiti”, coloro che, non potendo vivere senza essere credenti, hanno abbracciato la nuova fede dopo averne abiurata una precedente. Sono i maggiormente esposti alle delusioni. Quasi sempre quelli che si accaniscono contro il loro idolo una volta che sia infranto. Nel frattempo sparano a vista contro chiunque osi sollevare dubbi non preconcetti su alcune già evidenti contraddizioni tra azioni e “renzipensiero”.

Ci è capitato di criticare (molto) la legge elettorale che Renzi vorrebbe darci assieme a Berlusconi, tale da degradare ulteriormente la nostra democrazia; la stridente contraddizione tra il modo con cui è diventato presidente del Consiglio e le affermazioni che prevedevano l’ascesa solo tramite passaggio elettorale; l’applicazione a corrente alternata della “rottamazione” e diverse altre cose sulle quali non concordiamo. Al tempo stesso elogiamo il recente decreto sul lavoro. Sarebbe la cosa più naturale di questo mondo, e la simpatia più volte dichiarata non ci fa velo. Ma per l’esercito di questi “guardiani della rivoluzione” renzista, qualsiasi disaccordo significa “non permettergli di lavorare”, “non rendersi conto delle condizioni del Paese” e “essere in combutta con tutti coloro che non vogliono cambiare per non perdere i loro privilegi”. Insomma, il pacchetto lo devi accettare in blocco. O non vale.

Il sentimento comune di questa categoria di renzisti è la certezza che “questa è l’ultima spiaggia”. Ed è, purtroppo, un sentimento che denota scarsa dimestichezza con la democrazia. Quando si è all’ultima spiaggia, occorre accettare tutto, senza andare troppo per il sottile. E a poco vale ricordare loro che appena un anno fa, l’ultima spiaggia era Mario Monti, che ora è retrocesso a “terzultima spiaggia”. Un mese fa l’ultima spiaggia era Enrico Letta, diventato nel frattempo “penultima spiaggia”. Fossimo in Renzi, solo a sentire questa stucchevole litania dell’ultima piaggia, ci toccheremmo ove costuma per scongiurare il malocchio. E’ la democrazia che funziona così. “Quelli che l’ultima spiaggia” si rassegnino. Oltretutto, non ci sarebbe stato Renzi se l’essenza della democrazia non fosse il ricambio. E fintanto che la democrazia non si ammala, la ruota continua a girare.

Pubblicato in : Editoriale

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. marzio siracusa

    23 Marzo 2014 alle 18:53

    Molto, molto diplomatico Nicola, a dirci tra le righe: ” e speriamo che la ruota della democrazia giri presto “.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti