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Quasi 40 anni per far tornare a casa la macchina fotografica

Mostro di Firenze: depositata l’istanza in Corte d’assise d’appello dai legali difensori per restituire ai familiari d’Oltralpe il materiale sequestrato sulla scena del crimine del 1985 alle due giovanissime vittime francesi.

di Alessandro Silvestri | 1 Luglio 2023
Jean Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot le due vittime di Scopeti (fonte Wikimedia Commons)

Trentotto lunghissimi anni per far tornare in Francia pochi ricordi personali. Ieri mattina, 30 giugno 2023, gli avvocati Mazzeo, Pacchi e Adriani, hanno depositato presso la Corte di Assise di Firenze, istanza per il dissequestro di materiale di proprietà dei due turisti francesi, Nadine Mauriot e Jean-Michel Kraveishvili, barbaramente uccisi a San Casciano Val di pesa, in località Scopeti nel settembre 1985, dal gruppo di assassini denominato “Mostro di Firenze”.

Nella fattispecie si tratta di una macchina fotografica Nikon con all’interno 17 fotogrammi già scattati, 16 diapositive, alcuni appunti scritti a penna, un pezzo di pellicola fotografica e altri effetti personali sequestrati l’11 e il 12 settembre 1985, nell’auto dei francesi.

La restituzione degli oggetti in questione è stata richiesta dai parenti delle vittime, i Lanciotti (il marito di Nadine è di origini marchigiane) e appunto i Kraveichvili, che hanno tutte le ragioni di questo mondo per reclamare le cose appartenute ai loro cari, nonché materiale utile per studi e approfondimenti per la parte civile che è ancora, nonostante siano passati ormai già 38 anni, intenzionata a scoprire la verità sui responsabili. Visto anche che, la Procura della Repubblica di Firenze, non appare più interessata da tempo a far diradare le antiche nebbie che hanno reso il caso inestricabile e senza che tutti i responsabili siano stati individuati ed assicurati alla giustizia.

Nella lettera dei familiari si legge in un passaggio rivolto agli avvocati: “Ci siamo incontrati più volte nel tempo, non fosse stato altro che per comprendere come e perché Nadine e Jean-Michel, siano passati per quei luoghi fuori mano e si siano accampati su quel luogo privo di ogni attrattiva, e per ben tre lunghi giorni, secondo la ricostruzione ufficiale.
E questo senza mai andare a visitare Firenze, per esempio, destinazione turistica tradizionale, e ancor meno alla Fiera campionaria di Bologna, aperta dal 6 all’8 settembre (la fiera terminava nel primo pomeriggio della domenica) meta che costituiva la ragione principale del loro viaggio in Italia”.

Questo ancora inappagabile cercare le ragioni di quelle morti innocenti, dimostra, casomai ce ne fosse bisogno, quanto ancora e non soltanto nei familiari delle vittime, la sete di giustizia e verità per il caso “Mostro di Firenze” sia ancora ben lungi dall’essersi placata.
Segno evidente che esistano ancora giganteschi coni d’ombra intorno a questa storia.
E che, c’è chi ancora lotta, si impegna e studia le carte, alla ricerca di una verità almeno storica su questa vicenda criminale, per molti versi, infarcita anche di depistaggi e insabbiamenti, di omissioni e connivenze, di indagini sbagliate e di processi che hanno rasentato il ridicolo.
Un unicum mondiale di nefandezze criminali e purtroppo, anche degli apparati dello Stato.
Un plauso dunque a questa pattuglia di avvocati e a coloro che ancora oggi non si arrendono dopo quasi 50 anni di mancata giustizia e piena luce sui fatti.

Alessandro Silvestri

(per gentile concessione di “Avanti online”)

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, bologna, firenze, francia, italia, mondo, repubblica, responsabili

Info Alessandro Silvestri

Nei primi anni ’90 si forma alla scuola politica del Circolo Rosselli di Firenze, dopo aver mosso i primi passi nel PSI della Basilicata. E’ allievo e collaboratore di Valdo Spini durante gli incarichi parlamentari e di governo. Dirigente del partito Laburista, partecipa alla nascita dei DS ed è tra i firmatari della mozione che introduce nel simbolo la definizione “Partito del Socialismo Europeo”.
Inviato locale de “Il Tirreno” è stato pubblicato su varie testate quotidiane e periodiche. Consigliere comunale e capogruppo di maggioranza di centro-sinistra a Castelfranco di Sotto dal 2001 al 2005. Nel 2005 partecipa al progetto della “Rosa nel Pugno” con l’ex presidente della Lega delle Cooperative Lanfranco Turci, col quale nel 2007 partecipa alla “Costituente Socialista” della quale è stato il principale ispiratore. In seguito al tentativo di ricostruire una forza organizzata dei socialisti in Italia, sostiene Anna Falcone come candidata segretaria e dal 2010 al 2016 collabora con Bobo Craxi.
Si è occupato professionalmente per 30 anni di ristorazione, in Italia e all’estero, dove ha lavorato anche per lo sport automobilistico e ha partecipato alla preparazione di due campagne di America’s Cup con Prada e con Mascalzone Latino.
Dal novembre 2022 è entrato a far parte della redazione del “Avanti! Della Domenica”.

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