Il presidente Draghi non ha voluto spostare l’orario del coprifuoco dalle 22 alle 23 e Salvini si è dissociato nel voto del relativo decreto legge, dicendo “non votiamo le cose che non condividiamo”.
Discorso chiaro e semplice. Ma di scarsa memoria.
Se nel nostro Paese è stata abolita la prescrizione ed introdotto il reddito di cittadinanza è proprio perché Salvini non ha voluto dissociarsi nel Governo Conte 1.
Amicus Platus sed magis amica veritas
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“Oggi sono 2 mesi che mio figlio Dario non è più con la sua mamma, con i suoi fratelli, con me. 2 mesi che non riusciamo a seppellirlo: A.M.A. non dà tempi di sepoltura degni di una città civile. Anzi, non dà alcun tempo”. Questo è quello che denuncia Andrea Romano (PD).
Incredulo vado sul dito di A.M.A. e leggo: “Anche in questo periodo eccezionale, caratterizzato tuttora dall’emergenza sanitaria da Covid-19, le operazioni cimiteriali nella Capitale vengono assicurate. Sono e continueranno ad essere in numero adeguato anche gli spazi disponibili per nuove sepolture. Non c’è, dunque, e non ci sarà alcun esaurimento posti”.
Forse l’indagine di mafia capitale ha sbagliato bersaglio.
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Quante storie per il video del povero Beppe. Alla fin dei conti lui ha solo detto che:
1) in Italia (ma solo per suo figlio) le indagini sono inutilmente troppo lunghe;
2) durante queste indagini troppo lunghe i media e i social distruggono sistematicamente (ma solo per suo figlio) l’immagine pubblica e quindi la serenità di chi è costituzionalmente non colpevole;
3) anche i magistrati (ma solo per suo figlio) sbagliano ma non rispondono mai dei loro errori;
4) si può criticare (ma solo per suo figlio) l’attività dei magistrati non solo quando indagano, non solo per le sentenze, ma addirittura quando ancora non hanno deciso se rinviare o meno a giudizio (suo figlio);
5) In Italia può facilmente capitare (ma solo a suo figlio) di andare in galera pur essendo innocenti.
Insomma, ha ragione Paola Taverna, evitiamo sciacallaggi, del resto questo mica è il caso di Ruby nipote di Mubarack, è solo il caso del figlio di Grillo, che si chiama Ciro, come l’erede dello Scià di Persia.
IL TACITURNO

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