“Grillo? Non l’ho sentito perché avevo il telefono scarico”. Cinguetta con vocetta nasale nel suo piccolo mondo, moderno in verità. Ombretta sdegnosa del Missipipì non far la ritrosa ma baciami qui.
Quando vince Miss Italia qualcuno si chiede cosa farà da grande dopo che lei ha raccontato i suoi sogni nel cassetto. Gloria gloria al vincitore.
Ma governare ohh è ben altra cosa. Amministrare un comune allo sbando ancora peggio. Al quale non c’è mai fine.
No, perchè a Roma c’erano due belli. Un uomo e una donna . Lui di mezza età lei più giovane.
E anche stavolta le donne hanno dimostrato di essere più intelligenti realistiche e pratiche. Guardate il risultato e ditemi. Le elettrici capitoline, naturalmente. Ma anche per le candidate i risultati sono stati davvero eclatanti. Menano il torrone ma con dovizia, per dirla con Vittorio. Feltri per gli amici.
La debacle del centro destra. Grazie a Denis? No no, la scelta di Marchini è stata devastante.. speriamo che la raccolta recuperi. Per Giachetti ottimo risultato checchè se ne dica.
La delusione per Giorgia, abbastanza profonda. Ma, piccola, col peso che si porta. Stupendo ehh per una donna, ma non proprio idoneo per un’intrapresa coì pregnante. Ha comunque fatto miracoli. Sola, insomma, quasi, contro tutti. Se il vecchio fosse stato quello di una volta avrebbe dovuto sostenerla fin dall’inizio. Ma non è più quel tempo e quell’età.
Ma evidentemente do ut des roma/milano. Questa è la politica, bellezza. Lo è stata lo è e lo sarà sempre.
Stiamo recuperando uno spirito di comunità grida giuliva la vispa Teresa dal palco ..A Roma?! Ma roma è una metropoli e variegatissima, Roma è l’Urbe, la capitale. Ricca di meandri di tunnel sopra e sotto, di tutto . Roma una comunità.. ma nemmeno l’ultimo municipio. Già Ostia, il decimo municipio ha un numero di abitanti esorbitante. Quasi 200 mila. Più della metà dei residenti della mia cittadina, graziosa e sì carina. Ma di che parla. ma dove vive.. e dove ha vissuto fino ad oggi. Manco Alice nel paese delle meraviglie. Attenzione allo stregatto bellina!
Certo, certo, comprendiamo l’emozione, come quella di una studentessa dopo un esame da 30 con la lode, ma qui non siamo all’università, qui non facciamo accademia. Qui ci si devono sporcare le manine, andare nel suburbio, parlare e ascoltare i grezzi, i coatti. Povera piccola.
Sembrerebbe una cosetta scontata, ma non è così.
Lo staff della Casaleggio Srl & associati si è organizzato e ha scelto le candidate con un protocollo impeccabile, parametri precisi. Trentenni/quarantenni avvenenti/bellocce, professioniste/ imprenditrici, prettamente aderenti alle direttive aziendali. Dunque il risultato è andato oltre le più rosee previsioni. Dopo aver provato ad andare allo sbaraglio e aver fatto un buco nell’acqua. Ecco, ma questo è d’uopo dirlo, hanno copiato da Silvio prima e da Matteo dopo. E allora dove sta la novità. Nihil novi davvero.
Metteteci alla prova, fateci governare, urlava il Dibba qualche tempo fa. In tempi non sospetti inverità. Ecco, il sogno, molto probabilmente, diventerà realtà. Un incubo per chi dovrà sorbirsi un programma eufemisticamente naif, che sarà un bel boomerang per il movimento venuto dal monte con la piena , per le maestrine dalla penna rossa dei Viendalmare , dai viottoli e dal web. Non proprio una bella e buona scuola di politica, meglio una suola anzi una sòla, e alla prova dell’amministrazione del comune più complesso e difficile d’Italia, potrebbero finire ko. L’Urbe potrebbe essere l’inizio di una gloria effimera e sepolcro nemmeno tanto imbiancato di Grillo e seguaci, dell’apologia dell’antipolitica spicciola della faciloneria e superficialità dei proclami, della decrescita felice e frikkettona. Finchè si fanno errori in cittadine o città provinciali , ci si passa facilmente sopra e si accantona e si dimentica. E magari si metabolizza.
Ma vale la pena di sacrificare il Campidoglio per liberarsi di loro? Dipende dall’entità del danno. Mettiamoci l’animo in pace e godiamoci questo prodromo di ballottaggio che si presenta succulento. Forse er più di tutti.
Note a margine
Mezza Milano non ha votato. Dunque il quarantapercento di Sala rappresenta poco più del ventipercento dei milanesi. Il pareggio è un risultato esagerato per Parisi, che non ha alle spalle la sponsorizzazione di Renzi, l’organizzazione elettorale della sinistra e la grancassa di Corsera, Repubblica, Sky, Rai. Se i milanesi vogliono davvero liberare Milano dagli sgraditi tabù della sinistra , tasse comunali, rom, clandestini, mendicanti, suk e Natali senza presepi e canti di prammatica devono andare a votare un tantinello in più al ballottaggio. Per citare, almeno in parte, Gianni de Felice.
“E ora forza #Raggi. Se riesce, come spero, Roma svolta. Se fallisce come temo probabile, ci liberiamo dei grillini” M.V. Marcello Veneziani. Detto.

Lascia un commento