
Resta preoccupante la situazione ai siti energetici, anche le ferrovie sono sempre più prese di mira nei raid russi sull’Ucraina, che mirano a disarticolare le linee di rifornimento allo sforzo bellico e alla vita quotidiana del Paese, mentre sul terreno continua l’offensiva di Mosca nell’est e nel sud e il governo è alle prese con il più grave scandalo di corruzione. A partire da luglio i bombardamenti sul sistema ferroviario sono aumentati di tre volte, ha affermato il vice primo ministro Oleksii Kuleba.
Dopo i massicci raid che nella notte tra giovedì e venerdì, gli ucraini denunciano altri attacchi con tre missili e 135 droni, con un bilancio di almeno tre morti nella regione di Kherson e uno in quella di Dnipropetrovsk. Le forze ucraine continuano i raid con droni su infrastrutture energetiche russe. Lo Stato maggiore ha affermato che è stata colpita un’altra raffineria di petrolio, a Ryazan, con “numerose esplosioni” e un “vasto incendio”. Il presidente russo Vladimir Putin e il leader autoritario, dittatore della Bielorussia, Alexander Lukashenko, hanno avuto un colloquio telefonico. Ne ha dato notizia il Cremlino in una nota rimarcando che i due leader hanno scambiato opinioni su una serie di questioni pratiche relative alla cooperazione bilaterale, tra cui l’energia, nonché su temi internazionali di attualità. “È stato concordato di proseguire i contatti durante il prossimo vertice dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva a Bishkek (è la capitale del Kirghizistan, una nazione situata nell’Asia centrale) e il tradizionale incontro dei leader dei paesi membri della Comunità degli Stati Indipendenti alla fine dell’anno a San Pietroburgo”. Rustem Umerov, il Segretario del Consiglio nazionale della Sicurezza e della Difesa ucraina, ha annunciato accordi per il rilascio di 1.200 ucraini dalla prigionia russa. Lo scrive lui stesso su Telegram. “Su incarico del presidente dell’Ucraina, in questi giorni ho tenuto consultazioni con la mediazione dei partner in Turchia e negli Emirati Arabi Uniti sul ripristino del processo di scambio e sul rilascio dei nostri cittadini detenuti in Russia. Zelensky ha annunciato una riforma delle società energetiche gestite dallo stato, nel tentativo di dare una risposta agli scandali di corruzione che hanno travolto il settore flagellato dagli attacchi russi. Secondo le agenzie di investigazione anti-corruzione alla guida di quella che viene chiamata l’operazione Mida, circa 100 milioni di dollari sono stati sottratti al settore energetico. Nei giorni scorsi, Zelensky ha costretto alle dimissioni la ministra dell’Energia Svitlana Grynchuk e il ministro della Giustizia German Galushchenko. E ha imposto sanzioni contro l’uomo d’affari Timor Mindich, suo amico stretto e ex socio, considerato il regista di questo giro di tangenti che ha già lasciato il Paese. Un tour elettorale tutto incentrato contro la guerra in Ucraina come arma per recuperare terreno in vista del voto del 12 aprile. E’ iniziato ieri, a Gyor, “l’anti-war road show” del premier ungherese Viktor Orban sempre più in trincea contro qualsiasi tipo di sostegno all’Ucraina. “L’Europa è sull’orlo della guerra”, ha avvertito il primo ministro secondo quanto riportato dal portavoce del governo, Zoltan Kovacs, su X. L’Ucraina diventerà membro dell’Unione europea all’inizio del prossimo decennio, secondo il vice premier e ministro degli Esteri polacco, Radoslaw Sikorski, nel podcast ‘The Rest Is Politics’, come riportato dal media polacco Onet. Secondo Sikorski, la Russia non resisterà ad altri tre anni di guerra. L’Unione Europea continuerà a lavorare per proteggersi dalle minacce ibride, ha affermato venerdì il capo della politica estera dell’Ue Kaja Kallas. L’Ue non può accettare le minacce ibride “come la nuova normalità”, ha dichiarato Kallas ai giornalisti a Berlino dopo un incontro con i ministri della difesa di Germania, Francia, Italia, Gran Bretagna e Polonia. Ha inoltre affermato che il piano di mobilità militare della Commissione europea includerà la condivisione delle risorse di trasporto degli Stati membri e proposte per accelerare le procedure di autorizzazione. La Russia ha dichiarato venerdì di essere ancora aperta all’idea di un vertice con gli Stati Uniti a Budapest, purché sia preparato adeguatamente e basato sugli accordi raggiunti nel precedente incontro tra i presidenti Vladimir Putin e Donald Trump in Alaska. La portavoce del Ministero degli Esteri Maria Zakharova ha affermato che i contatti tra il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il segretario di Stato americano Marco Rubio proseguiranno se necessario. E il fatto che Putin parli di pace: neanche questo significa nulla di buono?
Giuseppe Basilico

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