
Ah la coerenza! cos’è la coerenza? beh, al giorno d’oggi, e soprattutto in politica, sicuramente un’utopia. Basti pensare ad un Presidente della Camera. Ex leader di un partito di estrema destra; confluito poi in un soggetto politico di centro-destra ed eletto, proprio con questo partito, Presidente della Camera; dopo anni di battaglie politiche condivise, e portate avanti assieme al leader del partito dove è confluito, ad un certo punto, dopo essere divenuto un’istituzione, comincia ad avere delle divergenze con il leader (che poi è il Presidente del Consiglio) su una questione ben precisa, ossia decisioni prese troppo a livello personale all’interno di un partito troppo presidenziale. E fino a qua si potrebbe capire. Anzi, forse sarebbe anche legittimo. Già, nulla di grave. Ebbene ad un certo punto, a causa di tali divergenze, il Presidente della Camera decide di uscire dal partito con cui è stato eletto, e creare un nuovo soggetto politico, dalla collocazione incerta, completo di gruppo parlamentare, sedi e simboli. E già su questo punto si potrebbe iniziare a pensare allo scandalo: da una divergenza formale, alla creazione di un altro partito sembra infatti una decisione eccessivamente drastica. Per lo più dal Presidente della Camera, un’istituzione. Ma c’è dell’altro: l’istituzione partecipa con estrema nonchalance a talk-show televisivi dove si parla di politica, si danno pareri e si prendono posizioni. Eppure questo accade in Italia da diversi mesi ormai, e si va avanti lo stesso senza che nessuno, con adeguata cura, si fermi un secondo e ponga al centro dell’attenzione il problema. Solo soffermandoci ad analizzare bene il processo, infatti, possiamo renderci conto dell’assoluta incoerenza di Gianfranco Fini (iniziamo a fare i nomi, per la miseria!): da una piccola divergenza formale, circa la gestione del partito, in cui il Presidente della Camera denunziava l’estrema leadership da parte di una sola persona, Silvio Berlusconi, e le sue decisioni prese senza mai confrontarsi democraticamente con gli altri esponenti e dirigenti di partito, si è arrivati, oggi, ad una situazione in cui Fini (che è rimasto Presidente della Camera ma non più dirigente del Pdl), non si trova più d’accordo con nessuna, e dico nessuna (e lo sottolineo) decisione o proposta della maggioranza di governo (maggioranza di cui, paradossalmente, fa parte anche lui). Non si trova più d’accordo sulla riforma della giustizia, processo breve e legge sulle intercettazioni. Non si trova d’accordo sulla finanziaria varata dal Ministro dell’economia. Non si trova d’accordo nemmeno con l’ultima proposta di svecchiamento del mercato del lavoro fatta da Berlusconi, al fine di renderlo più agevole, secondo le direttive europee, cercando di velocizzare le assunzioni e creare una nuova regolamentazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato (che tra l’altro tale proposta ha incassato l’apprezzamento dei vertici Ue). Non si trova d’accordo più con nulla. Nulla di ciò che propone il Governo. Già, perchè, sempre paradossalmente, si trova d’accordo con tutto ciò che propone (si fa per dire) l’opposizione. Ma la cosa ancor più esilarante, è cosa propone l’opposizione? nulla. Anzi, dimenticavo… Berlusconi dimettiti!

Fini sta giocando a fare il ” cencio” che dice male di “straccio” ; però , è bravino …!