
Il generale Roberto Vannacci è stato nominato capo di Stato maggiore, nonostante le sue “farneticazioni” contro l’omosessualità e la sua avversione agli stranieri, le quali gli hanno consentito di diventare una specie di star, portavoce del peggior senso comune della destra reazionaria e di derivazione fascista.
L‘incarico “prestigioso” gli è stato assegnato senza aspettare la conclusione dell’esame disciplinare da parte della Difesa.
Il ministro Crosetto, che è politicamente responsabile di questa decisione, ha invitato tutti, nel suo stile solo apparentemente bonario, ad evitare polemiche, sostenendo che non si tratta di una promozione e che anche per i militari valgono le garanzie costituzionali.
In realtà il nuovo incarico ha come scopo di evitare che Vannacci possa presentarsi alle elezioni europee nelle liste della Lega portando al partito di Salvini i voti dei suoi lettori e estimatori.
L’iniziativa, nella competizione interna alla destra, segna un punto a favore dei Fratelli d’Italia che temevano una perdita di consensi a favore del Carroccio.
Intanto Vannacci continua con le sue esternazioni; e sull’omicidio di Giulia Cecchettin dice che non si deve parlare di femminicidio e che anche il concetto di cultura patriarcale è sbagliato.
C’è da aspettarsi che con il prossimo libro il generale, scrittore di “farneticazioni”, come ebbe a dire Crosetto, verrà nominato Generale di Corpo D’Armata.
Questa è la destra al governo.
Enrico Rossi

Ho cercato di leggere il libro e mi permetto di osservare che, come facilmente succede, ci sono discorsi sensati ed altri meno condivisibili. Affermare che fanno tutti parte del “peggiore senso comune della destra reazionaria di derivazione fascista” è un vecchio, logoro, presuntuoso modo di dire che può andar bene per piccoli personaggi di cosiddetta sinistra – alla Lilli Gruber, per intenderci – ma che uno non si aspetterebbe dall’ illustre Enrico Rossi. Che invece è da apprezzare per l’ ipotesi della distrazione del generale da una possibile presentazione nelle liste elettorali della Lega, con voti che potrebbero arrivare dagli estimatori della parte dei discorsi sensati del suo libro. Se così fosse , la manovra,la nomina, alla fine, a cittadini come lo scrivente potrebbe non dispiacere.
Adalberto Scarlino
Ho cercato di leggere il libro e mi permetto di osservare che, come facilmente succede, ci sono discorsi sensati ed altri meno condivisibili. Affermare che fanno tutti parte del “peggiore senso comune della destra reazionaria di derivazione fascista” è un vecchio, logoro, presuntuoso modo di dire che può andar bene per piccoli personaggi di cosiddetta sinistra – alla Lilli Gruber, per intenderci – ma che uno non si aspetterebbe dall’ illustre Enrico Rossi. Che invece è da ringraziare per l’ ipotesi della distrazione del generale da una possibile presentazione nelle liste elettorali della Lega, con voti che potrebbero arrivare dagli estimatori della parte dei discorsi sensati del suo libro. Se così fosse , la manovra,la nomina, alla fine, potrebbe non dispiacere.
Ha qualce problema personale la sinistra, ha detto cose ovvie e di buon senso, se non c’eravare vendera, meglio regalava 10 copie, l’avete messo sull’altare ed ora vi lamentate????
Sapete cosa è la buonafede? cercatela.