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Questa non è la nostra Italia

Ma, forse, siamo alla svolta che ci accompagnerà verso una vera rinascita.

di Carla Ceretelli | 4 Marzo 2021

Credo che Leonardo avrebbe potuto risolvere il problema che ci annichilisce.   Meglio di chi ne ha avuto facoltà, con strumenti  tecnologicamente avanzati,  soltanto  con ciò che  è riuscito a inventarsi e  che ha dato origine a   un’era di ricchezza culturale infinita, immane. Ma purtroppo non più  immanente.

Da mesi  penso che questo bachino possa penetrare nel cervello della gente. Certo si parla di alterazione psicologica, di depressione, conclamata o imminente.  Ce lo raccontano quotidianamente Psicologi e neuropsichiatri.

 Ma certe azioni e certi comportamenti sembrano talmente strani e assurdi, spesso surreali, tanto da far pensare a qualcosa di più invasivo.  Che  colpisca non soltanto la psiche ma alteri addirittura l’apparato neurologico. Tanto da fare ipotizzare alterazioni profonde.

Ogni mattina, se si riesce a dormire con o senza benzodiazepine, ci si sveglia pensando a ciò che sta, o potrebbe stare,  per capitarci.

E si cerca di capire se gli eventi  che son dovuti al fato o alle azioni umane.

Purtroppo siamo immersi in questo magma  che  spesso non possiamo definire. Lo stato d’animo è ormai tarato in modo abnorme per un  dramma epocale  e siamo abbastanza  in ansia. Per il presente e per il futuro.

 Si ripensa all’inizio della storia quando fummo presi, noi persone comuni, insieme a  politici e comunità scientifica,   improvvisamente,  da un fulmine più o meno a ciel sereno. E pensammo, con  la maggiore razionalità possibile,   cercando di non rimanere troppo  allucinati. Fummo presi da strani pensieri. Chi la buttò in politica dando le colpe all’ avversario, chi sottovalutò, chi ingrandì, chi pensò  ai poteri forti  e al nuovo ordine mondiale.  Che avevano deciso di spopolare il mondo e  farci fuori tutti. Chi pensò che non esisteva,  appagati dall’incoscienza rifugiandosi nel   comportamento dello struzzo,  per  legittima difesa. Se non lo vedo, non c’è. E poi, senza sottolineare  ma  ripercorrendo  i mesi passati a chiederci chi dovevamo ringraziare  per questo sorprendente accadimento, abbiamo ascoltato le varie teorie, spesso caratterizzate  da enormi  discrepanze. Abbiamo fatto avanti indrè per mesi sperando che mentre ci comportavamo in modo virtuoso ( quasi tutti), chi sta sopra di noi,  ha in mano la nostra esistenza, e si è scelto di assumersi responsibilità  enormi,  preparasse piani lungimiranti. Ci abbiamo creduto, e ci siamo detti e convinti  che per  i primi mesi li perdonavamo. Poveri cristi.. erano stati presi da situazioni ineffabili.

 Poi abbiamo realizzato che non c’era proprio nulla di preparato, e nemmeno lontanamente   ipotizzato. Alcun progetto,  ma proprio nessuno. Non solo, ma abbiamo scoperto che non si era fatto quel che si doveva. Vivendo bellamente alle nostra spalle, buttando  i nostri soldi nelle più variegate e variopinte, allucinanti spese pazze. Diatribe indicibili ci hanno accompagnato mentre ascoltavamo quotidianamente  comunicazioni senza avere il minimo di  informazioni  certe e consolatorie  che potevano aiutarci. E siamo sprofondati nell’orrido.

Intanto  abbiamo  imparato a convivere con il mostriciattolo, si  sono scoperte le terapie giuste  agognando il vaccino, come  panacea di tutti i mali.

Finalmente siamo a cavallo. Naturalmente il paese è diviso in due, come consuetudine. Vaccini si vaccini no. Finchè la maggioranza accetta perfino la puntura. Ci prepariamo all’evento che ci libererà davvero di una libertà vera e non surreale come quella auspicata da chi vuol vivere a modo suo  fregandosene degli altri. “Tanto io ho gli anticorpi alti, dunque non mi vaccino”. Senza pensare, egoisticamente,  che siamo tutti collegati e non ci libereremo fin quando arriverà la magna immunità di gregge. Basta arrivare alla metà di vaccinati per stare abbastanza tranquilli, sempre con le dovute azioni in sicurezza.

Intanto  alcune  categorie economiche insieme alla preoccupazione della malattia sono arrivate allo stremo. E con gli imprenditori le partite  iva con 340mila accertamenti in arrivo.  E dipendenti di aziende  private si ritrovano disoccupati. Ciascuno nel suo genere e nei propri ruoli. La povertà avanza e le file di Caritas si allungano sempre più.

 Ma c’è il vaccino, di sicuro in pochi mesi passerà tutto.  Invece, I contagi salgono e i vaccini non ci sono. Non vengono rispettati gli accordi   di consegna.  E si comprende  che ogni Paese  ha fatto il suo. E le aziende non sono pronte per produrre vaccini in proprio. Pare che per essere  in grado di farlo … occorrano 6 mesi. Per mancanza di strumenti idonei.

Mentre veniamo a sapere che i paesi ex UE hanno fatto la loro corsa e sono avanti di gran lunga.

 Vivere come se non ci fosse un domani  facendo volare la mascherina in assembramenti. Non è così che si combatte questa battaglia.  Certo ci vuole pazienza, ma bisogna trovarla. Sardegna docet. La speranza della Regione con la forza della ragione.

Il neo premier va al Consiglio di Europa e, anziché fare la corte alla Merkel, alza la voce.

Finalmente.

Noi siamo un Paese stupendo. E nessuno lo può negar. Non stiamo certo a sciorinare il bello e il genio che i nostri avi hanno prodotto. Li conosciamo tutti.

Li abbiamo stampati negli occhi nella mente e nel cuore. Che cosa è successo? Chi ci ha impoverito così, e non parlo di vil denaro. Io non lo so,  ma un’idea ce l’ho. Il 68. E non dico altro. Da allora c’è stato l’inizio di un degrado culturale  e  di conseguenza anche economico, che  ci ha davvero reso inermi.

E il covid 19  è stato soltanto la ciliegina sulla torta, o, meglio, il colpo di grazia.

News

Un grillo che incorona un conte non si era mai visto. Mentre i Penta si aggrappano all’ex premier   per risolvere i loro problemi interni Il neo premier va spedito. Poche parole ma fatti.

Riscrive il recovery plan. Ha fretta e si fa aiutare da un pool di esperti. Entro Aprile deve arrivare a Bruxelles e non potrà più essere cambiato.

 “Senza tentennamenti, senza scorciatoie ma anche senza  alchimie propagandistiche. Non inseguiamo le varianti, studiamole. Con forza e determinazione in Europa e dappertutto. Senza preclusioni e con lo sguardo dritto all’obiettivo vero: salvare le Persone, tornare alla normalità.” Questo saggiamente sostiene il Professor Vaia, Direttore sanitario dello Spallanzani. Proprio quello dove sono stati scoperti i primi due casi, il 31 gennaio 2020. Il Reithera, primo vaccino italiano,  già fra seconda e terza fase  di sperimentazione,  dovrebbe vedere   luce attiva a settembre dopo il via libera di EMA e AIFA. Con una sovvenzione europea come  aiuto di stato.

L’Europa  intanto avrebbe già  stipulato un contratto con Moderna per la fornitura di 300.000.000 di dosi di vaccino.

Draghi alla fine  esautora Il Commissario straordinario e lo sostituisce con “esercito e polizia”. Il generale di Corpo di Armata Francesco Paolo Figliuolo che lavorerà con l’ex capo della polizia  Franco Gabrielli, sottosegretario  alla presidenza del Consiglio, con delega ai Servizi Segreti e alla Sicurezza. In condizioni normali, per ovvi motivi,  non avrei gradito molto. Ma in emergenza dobbiamo solo sperare che questo nuovo staff ci tiri fuori dal guado e dal guano.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : #Pensalibero24, SituazioneTag: battaglia, bruxelles, caritas, draghi, emergenza, europa, futuro, italia, iva, merkel, mondo, persone, polizia, presidenza del consiglio, soldi, speranza

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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