Rivolgiamo accorati appelli a persone di buona volontà competenza e buon senso disponibili a salvare il salvabile. Come noi Liberaldemocratici Italiani. Si, un altro partito fra i tanti. Perché no? Ma senza cambi di casacche nelle alte sfere. Con esponenti di qualità e politicamente non proprio di primo pelo per aver fatto attivismo, dunque scuola.
Ricordiamo tutti quando, qualche anno fa, ci siamo ritrovati nelle alte cariche dello stato e del governo personaggi palesemente venuti dal monte con la piena.
Alcuni sono arrivati in parlamento con voti presi non si sa come e da chi o direttamente vincendo al superenalotto.
Ci dicevano, i tapini , che dovevamo, noi cittadini cinici e bari, dare loro il tempo di imparare. A intrufolarsi fra i banchi senatoriali e camerali. Ma loro, essendo giovani, avrebbero imparato benino a gestire la cosa pubblica e noi cittadini, a bocca aperta, ad osservare i loro ottimi e presti risultati.
Dopo anni, ormai, dall’apparizione di questi ceffi che avrebbero dovuto cambiare l’italia al grido di honestà, abbiamo sotto gli occhi e tocchiamo con mano la situazione.
This is the question.
Ma oggi non siamo votati alle lamentazioni. Non ce lo possiamo permettere. Perché la colpa è solo nostra. Di quelli che hanno lasciato i gli scranni vuoti. Come si sa, il vuoto si riempie. Di qualsiasi cosa. E questi, rocambolescamente se li sono presi e li hanno colmati. Spinti e sostenuti non si sa da quali forze ma, oggi, pare addirittura da personaggi loschi, da dittatori oltreoceano. Ambigui, eufemisticamente.
Pare, ho detto, dato che noi siamo garantisti. Non come costoro che un giorno si e l’altro pure, accusavano e accusano a destra e a manca mandando strali di fuoco verso chi veniva raggiunto da avvisi di garanzia. Che, come ormai anche i pargoli sanno, è, appunto, volto a garanzia e informazione verso il malcapitato per renderlo edotto del fatto che qualcuno sta indagando su di lui. Spesso distruggendogli la vita.
Quando tocca a loro, no. Si arrampicano sugli specchi e, in fattispecie, si trincerano dietro l’alibi che l’indagato non è più in vita. Dunque intoccabile. Come se la morte eliminasse automaticamente i misfatti. Eventuali, naturalmente. E come se gli eredi del defunto, nonché i sodali, non dovessero, almeno, prenderne atto in una sorte di nemesi storica al contrario. E se ne disinteressassero.
Sappiamo tutti che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, e sugli amici, ma neppure possono venire cancellate con un colpo di spugna.
Tutto ciò premesso, riprendo il discorso dove l’ho lasciato qui sopra.
Le persone migliori, quelle più competenti, quelle più oneste realmente e con tutte le carte in regola si danno alla macchia, o bofonchiando o esternando in modo stentoreo ma sempre coralmente, che la politica è sporca e non si vogliono macchiare le mani per paura che qualcuno gliele voglia rendere pulite. Lavandole spesso secondo le attuali indicazioni e raccomandazioni.
Ecco perché siamo ridotti così. E da ormai una trentina d’anni stiamo andando avanti. Del resto chi ci ha provato, a scendere in campo, a sinistra o a destra, è stato messo alla gogna e reso inabile da una magistratura che proprio in questi giorni si sta rivelando per quella che è. Qualcosa di immondo. Tanto che ci si chiede perché chi ne ha facoltà, non interviene. E come, nonostante tutto, non si sarebbe potuto nemmeno ipotizzare. Abbiamo visto cose che noi umani….avremmo immaginato ma sperato di non riscontrare mai.
(Covid 19 solo un uteriore evento tragico. Della serie, agli zoppi grucciate.)
I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie: gli utopisti con la testa fra le nuvole, e i realisti con i piedi nel fango.
(George Orwell)
Noi Liberal democratici Italiani perseguiamo la terza via che si dirige verso l’equilibrio. All’aria aperta.
“Non mi occupo di politica, è come dire non mi occupo della vita”. (Jules Renard)
“La pena che i buoni devono scontare per l’indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi”. Socrate/Platone. (Non mi è stato possibile verificare chi dei due saggi. Ma non è poi così importante la fonte. Bensì il significato).
Carla Ceretelli

brava