Qualsiasi sia il risultato del referendum sulla Costituzione, un fatto e’ certo, Matteo Renzi ha calamitato l’attenzione della politica e dei mass media. Se c’era bisogno di una consacrazione a leader, espressione di una fetta consistente della masse popolari, questa ora c’e’ stata oltre ogni ragionevole dubbio. Ed e’ proprio un tale scatto che in tanti ha generato timori e inquietudini; si teme che non ci si trovi piu’ di fronte a un “burattino”, che il suo non sia piu’ una specie di governo “fantoccio”, al servizio di interessi che se ne stanno dietro, ben acquattati, e quindi facilmente attaccabile, ma che esso salga al rango di “normale” governo della Repubblica, occupandosi finalmente di genuini interessi generali.
Di fronte a questa vulgata (esposta qui in forma completa, cioe’ decodificata), piuttosto diffusa, ho trovato interessanti le considerazioni, in cui mi sono imbattuto per caso, di Rino Formica su Renzi. Per i piu’ giovani Formica imperversava negli anni Ottanta al tempo del Psi craxiano. Si atteggiava a intellettuale, ma il contrasto con la Dc sfocio’ nella, all’epoca, celebre “lite delle comari”, su cui val la pena spendere due righe.
Formica fu protagonista da ministro delle Finanze di uno scontro epocale con quello del Tesoro, il democristiano Beniamino Andreatta, a proposito del cosiddetto “divorzio” tra banca d’Italia e Tesoro, voluto intensamente da Andreatta. In quell’occasione Remigio Cavedon sul Popolo definì Formica “un commercialista di Bari esperto in fallimenti e in bancarotta i cui propositi dissennati sono un insulto all’intelligenza”, attribuendo tale dichiarazione ad Andreatta. La dissennatezza riguardava le proposte per fronteggiare il conseguente aumento del deficit e del debito pubblici.
A che serve questo breve accenno? A spiegare che, insomma, non ci si trova proprio davanti a un sostenitore di tutto cio’ che e’ accaduto negli ultimi 30 anni. Comunque, ormai da tempo fuori dai giochi e quasi novantenne, e’ stato pur sempre un protagonista dalla grande esperienza, e con un’inguaribile tendenza alle grandi interpretazioni, di cui probabilmente val la pena ascoltare l’opinione in un momento tanto delicato per il paese.
Il suo pensiero (molto semplificato) e’ basato su tre pilastri:
1) in Italia il mondo cattolico bene o male riesce ancora a sfornare classe politica,
2) chi va al governo del paese deve per forza di cose -se vuol durare- tenere conto (al di la’ della forma) di chi ce lo manda
3) Renzi e’ cattolico, ma non troppo organico, “Renzi viene da un mondo minore, di periferia. I toscani sono, senza offesa, i napoletani del centro-nord. Sono imbroglioni, mercanti e banchieri, massoni e cattolici, guelfi e ghibellini”.
Insomma un Renzi non proprio espressione dei poteri forti, che poi sono di varia natura, come pare di capire. Ma e’ indiscutibile, per il barese, che il Referendum sia una specie di bomba sulla Repubblica, come quello di Monarchia o Repubblica lo fu sulla Monarchia, con l’effetto finale, in caso di vittoria del Sì, di rendere piu’ flessibile la Costituzione; in caso di vittoria del No ci sara’ invece una sveglia, perche’ oltretutto non si puo’ umiliare cosi’ un Bersani, ti diventa nemico irriducibile … ammassate le truppe, gli ufficiali si troveranno sul campo, anche se dietro l’angolo, di fronte a tante difficolta’, si nasconde ben acquattato il vero nemico di questo paese, l’anarchia.
Parola del commercialista di Bari.

Quanto ai politici di quegli anni, anche se tanti non mi stavano simpatici e comunque ero troppo giovane all’epoca, avevano credo tutti piu spessore degli odierni, su questo lei concorderà con me. Vuol mettere un Berlinguer con un Renzi?!?
Quando tutti hanno piu’ spessore non e’ piu’ una questione individuale, ne converra’.
Troppo giovane?
Signor Friggi, Renzi è la perché Goldman Sachs ce l’ha messo.
E’ il mondo clericale che manda i quaquaraqua in politica, con l’approvazione della finanza di cui sopra.
Tanto stia tranquillo, il si probabilemente vincerà e sarete tutti felici.
Paolo Francia, la tua penultima riga suona un po’ minacciosa, o sbaglio?
E di Formica niente? Ecco il link da cui ho preso queste mie considerazioni.
Anche lui da zittire per sempre?
http://ilmanifesto.info/rino-formica-il-voto-sara-una-bomba-come-il-referendum-sulla-repubblica/
Questo tentativo di ridorare un abusivo è privo di fondamento
Matteo Renzi che dovrebbe dare l’esempio della legalità, del rispetto del popolo, si presenta al seggio senza documento d’identità, e fin qui niente, ma lo scandalo è che gli abbiano consentito di votare. Il vostro tentativo di fare di questo scroccone uno statista è misero e meschino, proprio come un premier che va a votare senza documento e che dice “spero che mi rihonoscano”. Ma va, ma va!
Lo stesso ci dice che se vince il NO l’Italia va indietro di 30 anni, perfetto, un’altra ragione per votare un gigantesco NO. In Italia si tava meglio nel 1986, la “buona scuola” senza appellativi era migliore di quella di oggi, il job act non c’era, ma si lavorava di piu e con regole migliori. Non si capisce questo tentativo di far passare un cialtrone da statista.
Mi sfugge il senso.
Certi articoli non dovrebbero proprio essere partoriti.
Ma per carità, che ognuno si esprima e dica la sua, appunto, Pensalibero è cosi.
Riletto a distanza di un giorno, quante piccole sviste, errori … gli articoli bisognerebbe farli decantare, prima di pubblicarli.