
L’imbarazzante campagna per il NO del PD si arricchisce di una nuova gemma.
Quelli che votano SI sono tutti fascisti.
Dunque anche a Barbera piacciono orbace e saluti romani.
E anche a quelli del comitato Vassalli (eroe della resistenza torturato dai nazifascisti).
Ma a parte queste prevedibili facezie resta il fatto che la verità ribaltata si conferma lo schema propagandistico preferito da un PD sempre più simile alla vecchia DP.
E’, infatti, vero esattamente il contrario.
L’unità delle carriere costituisce un preclaro retaggio fascista.
Fu voluta espressamente dal Guardasigilli Dino Grandi e non solo perchè funzionale al rito inquisitorio (quello che fu riformato nel 1988 proprio da Vassalli) ma anche al modello autoritario proprio del regime.
Esiste un carteggio con Mussolini molto chiaro in tal senso.
In uno stato totalitario non ha senso che gli apparati statali non siano compatti in un asfissiante circuito chiuso.
E, all’epoca, non destavano particolare interesse i diritti degli imputati e l’equidistanza del Giudicante.
Esattamente come oggi non destano interesse alcuno all’attuale PD.
Stefano Pillitteri

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