Sul welfare nessuna marcia indietro. Prodi incontra la stampa estera e puntualizza che il prossimo 12 ottobre il Consiglio dei Ministri approverà il protocollo del 23 luglio. Senza modifiche. Quasi in contemporanea, in Senato, Padoa Schioppa fa le stesse affermazioni. Naturalmente – chiosano entrambi – il Parlamento è sovrano e potrà cambiare la manovra. Un colpo al cerchio ed uno alla botte. Il Presidente del Consiglio è un maestro. Sballottato dal centro, in una direzione, e dalla sinistra, in un’altra, il premier è come quei bambolotti che, con un peso alla base, oscillano in continuazione e non cadono mai. Se vengono piegati con forza, appena liberi si rialzano subito e tornano in posizione eretta. Con questa manovra il Presidente tenta la quadratura del cerchio: fermezza a livello di esecutivo, flessibilità sul piano parlamentare. Non è più lui che deve accettare o respingere le proposte degli uni e degli altri. Tutto è lasciato al libero e contrapposto gioco delle parti. Qualunque sia l’esito del confronto, il governo cade in piedi. Se il protocollo resta quello che è, la vittoria è tutta sua, se le modifiche andranno nel senso voluto dalla sinistra, l’onere della rottura viene lasciato al centro, viceversa nel caso contrario. Tutto comunque in Parlamento, alla luce del sole. Vedremo come andrà a finire. Da mettere in conto anche l’esito del voto referendario, sempre sull’accordo, e la manifestazione del 20 ottobre con la prevista partecipazione di alcuni segretari di partito che fanno parte della maggioranza. Intanto, sul piano squisitamente politico, la cronaca registra l’ultimo sondaggio Ispo Corriere della Sera, fonte certo non sospettabile di simpatia per il centro destra. I numeri sono impietosi. Il nascente PD è accreditato di un 26,6 per cento, in calo di poco meno di cinque punti rispetto alle politiche del 2006 e sotto di 1,6 punti rispetto alla sola Forza Italia che si piazza al 28,2 per cento. Centro sinistra al 43,8, centro destra al 53,4. Che dire? Una sola cosa: meno male che Veltroni si appresta a trionfare alle primarie del 14 ottobre. Il Nostro dopo aver incontrato a lungo a Milano la bellissima Afef, moglie di Tronchetti Provera, che ha rivendicato come donna il suo diritto a fare politica, ha pensato bene di allargare il giro dei suoi sostenitori cercando di ingaggiare nientemeno che Veronica Berlusconi fino al punto da dire, in una intervista, che vorrebbe la Signora nella sua squadra. Rosy Bindi che, dopo l’incontro con Afef, aveva detto che lei preferiva incontrare qualche donna che lavora in fabbrica, questa volta, a fronte di tanto ardire, è ammutolita.
L’avevamo già detto e ora lo confermiamo: solo Veltroni può liberarci da Prodi. O attraverso una manovra di Palazzo ordita dai suoi o, direttamente, grazie alle sue bischerate.

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