L’ho rivisto in televisione, un pò invecchiato con vistose borse nere
sotto gli occhi, anche un pò ingrassato. E’ quel giudice De Pasquale nei
confronti del quale presentai un’interrogazione parlamentare dopo il
suicidio di Gabriele Cagliari. Eravamo in piena Tangentopoli e dopo il
suicidio dell’ex presidente dell’Eni il teorico della Lega nord
Gianfranco Miglio se ne uscì con quella famosa e truce dichiarazione
rilevando che “non c’è rivoluzione senza gocce di sangue”. Era la Lega
del 1993, quella esaltata e anche diretta dal direttore
dell’Indipendente Vittorio Feltri. Cagliari se n’era andato dopo quattro
mesi di illegale detenzione preventiva. Non poteva più reiterare il
reato, non poteva certo fuggire, nè manomettere le prove. Venne tenuto
in carcere dopo numerose promesse di rilascio. E siccome non io, ma la
stampa dell’epoca, aveva sottolineato che il magistrato De Pasquale
aveva promesso al detenuto di firmare la sua scarcerazione, ma alla fine
non l’aveva fatto preferendo andare al mare, io ne rimasi sconvolto. E
decisi di presentare un’interrogazione parlamentare. Naturalmente senza
risposta. Allora un socialista non ne aveva neppure diritto. Poteva al
massimo piangere un compagno che s’era soffocato con una borsina di
plastica al collo.
Mauro Del Bue

Caro Mauro,
Credo che tu abbia frainteso quale goccia di sangue fosse necessaria per la rivoluzione…
Vedi purtroppo non tutti capiscono che la Procura di Milano, per politicamente corretto Agreement, è retta essenzialmente da Milanesi e Terroni, dove Terrone è qui definito: Meridionale che ha reso la sua terra un macello e invece di fare alla Brown, il peccatore penitente, va al Nord a pretendere aiuto con presunzione e saccenteria o ivi facendo lo Statale a favore del Sud.
Così Di Pietro, mediocre Magistrato dal sottosviluppato Molise, di fronte all’immensità, non ha risolto nulla, ma mangiato le caramelle…
Ora anche la Lega dall’ex sottosviluppato Veneto, che dalla disperazione, penitente ha trovato la forza per salvarsi, fronte la falcidia del malaffare Romano, pur senza l’apporto di Toscana, Emilia etc. rischia ora di non farcela più a portare tutto il peso che le è piombato addosso.
Possibile che Toscani, Emiliani, Romagnoli, Liguri etc. non vi riesca a smarcarvi da questa sinistra incapace e giustizialista, per mettervi in posizione di servire il paese, sempre e comunque?
Ora c’è bisogno del vostro apporto, con Berlusconi o senza, con la destra o con la sinistra, rimandiamo i Di Pietro alla loro terra, alla nostra ci penseremo noi.