Il fatto: Maltempo con temporali, nebbia e foschie su tutta la maggioranza di centrodestra. L’incontro del chiarimento tra Berlusconi e Tremonti ha lasciato entrambi sulle rispettive posizioni: il presidente del consiglio ha bisogno di riconciliarsi col suo popolo attraverso segnali di attenuazione della pressione fiscale; il ministro dell’economia è persuaso che non ci sono le condizioni tanto che nessuno in Europa l’ha fatto.
Se a tutto questo si aggiungono i contraccolpi dell’accordo con Bossi che prevede la presidenza del Veneto alla Lega, si comprendono i timori che cominciano a palesarsi dentro al PDL per le elezioni regionali di marzo. Ad oggi si pensava di poter strappare dalle tre alle cinque regioni al centro sinistra ( tra Piemonte, Liguria, Lazio, Puglia, Calabria, Campania). Ma, nonostante il caso Marrazzo, ora si temono i contraccolpi del movimentismo leghista al nord, le incognite sul ruolo dell’UDC ed il malessere di quanti non tollerano che ancora una volta Berlusconi eluda l’impegno di abbassare tasse e imposte. E fa venire i brividi il ricordo della memorabile serata del 2000, quando Emilio Fede, in TV, dovette togliere una ad una le bandierine che avevano assegnato al centrodestra, sulla scorta dei primi risultati, regioni che invece vennero conquistate dal centrosinistra.

Speriamo che l’opposizione riesca a proporre
agli elettori Italiani ,delle prossime elezioni regionali , un programma ed una
coalizione sufficientemente presentabili .
Ciao , Ilario