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Quando Stalin mangiava i bambini: 85 anni dall’Holodomor, celebrato a Firenze

Nessuna tragedia umana fu così grande in un tempo così breve. Per quanto è durato il comunismo, in Ucraina, non fu possibile parlarne pubblicamente, e il Mondo lo aveva volutamente dimenticato.

di Enrico Martelloni | 12 Novembre 2018

Sabato 17, a Firenze in via San Gallo 25 r, al Teatrino omonimo,  dalle ore 17  sarà celebrato l’ottantacinquesimo anniversario del genocidio ucraino. Dopo l’introduzione di una bellissima canzone con bandura della cantante EKA, sarà presentato il libro di Ettore Cinnella: Ucraina il genocidio dimenticato, editore Dellaporta. Il Comunismo provocò in un solo anno sette milioni di morti in Ucraina tra il 1932 33. Nessuna tragedia umana fu così grande in un tempo così breve.  Per quanto è durato il comunismo, in Ucraina, non fu possibile parlarne pubblicamente, e il Mondo lo aveva volutamente dimenticato già al momento del suo compimento, denunciato tra i primi, dal console italiano Gradenigo nel 1933. Egli scriveva così a Mussolini, che lo ignorò per i forti interessi dell’industria italiana, come per  quella in generale occidentale che con l’URSS faceva affari: “ La fame continua a menar strage così imponente fra la popolazione, che resta del tutto inspiegabile come il Mondo rimanga indifferente di fronte a simile catastrofe e come la stampa internazionale taccia pudicamente di fronte a questo macello, organizzato dal governo sovietico”. Era evidente che il Mondo industriale e commerciale, preferiva vendere all’arretrata Unione Sovietica le industrie nuove e obsolete a quell’enorme impero, in cambio degli ammassi di grano che il regime comunista poteva offrire, non solo dalla fertile ucraina e dalle terre nere del medio volga, ottenendo un doppio vantaggio ideologico nell’eliminazione anche di altre popolazioni che vi si opponevano alla forza e volontà dell’proletariato operaio dell’industria.  Solo in famiglia, nelle piccole casa del regime, per chi ne aveva una assegnata,  si poteva ricordare quella tragedia. La paura della delazione, della deportazione era fortissima.  Il silenzio, quindi, completo.  Holodomor, è il neologismo che significa infliggere la morte per fame ed è la contrazione di due parole: Moryty holodom   Milioni di Kulaki, e il tessuto sociale cui erano legati furono uccisi e deportati: i Serednjaki, contadini medi e quelli  poveri, i Bednjaki, vennero eliminati per volontà di Stalin. Le sofferenze inflitte dalla collettivizzazione e dal terrore del regime provocarono la moria per fame, nei paesi come nelle campagne, di bestiame e di milioni di persone. Furono requisite nelle case e nei magazzini tutto ciò che era commestibile.  In poco tempo nessuno aveva più nulla per campare. Morirono un milione e mezzo di fanciulli, cinque volte la città di Firenze in pochissimi mesi.  La legge detta “ delle cinque spighe” imponeva che tutto quello che si trovava sulla terra, anche mietuto, apparteneva allo Stato. Chi veniva scoperto a “ rubare” qualche spiga veniva processato e giustiziato in brevissimo tempo, o deportato: Stalin mangiava i bambini! Sì, era vero! Con questa legge e con la repressione militare e dell’NKVD, capillare e intensamente organizzata, i vertici del soviet ucraino e centrale, provocarono una carestia senza precedenti portando alla follia uomini e donne con non rari casi di cannibalismo: sparivano i bambini dalle scuole, rapiti da sbandati di altri paesini e villaggi. Pur di sopravvivere le persone arrivarono anche a questo. Stalin spiegò, nell’intento di soffocare l’indipendenza ucraina, il significato dell’edificazione dei Colcos contro i ricchi Kulaki attraverso la tassazione basata sul principio di classe. Ciò in riferimento agli eventi del 1918 quando il governo bolscevico aveva scatenato la guerra di classe creando comitati di contadini poveri chiamati Kombedy, che collaboravano con le squadre anonime venute dalla città per requisire le riserve alimentari di prodotti agricoli. La follia ideologica del partito di Lenin provocò l’astio e l’ inimicizia dei contadini ucraini che sia pur arrivando ad un accordo dopo un’aspra guerra, nel 1921, subirono già l’anno seguente una grave carestia. La più grave e devastante arrivò, appunto, nel 1932 33.

 

Enrico Martelloni

 

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, anniversario, canzone, comunismo, contadini, firenze, governo, la stampa, mondo, mussolini, persone, regime

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

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