
Il prossimo 12 e 13 ottobre in Toscana si voterà per il rinnovo del Consiglio regionale e per l’elezione diretta del nuovo governatore, ma -tolti gli addetti ai lavori- nessuno lo sa. Non solo, ma una parte, segnatamente il centrodestra, non ha ancora neppure ufficializzato il candidato sebbene si promuova (e si raccolgono candidature) per una lista di un candidato presidente che non c’è. Roba -si sarebbe detto un tempo- da “Repubblica delle banane”!
Eppure, in questo bailame qualcosa di nuovo e, soprattutto, di politicamente interessante sembra intravedersi. Non si tratta -certamente- di nessun laboratorio (di laboratori politici ne abbiamo visti fin troppi), né -tantomeno- di premesse per le future elezioni nazionali ma l’idea di utilizzare la “Lista Giani” quale rassemblement di una gran parte delle forze politiche che un tempo costituivano il pentapartito ovvero di forze centrali nello schieramento politico, ha dell’interessante.
Infatti nella nuova “Lista Giani” confluiranno Italia Viva (nonostante la riconosciuta forza politica del senatore Matteo Renzi a Firenze e in Toscana), il PSI dell’ex Presidente del Consiglio regionale e già Senatore Riccardo Nencini, il PLI, il PRI del compianto Presidente Giovanni Spadolini, i liberaldemocratici capeggiati dal già senatore DEM Andrea Marcucci e gran parte di Azione il cui segretario regionale Marco Remaschi ha -in queste ore- rassegnato le dimissioni dopo lo strappo di Carlo Calenda.
Insomma una lista assai omogenea, dalle tradizioni politiche serie, che, a differenza delle recenti clamorose accozzaglie, sembra poter avere un senso politico in rappresentanza di quell’elettorato moderato (nel modo di intendere l’esercizio della cosa pubblica) snobbato tanto a destra quanto a sinistra; a quel mondo e a quel modo di intendere la politica a cui sembrava richiamarsi l’ex Premier Mario Draghi nel suo accorato intervento dal palco del Meeting di Rimini.
Ma forse c’è di più!
L’idea di Matteo Renzi di fare un passo indietro (o di lato) e con lui diversi altri leader toscani per dare forza ad una intuizione che potrebbe rivelarsi uno stimolo, un pungolo e forse un esempio per altre realtà regionali, genera molta curiosità e forte attenzione anche dalle parti del mega partitone toscano del PD.
Ma non è un caso che ciò avvenga nel nome di Eugenio Giani: un riformatore dai modi cortesi, come testimonia la sua storia politica e, soprattutto, un abile tessitore, un sopraffino aggregatore. Del resto, un buon risultato della “Lista Giani” darebbe al nuovo Presidente della Toscana una libertà di azione molto più ampia dell’attuale.
Insomma una cosa è certa: la nuova “Lista Giani” è l’unica vera novità di queste “misteriose” (per usare un eufemismo) elezioni regionali che, a distanza di 40 giorni dal voto restano un tabù per la maggioranza degli elettori.E poi ci si straccia le vesti se l’astensionismo dilaga!
Redazione Pensalibero

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