
“Ci stanno cercando”, dice Volodymyr Zelensky. Sta parlando al mondo. Parla dei piani dei servizi segreti russi di cui mostra alcuni documenti e mappe con le coordinate delle strutture. Informa che gli ordini di Putin sono di bombardare residenze e uffici del governo e della presidenza Ucraina, a Koncha Zaspa e a Kiev, e una ventina di altri centri decisionali politici e militari. Chiede che il mondo non resti in silenzio.
Come all’inizio della guerra Putin cerca di nuovo di eliminare fisicamente il presidente ucraino, in un momento di fortissima intensità dei bombardamenti Nella notte tra il 14 e il 14 maggio un attacco missilistico ha distrutto parte di un condominio a Kiev uccidendo 24 persone fra cui tre bambini. Negli ultimi giorni l’attacco russo ha causato decine di vittime tra i civili: 38 i morti e quasi 50 feriti. Tutto il Paese continua ad essere colpito da droni shahed e missili lanciati dalla Russia e dai confini bielorussi. L’unico segnale di distensione è stato lo scambio di prigionieri avvenuto l’altro giorno, che ha liberato 205 soldati per parte, grazie alla mediazione degli Emirati arabi uniti.
L’aggressione russa si fa più minacciosa anche nei confronti degli Stati baltici. Ed è riuscita in questi giorni a ottenere la crisi del governo della Lettonia con le dimissioni, domenica scorsa, del ministro della Difesa Andris Spruds, sostituito subito con il colonnello dell’esercito Raivis Melnis. Giovedì 7 maggio tre droni ucraini penetrati nello spazio aereo russo erano stati stato deviati dai sistemi elettronici di Mosca nei cieli della Lettonia a Rezekne, 40 km dal confine con la Russia, e avevano colpito un impianto di stoccaggio del petrolio. Una settimana dopo si è dimessa anche la premier lettone Evika Silina a capo del governo di centrodestra guidato dal partito Nuova Unità, in seguito all’uscita dalla maggioranza del Partito Progressista, la formazione a cui appartiene il dimesso ministro della Difesa. Intanto il presidente della Lettonia Edgars Rinkevics ha annunciato le consultazioni alla ricerca di una nuova maggioranza di governo.
Secondo un rapporto del CSIS, centro di Studi Strategici e Internazionali, risalente a gennaio, l’Ucraina ha probabilmente subito tra 500.000 e 600.000 perdite tra febbraio 2022 e dicembre 2025 di cui si stima che tra 100.000 e 140.000 siano morti in combattimento. Per ragioni di sicurezza il Comando ucraino non fornisce notizie ma non smentisce e in un recente Rapporto fornisce dati sulle perdite russe che ammonterebbero a 1.347.620 soldati uccisi, feriti o dispersi in Ucraina dal 24 febbraio 2022, tra i quali 1.230 nelle ultime 24 ore, e 11.937 carri armati, 24.574 veicoli corazzati da combattimento, 96.793 veicoli e serbatoi di carburante, 42.133 sistemi di artiglieria, 1.788 sistemi lanciarazzi multipli, 1.381 sistemi di difesa aerea, 436 aerei, 352 elicotteri, 293.323 droni, 1.397 veicoli terrestri senza pilota, 33 navi e imbarcazioni e due sottomarini.
Claudio Rocco

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