
Un incorruttibile e accreditato giornalista d’inchiesta televisivo si scopre frequentatore abituale di un faccendiere politico pregiudicato, noto come millantatore e produttore seriale di falsa documentazione. Si ipotizza che, sia pur riluttante, aveva acconsentito ad essere oggetto di un sondaggio promosso dall’amico faccendiere in vista di una sua eventuale candidatura a premier in un governo di centrosinistra.
Un incorruttibile e accreditato giornalista d’inchiesta televisivo si scopre frequentatore abituale di un faccendiere politico pregiudicato, noto come millantatore e produttore seriale di falsa documentazione. Si ipotizza che, sia pur riluttante, aveva acconsentito ad essere oggetto di un sondaggio promosso dall’amico faccendiere in vista di una sua eventuale candidatura a premier in un governo di centrosinistra.
Un incorruttibile e accreditato giornalista d’inchiesta televisivo si scopre frequentatore abituale di un faccendiere politico pregiudicato, noto come millantatore e produttore seriale di falsa documentazione. Si ipotizza che, sia pur riluttante, aveva acconsentito ad essere oggetto di un sondaggio promosso dall’amico faccendiere in vista di una sua eventuale candidatura a premier in un governo di centrosinistra.
Un incorruttibile e accreditato giornalista d’inchiesta televisivo si scopre frequentatore abituale di un faccendiere politico pregiudicato, noto come millantatore e produttore seriale di falsa documentazione. Si ipotizza che, sia pur riluttante, aveva acconsentito ad essere oggetto di un sondaggio promosso dall’amico faccendiere in vista di una sua eventuale candidatura a premier in un governo di centrosinistra.
Un giornalista d’inchiesta antimafia, spesso criticato per avere costruito alcune delle sue ricostruzioni su ipotesi investigative non confermate dalle sentenze, sostenitore delle responsabilità del generale Mori (più volte assolto con sentenze definitive) nell’intreccio fra mafia e apparati dello stato, convinto della centralità della cosiddetta trattativa Stato-mafia (il cui impianto accusatorio è stato definitivamente respinto dalla Cassazione) e di un rapporto fra la strategia stragista di Cosa nostra e la nascita di Forza Italia (ipotesi mai dimostrata in sede giudiziaria), diventa in questi giorni vicedirettore del Giornale, fino a poco tempo fa di proprietà della famiglia Berlusconi, con l’incarico di creare un pool investigativo.
Marco Taradash

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