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Un incorruttibile e accreditato giornalista d’inchiesta televisivo si scopre frequentatore abituale di un faccendiere politico pregiudicato, noto come millantatore e produttore seriale di falsa documentazione. Si ipotizza che, sia pur riluttante, aveva acconsentito ad essere oggetto di un sondaggio promosso dall’amico faccendiere in vista di una sua eventuale candidatura a premier in un governo di centrosinistra.

di Marco Taradash | 12 Luglio 2026

Un incorruttibile e accreditato giornalista d’inchiesta televisivo si scopre frequentatore abituale di un faccendiere politico pregiudicato, noto come millantatore e produttore seriale di falsa documentazione. Si ipotizza che, sia pur riluttante, aveva acconsentito ad essere oggetto di un sondaggio promosso dall’amico faccendiere in vista di una sua eventuale candidatura a premier in un governo di centrosinistra.

Un incorruttibile e accreditato giornalista d’inchiesta televisivo si scopre frequentatore abituale di un faccendiere politico pregiudicato, noto come millantatore e produttore seriale di falsa documentazione. Si ipotizza che, sia pur riluttante, aveva acconsentito ad essere oggetto di un sondaggio promosso dall’amico faccendiere in vista di una sua eventuale candidatura a premier in un governo di centrosinistra.

Un incorruttibile e accreditato giornalista d’inchiesta televisivo si scopre frequentatore abituale di un faccendiere politico pregiudicato, noto come millantatore e produttore seriale di falsa documentazione. Si ipotizza che, sia pur riluttante, aveva acconsentito ad essere oggetto di un sondaggio promosso dall’amico faccendiere in vista di una sua eventuale candidatura a premier in un governo di centrosinistra.

Un incorruttibile e accreditato giornalista d’inchiesta televisivo si scopre frequentatore abituale di un faccendiere politico pregiudicato, noto come millantatore e produttore seriale di falsa documentazione. Si ipotizza che, sia pur riluttante, aveva acconsentito ad essere oggetto di un sondaggio promosso dall’amico faccendiere in vista di una sua eventuale candidatura a premier in un governo di centrosinistra.

Un giornalista d’inchiesta antimafia, spesso criticato per avere costruito alcune delle sue ricostruzioni su ipotesi investigative non confermate dalle sentenze, sostenitore delle responsabilità del generale Mori (più volte assolto con sentenze definitive) nell’intreccio fra mafia e apparati dello stato, convinto della centralità della cosiddetta trattativa Stato-mafia (il cui impianto accusatorio è stato definitivamente respinto dalla Cassazione) e di un rapporto fra la strategia stragista di Cosa nostra e la nascita di Forza Italia (ipotesi mai dimostrata in sede giudiziaria), diventa in questi giorni vicedirettore del Giornale, fino a poco tempo fa di proprietà della famiglia Berlusconi, con l’incarico di creare un pool investigativo.

Marco Taradash

Pubblicato in : Editoriale

Info Marco Taradash

Marco Taradash, livornese è un giornalista, liberale di tendenza radicale, già deputato europeo e nazionale coi radicali, poi con Forza Italia, presidente della Commissione Rai dal 1994 al 1996. Fondatore e promotore della Convenzione per la Riforma Liberale (1995) con Giuliano Ferrara, Lucio Colletti, Dario Antiseri, Marcello Pera, Piero Melograni, Giorgio Rebuffa, Raimondo Cubeddu, Gaetano Quagliariello e altri, poi dei Riformatori liberali (2005) con Peppino Calderisi, Benedetto Della Vedova, Emilia Rossi, Carmelo Palma. Promotore di vari referendum, da quello per la depenalizzazione dell’uso personale di droghe proibite (1993) a quello per l’abolizione della quota proporzionale delle legge detta Mattarellum (1999, per l’uninominale secca, insomma). Votò sì alla riforma costituzionale il 4 dicembre 2016. Non condivise poi l’alleanza della Lista Bonino-+Europa col Pd e fondò Centromotore. Partecipò alla successiva nascita del partito +Europa, si candidò alle Europee, sostenne il voto contrario di +Europa al governo giallorosso. Crede alla necessità di una forza liberaldemocratica alternativa al fasciosovranismo e al populismosinistro.

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