
Sarà la magistratura ad accertare fino in fondo la natura dei rapporti tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, oggi indagato come presunto mandante dell’attentato compiuto davanti alla casa del conduttore di Report.
Lavitola non è una figura qualsiasi: è un faccendiere dalla storia giudiziaria pesante, capace di muoversi nelle zone opache che collegano politica, affari, informazione e potere.
Il fatto che tra Lavitola e Ranucci vi fosse un rapporto di amicizia, riconosciuto dallo stesso Ranucci, pone domande legittime. Saranno le indagini a ricostruire contatti, conversazioni, eventuali interessi e soprattutto il movente di un gesto che avrebbe potuto provocare una strage.
A rendere ancora più singolare il rapporto tra i due c’è il sondaggio che Lavitola avrebbe commissionato per misurare il potenziale elettorale di Ranucci come possibile leader del centrosinistra. Ranucci nega di aver mai pensato a una candidatura, mentre Lavitola sostiene che il giornalista avrebbe persino collaborato alla definizione delle domande: una circostanza ancora controversa, politicamente tutt’altro che irrilevante.
Ma proprio perché esiste la magistratura, non c’era alcun bisogno che la Rai trasformasse un’indagine, nella quale Ranucci è la persona colpita dall’attentato, nel pretesto per sospendere le repliche estive di Report. Non si comprende quale rapporto possa esistere tra l’amicizia, certamente discutibile e da chiarire, del conduttore con Lavitola e le inchieste realizzate da un’intera redazione e da giornalisti appartenenti ormai alla storia del servizio pubblico.
Questa è una misura punitiva assunta senza contestazioni precise e senza che sia stato indicato un solo servizio giornalistico condizionato da quel rapporto. La Rai, invece di difendere il lavoro dei propri giornalisti e attendere gli accertamenti, ha scelto di oscurare Report. Il risultato è un atto di censura e di delegittimazione.
Assai dubbia è anche l’iniziativa annunciata da Fratelli d’Italia di presentare un esposto alla Procura perché vengano chiariti i rapporti tra Ranucci e Lavitola. Un partito di governo ha il diritto di chiedere chiarezza. Ma quando quel partito è da tempo in conflitto con una trasmissione che ha indagato sul potere e sui suoi esponenti, l’iniziativa assume il sapore di una pressione politica e di un tentativo di mettere sullo stesso piano la vittima dell’attentato e il suo presunto mandante.
Si accerti tutto, dunque, senza sconti per nessuno. Ranucci spieghi fino in fondo la natura di quella frequentazione e la magistratura verifichi ogni elemento.
Ma la libertà di informazione non può essere sospesa in attesa di un verdetto, né un’indagine giudiziaria può diventare l’occasione per regolare conti politici con Report.
In uno Stato di diritto si accertano i fatti e le responsabilità.
Non si spengono preventivamente le voci scomode a questa o quella parte politica, utilizzando inchieste della magistratura non ancora concluse.
Poi c’è il problema della qualità di un certo giornalismo su cui le mie opinioni possono non piacere a chi ha fatto di Ranucci una fonte assoluta di informazione, una sorta di cavaliere ideale senza macchia, fustigatore del potere.
Purtroppo questa vicenda racconta qualcosa di più grave del singolo caso.
Una parte della politica usa le inchieste come armi contro gli avversari, invece di attendere la verità dei fatti.
Una parte del giornalismo, a sua volta, rinuncia alla prudenza, confonde il sospetto con la colpa e trasforma ogni ombra in una sentenza. Così si distruggono reputazioni, si indebolisce l’informazione e si abitua l’opinione pubblica a vivere in un processo permanente, senza regole e senza misura.
È esattamente il meccanismo di cui oggi Ranucci è vittima.
E quello che oggi capita a Report, domani potrebbe capitare a chiunque non sia allineato con il potere di turno, qualunque sia lo stile del suo giornalismo.
Il garantismo deve valere sempre e l’accertamento della verità deve essere un principio della vita pubblica in tutti i settori, senza emettere condanne preventive che sanno solo di convenienze.
Enrico Rossi

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