“Va tenuta ferma la validità e la irrinunciabilità delle principali Istituzioni del Liberalismo, concepite in antitesi ad ogni dispotismo”… “cioè la garanzia dei diritti di libertà (in primis di pensiero e di stampa), la divisione dei poteri, la pluralità dei partiti, la tutela delle minoranze politiche, oltre alla rappresentatività del Parlamento, all’indipendenza della Magistratura e al principio di legalità” deve esistere un “senso dei limiti che non possono essere ignorati nemmeno in forza dell’investitura popolare, diretta o indiretta, di chi governa” .. “così come vanno rispettate le Istituzioni di controllo e di garanzia, dalla Consulta al ‘potere neutro’ del Quirinale, che non dovrebbero mai formare oggetto di attacchi politici e di giudizi sprezzanti o essere viste come elementi frenanti del processo decisionale”… “se certo è legittimo rafforzare il Governo e lavorare per legiferare meglio, non per questo è lecito sacrificare sull’altare della governabilità, in funzione di decisioni rapide, perentorie e definitive, la divisione dei poteri”…. “per nulla non c’è, sul piano democratico, alternativa al confrontarsi, al combinare ascolto, mediazione e decisioni al giungere alla sintesi con la necessaria tempestività, ma senza sacrificare i diritti e l’apporto della rappresentanza” .
Giorgio Napolitano (dal discorso tenuto a Torino in occasione della Biennale della democrazia )

…”senza sacrificare i diritti e l’apporto della rappresentanza”…
Non oso eccepire (ubi major..) ,anche perchè il discorso formalmente non fa una grinza ! Ma non posso esimermi dall’osservare che ,con questo sistema elettorale ,non si vede “rappresentanza” ,ma solo boiardi presentati dai dominanti alla acclamazione popolare.Si tratta quindi di un apporto da sudditanza …o no?