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Quando la smetteremo di definire “maschilista” una Società che ha rivoluzionato il rapporto uomo-donna?

Su quale conto li mettiamo i tanti uomini che praticano la parità di compiti in casa, i “mammi” che cambiano i neonati e li
portano a spasso in carrozzina, che giocano con i figli molto più che in passato?

di Redazione Pensalibero.it | 1 Novembre 2021

Ricapitoliamo: il Neolitico era maschilista, l’età antica anche quella

maschilista, il Medioevo pure, l’Età moderna idem, l’Ottocento e il Novecento

non fanno eccezione. E il primo ventennio del terzo millennio? Maschilista

anche quello. E se lo dicono anche molti uomini dev’essere vero. Eppure, nel

corso del Novecento le donne hanno ottenuto:

il diritto di voto; leggi sulla maternità avanzatissime, da qualche anno con

possibilità di alternarsi tra marito e moglie nei permessi per la cura dei figli

piccoli; l’accesso a tutte le professioni pubbliche, incluse Magistratura, Polizia e

Forze Armate; il divorzio; il nuovo diritto di famiglia basato sulla completa parità

fra uomo e donna; una legge avanzata anche se statalista sull’interruzione di

gravidanza; la caduta del divieto di pubblicizzare gli anticoncezionali; la

cancellazione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore; la stessa

retribuzione a parità di condizioni (proprio in questi giorni, a integrazione e

miglioramento del decreto legislativo del 2010); quote rosa nei consigli di

amministrazione, negli organi interni dei partiti, nelle liste elettorali, nelle

preferenze, più altre non di legge in vari organismi politici (quello che penso delle

quote l’ho scritto tempo fa su queste pagine); leggi contro lo stalking, la violenza

sulle donne, il femminicidio e il cosiddetto revenge porn (alla lettera

“pornovendetta”, la diffusione di foto o video di carattere intimo relative a una

persona che si vuole colpire); divieto delle pratiche di mutilazione sessuale; azioni

positive per l’imprenditoria femminile; disposizioni a favore dei centri

antiviolenza. Tutte leggi, da notare, approvate da maggioranze di uomini…

Infine: non abbiamo parlato un po’ tutti di una vera e propria rivoluzione dei

costumi, e in particolare del rapporto tra uomo e donna, premessa di moltissime

delle conquiste a cui ho accennato? Su quale conto li mettiamo i tanti uomini che

praticano la parità di compiti in casa, i “mammi” che cambiano i neonati e li

portano a spasso in carrozzina, che giocano con i figli molto più che in passato?

Ma nonostante tutto questo si continua a ripetere che noi italiani (e italiane: via,

per una volta diciamolo) “viviamo in una società maschilista” o addirittura

patriarcale. La stessa definizione che si dà, per esempio, a quella ateniese, dove

quasi tutte le donne passavano la vita quasi sempre chiuse in casa.

A questo punto in genere si conclude: “Certo, rimane molto da fare…”. Sì, ma

soprattutto da parte delle donne. Le basi legali per farsi valere ci sono ormai tutte.

Come ha ripetuto più volte Emma Bonino: “Diamoci una mossa!”. Per esempio:

non tutte quelle che subiscono un ruolo “multitasking” (lavoro, figli, marito,

assistenza anziani), sono minacciate da compagni violenti. Molto “c’è da fare”

nella vita quotidiana e nei rapporti di lavoro; e il detto latino Unusquisque faber

fortunae suae – “ciascuno è artefice del suo destino” – anche se non è proprio una

verità scientifica, resta comunque un’ottima idea regolativa.

Giorgio Ragazzini

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: amministrazione, anziani, decreto legislativo, emma bonino, forze armate, integrazione, lavoro, magistratura, polizia

Info Redazione Pensalibero.it

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. giancarlo

    28 Ottobre 2021 alle 10:54

    E’ sempre comodo gridare al lupo, qualche imbecille che ci crede c’è sempre e sono quelli da spennare ed è molto più comodo che mettersi a lavorare al problema che è molto più scomodo

    Rispondi

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