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QUESTO SENATORE HA L’OBBLIGO DI DIMETTERSI!

Essere assolti dopo 17 anni, come è successo a Rino Formica e tanti altri, può essere nell’ordine delle cose. Anche essere arrestati e assolti due volte per inchieste diverse. Ma che entrambi i magistrati procedenti si siano poi dati alla politica, è intollerabile. Ecco perché il senatore Alberto Maritati ha l’obbligo morale e politico di dimettersi.
Di Pensalibero

di Pensalibero | 31 Maggio 2010

Accusato, arrestato e assolto due volte da magistrati poi entrati in politica e nello stesso partito.
L’assoluzione in appello, dopo diiciassette anni, di Rino Formica non può essere liquidata con una semplice notizia di cronaca come vorrebbero ancora una volta i beneficiari e gli autori della strage mediatico giudiziaria ai danni della classe politica che era stata protagonista, nel bene e nel male, dei primi cinquanta anni della repubblica italiana.
I tempi sono maturi per tentare di illuminare le macchinazioni, le responsabilità, i mandanti ed anche i beneficiari di quello che fu un vero e proprio golpe ai danni del Paese.
Formica venne coinvolto nella vicenda dei nastri trasportatori del porto di Manfredonia, in provincia di Foggia, per realizzare i quali l’imprenditore Ottavio Pisante dichiarò di aver dovuto sborsare tangenti ad esponenti DC, PSI e Psdi.
Non fu l’unico esponente illustre della famiglia socialista ad essere tirato dentro questa vicenda ingiustamente: come lui fu accusato anche l’ex segretario socialdemocratico Antonio Cariglia.
Cariglia, ora scomparso, dovette aspettare “soltanto” dodici anni per vedere conclamata la sua innocenza: fu infatti assolto già in primo grado, nel 2004.
L’imprenditore Pisante negò sempre di averli mai conosciuti o di avere dato loro una sola lira. Invano i due pubblici ministeri procedenti, Massimo Lucianetti e Roccantonio D’Amelio cercarono di indurre altri accusati a coinvolgere i due “pesci grossi”. Di Cariglia nessuno parlò mai e nemmeno di Formica. Appena un anno dopo, il PM Roccantonio D’Amelio ( ora scomparso) si presentò candidato al parlamento per il PDS: da rabbrividire.
Intanto Formica dovette subire un altro ingiusto processo: quello del primo scandalo della sanità pugliese che ruotava attorno al “re delle cliniche private” Cavallari per il quale fu anche arrestato. Quattro anni di sofferenze e poi, nel 1999 l’assoluzione con formula piena.
Due arresti, due processi, due assoluzioni come è avvenuto in tantissimi altri casi durante “l’epopea” di Tangentopoli: ce ne è abbastanza per pretendere una rivisitazione seria di quegli anni. Soprattutto ora che (si legga articolo in altra parte di Pensalibero) sembra iniziata una campagna per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica per pilotarla nelle nebbie eterne della mafia e dei suoi mai illuminati “terzi livelli”.
Perché non solo il sostituto procuratore dell’inchiesta sui nastri trasportatori venne candidato dal PDS appena un anno dopo l’inizio della sua inchiesta. Il PM dell’inchiesta barese nei confronti di Formica ha fatto di più. Da oltre dieci anni siede al Senato della Repubblica, prima come DS e poi come PD. Ha fatto anche il sottosegretario ed è stato chiamato in causa come possibile tramite tra procura barese e ambienti politici e giornalistici in occasione dell’inchiesta sul giro di escort baresi e sanità.
Lui, Maritati, il pallino della politica lo aveva sempre avuto. Infatti era stato candidato per il PSI già nel 1983. Venne trombato e – secondo quanto detto da Formica al Corriere della Sera – non deve averla presa affatto bene.
Ovviamente, non c’è da meravigliarsi se una persona, messa sotto processo, viene poi assolta. E nemmeno la lunghezza dei tempi è la cosa più grave.
La vera insopportabile anomalia è che un pubblico ministero sfrutti la sua posizione per farsi eleggere. Da questo punto di vista la Puglia ha un concentrato di magistrati entrati in politica da fare rabbrividire, ivi compreso l’attuale sindaco di Bari, Emiliano.
Ecco perché diciamo che Alberto Maritati, cui niente addebitiamo dal punto di vista giudiziario, ha l’obbligo politico di dimettersi da senatore. Ha accusato ingiustamente e distrutto un partito, il PSI, troncando la carriera del suo leader più prestigioso in Puglia. Non può stare in parlamento per “grazia ricevuta” da Massimo D’Alema, anche lui eletto in Puglia ed anche lui inquisito (senza conseguenze) da Maritati.
Assieme ad altri siti e blog, Pensalibero è disposto a portare avanti una campagna per le dimissioni del senatore e pm Alberto Maritati, al fine di restituire maggiore credibilità alla politica ed alla magistratura.

Pensalibero

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Francesco Mazzeo i Socialisti per le Liberta'

    4 Giugno 2010 alle 11:19

    Caro Nicola ho inserito questo articolo sul sito dei sociaalisti per le liberta’. http://www.isocialisti .it
    Complimenti hai fatto un ottimo lavoro.

    Rispondi
  2. Luigi

    1 Giugno 2010 alle 19:32

    Caro Nicola,
    ma quando mai si dimette qualcuno, da un buon posto in Italia? Nemmeno se glielo chiedessero tutti gli Italiani insieme: Ci farebbe causa davanti al Pretore del lavoro.
    Il problema con i magistrati, che Berlusconi non essendo certo un Licurgo, non riesce affrontare, si risolve solo con la modifica delle Corti Popolari ove possano presiedere anche Professori Universitari di Diritto esercitanti la professione di Avvocato.
    Poi basta con legge punire il delitto di Giustizia Politica: Va punito con la pena minima di 20 anni il Magistrato…Se ha causato la morte la pena è dell’ergastolo…
    Vedrai che pagheranno e pagheranno caro!

    Rispondi
  3. Nicola Cariglia

    1 Giugno 2010 alle 19:16

    Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti con le loro riflessioni. Penso che il tema non debba essere abbandonato.
    Chiedere le dimissioni di Maritati non è espressione di risentimento. E nemmeno voglia di fargliela pagare. La politica, infatti, è (dovrebbe essere) una attività che si svolge per gli altri, non per se. Se Maritati ed altri hanno fatto errori o soprusi abusando del loro ruolo di magistrati, altri dovranno, un giorno, a clima maggiormente sereno, pensare alle sanzioni.
    Ma Pensalibero e tutti coloro che la pensano come noi dovrebbero dare voce alla denuncia dal punto di vista politico.
    Chiedere le dimissioni di Maritati è un gesto politico: che diventerebbe forte se fosse adeguatamente sostenuto.

    Rispondi
  4. Gino Di Maro

    1 Giugno 2010 alle 10:22

    Caro Nicola,
    care/i amici e compagne/i di Pensalibero e del Gruppo dei 101.
    Innanzi tutto i miei auguri al compagno Rino Formica sperando che legge Pensalibero.
    Perfettamente d’accordo sui Magistrati che passano alla politica, ma su Tangentopoli e sulla necessità di una riforma della Giustizia in Italia va fatto un discorso molto più ampio che nessuno vuole fare.
    Le cose vanno dette fuori dai denti tutte.
    Non vanno mormorate con la solita storiella dei giudici cattivi amici dei comunisti. C’è ben altro.
    Vogliamo cominciare qui su Pensalibero?

    Rispondi
  5. paolo baglioni

    1 Giugno 2010 alle 09:48

    Caro Nicola,la tua è una denuncia più che sacrosanta.Possibile che oggi ci sia ancora cosi tanta ipocrisia e mancanza di onestà intellettuale da non sottolineare nei media quanto è successo?A parte quanto scritto nel Corriere della Sera a proposito della vicenda Formica non mi pare che nei cosiddetti giornali democratici sia stato dato un rilievo significativo.Ma così purtroppo va il mondo.Meno male che pur nel suo piccolo pensa libero c’è

    Rispondi
  6. puccio cartoni

    1 Giugno 2010 alle 01:47

    ..”cinico, arrogante e presuntuoso”…fosse l’unico magistrato in politica con certe caratteristiche….Se pensate che ,in questi periodi di vacche magre ,l’Associazione Magistrati proclama scioperi contro la riduzione (ridicola) dello stipendio…

    Rispondi
  7. domenico.civitano

    31 Maggio 2010 alle 23:53

    Caro Nicola. Il caso del compagno socialista, così si faceva credere, Maritati l’ho vissuta in prima persona come dirigente provinciale socialista. Il gruppo di cui facevo parte decise di non sostenere Maritati perchè lo riteneva cinico, arrogante e presuntuoso, pur consapevole,a quei tempi che un magistrato in lista era un grande avvenimento. Maritati non fu eletto e il resto è storia. Oggi io avrei voluto sapere da lui se ha provato emozione leggendo la sentenza di assoluzione di Rino Formica, un grande socialista di terra di Bari.

    Rispondi
  8. Alberto Ciampolini

    31 Maggio 2010 alle 20:37

    Al contrario di altre volte, il caso Formica ha avuto un po’ di attenzione dai media.
    Io che sono un socialista tuttaltro che pentito vorrei lanciare un tam tam sui siti internet per reclamare le dimissioni di Maritati dal Senato. Sarebbe una bella battaglia. E, perchè no, anche una bella rivincita e una occasionje per mobilitare il mondo laico e socialista. Spero che Pensalibero prenda l’iniziativa….

    Rispondi
  9. Francesco Mazzeo I Socialisti per le Liberta'

    31 Maggio 2010 alle 19:01

    Sono d’accordo, e’ da qui che bisogna ripartire. Dobbiamo denunciare con forza quello che e’ successo, l’imbroglio colossale che e’ stato riservato ai cittadini italiani con trucchi antidemocratici. Come se vivessimo in un paese senza regole dove si puo’ condannare un cittadino con la propria volonta’ e non in funzione di un comportamento giuridico, perche’ un’assoluzione dopo diciassette anni e’ uguale ad una condanna definitiva politicamente parlando.

    Rispondi
  10. alessandro de rossi

    31 Maggio 2010 alle 17:37

    Nulla di nuovo, purtroppo! C’è da aggiungere che da quando ho iniziato a lavorare, da ormai quarant’anni, ho sempre saputo della corruzione, delle tangenti, della cinghia di trasmissione rappresentata dalla ex IRI tra il sistema dei partiti (tutto) e il sistema industriale, del ruolo delle imprese nel sistema degli appalti e del ruolo delle carriere fulminanti di alcuni “gazzettieri” compiacenti nel dire o nel minacciare di dire, della funzione della RAI, e ancora e ancora. Queste cose le sapevo io che non ero particolarente informato e che non ero un addetto ai lavori: mi bastava parlare, stare ad ascoltare, vedere, leggere i giornali, fare due più due. Ma, per alcuni, i “corrotti”, i politici che sbagliavano stavano sempre e solo da una parte. Mai anche dall’altra…A proposito, caro Direttore, ho riletto recentemente il bel libro di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato dal titolo: “corruzione ad alta velocità” – Perchè non se ne è mai parlato abbastanza? In quel libro sono descritte con dovizia di particolari cose interessanti su personaggi in vista che ancora oggi riscuotono molto, molto credito… cari saluti. ADR

    Rispondi
  11. marcello

    31 Maggio 2010 alle 17:08

    Questi giudici sono degli impuniti.
    Non pagano mai per i loro errori, che spesso sono colpe, e c’è sempre chi li sostiene, naturalmente quando sono dalla loro parte: leggi pci,pd, ds e vai siglando.

    Rispondi
  12. simonagori

    31 Maggio 2010 alle 15:37

    naturalmente DS-PD!!!

    Rispondi

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