• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Prodi cambia passo. Imitando Berlusconi si rivolge al popolo delle primarie e fa paragoni calcistici. Ma la sostanza non cambia: la finanziaria e’ una iattura per il paese.

Al ritmo di un nuovo balzello all’ora il Governo si appresta a sottoporre la manovra economica al voto del Parlamento. Le ragioni della scelta, tutta tasse, dell’Esecutivo. I condizionamenti della sinistra radicale e dell’elettorato di riferimento

di Redazione Pensalibero.it | 14 Novembre 2006

Alla fine Prodi non ce l’ha fatta più ed è sbottato. “D’ora in avanti si diranno le cose come stanno” e, convinto di essere stato abbandonato anche dalle corazzate informative di Repubblica e Corriere della Sera, ha scelto Sky per iniziare un discorso direttamente con il corpo elettorale, quel “popolo delle primarie” che a suo tempo lo scelse come candidato premier. Per iniziare la sua nuova strategia di comunicazione, diciamolo pure fra parentesi ma è la stessa messa in campo da Berlusconi, ha fatto un paragone calcistico e ha detto che l’Italia è come una squadra di calcio costretta a fare un campionato partendo da una penalizzazione di 26 punti, che sarebbero poi i miliardi di euro da recuperare per mettersi in regola con l’Europa. Paragone e discorso non fanno una grinza. Quello però che Prodi ha omesso di dire e che nessuno ha sottolineato, e la cosa grave è che non lo abbiano fatto i giornali e l’opposizione, è che la discussione non verte su quanto deve essere recuperato ma su come. Non importa nemmeno sapere di chi è la responsabilità del lascito dei 26 miliardi. Del centro destra come dicono Prodi e compagni o della ormai cronica e storica situazione dei conti pubblici italiani, come afferma la Casa delle Libertà. Il problema è che 26 miliardi sono da recuperare. Le strade non sono poi tante. O si aumentano le entrate, o si tagliano le spese o si fa un mix, variamente bilanciato, di queste due soluzioni. Prodi e il suo governo hanno scelto con decisione la prima soluzione. Da qui la necessità di aumentare tasse, imposte e balzelli vari. Sia chiaro. La strada di tagliare la spesa pubblica, non è assolutamente facile ed infatti non l’ha scelta, ed è stato un errore, neanche il governo Berlusconi. Il vecchio Esecutivo è riuscito però a fare un mezzo miracolo: aumentare le spese, perché questa è la verità, e nel contempo a tagliare sia pure di poco l’imposizione fiscale. L’autore di questo exploit è stato Giulio Tremonti che è riuscito nell’impresa grazie alla sua politica dei condoni e di una tantum. Ma anche Tremonti e Berlusconi, se avessero vinto le politiche, si sarebbero trovati ora di fronte al problema che deve affrontare Prodi, visto che il tempo e la possibilità dei condoni è scaduto. Con una differenza però e non secondaria: che ora l’economia ha ripreso a girare e quindi siamo in una fase di crescita e di aumento del gettito fiscale come hanno indicato i dati dei primi mesi dell’anno.
Ma torniamo al come risanare i conti e vediamo se proprio non era possibile adottare una strada diversa. Partiamo dal dato di fatto della ripresa economica. In questa situazione un governo responsabile deve fare di tutto per favorire e non ostacolare il processo in atto. Quindi l’esatto contrario di quanto fatto da Prodi: non appesantire cioè la parte più produttiva del Paese con imposte e balzelli vari. Insomma lasciar correre l’economia. La ragione per cui non è stata scelta questa strada è però facilmente intuibile. Il centro sinistra ha un universo elettorale di riferimento che è fatto in larga parte dai percettori di reddito fisso e dalle oligarchie economiche, politiche e sindacali. Quindi tagliare le spese, ridurre gli apparati pubblici o introdurre nel mercato reali elementi di liberalizzazione non era proprio possibile. Da qui la scelta obbligata dell’aumento delle tasse. Il fatto è che questa misura, anche se riesce, postula che l’anno prossimo si vada, e con più decisione, nella stessa direzione, il che produrrà quasi certamente un pericoloso raffreddamento dell’economia nazionale. C’è poi una motivazione metapolitica. Il governo sta chiedendo alla manovra economica un risultato morale: più giustizia sociale. A parte il fatto che far guadagnare ai percettori di redditi bassi al massimo 10 o 15 euro al mese non rappresenta certo una misura riparatrice, non è certo la Finanziaria che deve dare risposte di questo tipo, a meno che non ci si ponga nell’ottica di ridistribuire solo quello che già esiste. Una manovra economica deve far crescere le risorse a disposizione. Sarà poi l’Esecutivo che provvederà ad una diversa e più giusta distribuzione. Concetti semplici, quasi di buon senso ma che non sono nel patrimonio genetico della sinistra Ds, dei Verdi, dei Comunisti italiani e di Rifondazione.
Il risultato davvero triste sarà che alla lunga a pagare il conto saranno proprio quei ceti più deboli che, il più delle volte a parole, la sinistra dice di voler proteggere.

Pubblicato in : Primo pianoTag: berlusconi, buon senso, centro destra, centro sinistra, conti, conti pubblici, corriere della sera, discorso, disposizione, euro, finanziaria, giornali, giustizia sociale, governo, governo berlusconi, manovra, mercato, primarie, processo, prodi, repubblica, rifondazione, soluzione, spesa pubblica, tasse

Info Redazione Pensalibero.it

Redazione della testata

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti