
Curiosi di saperne di più, dopo aver seguito da settembre l’attività di tanti di loro su Facebook, abbiamo accettato l’invito a partecipare ad una serata organizzata da uno dei comitati fiorentini, Adesso! Un’Italia Nuova Con Matteo Renzi, che ha sede in un Circolo ARCI, per incontrare i volontari e scoprire qualcosa di più su di loro. L’occasione della serata, a pochi giorni dall’appuntamento della Leopolda, era data dalla discussione del programma di Renzi, che è stato messo online il giorno stesso dell’apertura della campagna a Verona, ed aperto al contributo dei cittadini – oltre seimila mail sono arrivate al sito, con proposte e suggerimenti, ma anche i comitati hanno raccolto le idee dei loro iscritti che saranno poi presentate in uno spazio interamente dedicato a questo lavoro durante la convention della Leopolda.
E’ stata un’esperienza interessante, per molte ragioni. La prima è data dalla composizione eterogenea dei partecipanti, che fotografa fedelmente la trasversalità del “popolo” di Matteo Renzi – una trasversalità anagrafica, che va dalla matricola universitaria al signore con i capelli bianchi, uno che non si sente affatto minacciato dal concetto di “rottamazione” perchè ha capito benissimo che è rivolto ad una classe dirigente che ha fallito il proprio compito, e dichiara il proprio entusiasmo nel mettersi a disposizione di un progetto politico che lo convince. Una trasversalità sociale, che riunisce studenti ed operai, piccoli imprenditori e lavoratori dipendenti; una trasversalità anche politica, per quanto la maggior parte si dichiari di fatto delusa dal Pd e chieda una sinistra che convinca gli elettori a votarla con un progetto credibile, innovativo, di largo respiro, e costruito su una nuova classe dirigente frutto di un autentico e profondo ricambio generazionale e progettuale.
Ma gli elementi di maggior interesse di questa serata, sono emersi da alcuni tratti comuni a tutti i partecipanti: la speranza, la volontà di partecipazione, la disponibilità a darsi da fare attivamente, la voglia di dire, senza urlare ma con grande determinazione, “noi ci siamo, crediamo nel nostro paese e siamo qui per aiutarlo a rialzarsi”. Questa è gente che non fa polemiche – in tutta la sera non abbiamo mai sentito nominare un “avversario” – e non si sente arresa, misura la difficoltà della vita quotidiana e ne fa una potente leva di partecipazione, crede ancora fermamente che un’altra politica sia possibile e non vuole più rimandare il momento di concretizzarla, porta con sè al comitato i propri figli piccoli perchè insegna loro che il senso di appartenenza ad una comunità si impara prima di tutto così, mettendosi in gioco, ognuno secondo le proprie possibilità, per uscire da una crisi durissima e ricostruire basi più solide, più credibili, più giuste.
Nelle loro proposte rispetto ai punti del programma, non ci sono sogni impossibili, vagheggiamenti utopici o richieste di privilegi – ci sono invece tutto il buon senso e la concretezza di chi i conti li fa tutti i giorni, di chi sa cosa significa scontrarsi con l’inefficienza dei servizi, della burocrazia, delle istituzioni, di chi ha compreso perfettamente le cause di un debito pubblico spaventoso, di chi ha ben chiaro che la politica senza trasparenza e senza controllo da parte del cittadino è la zavorra che più pesa al nostro collo. Non chiedono miracoli, e neanche se li aspettano, ma vogliono un forte, deciso ed inequivocabile cambio di rotta da perseguire con costanza e decisione, e soprattutto vogliono una politica che non li escluda più nè impedisca loro di essere parte attiva di una necessaria evoluzione sociale.
E la sintesi migliore di questo incontro l’ha fornita il breve intervento di un volontario che ha detto: “Io voterò per Matteo Renzi perchè vorrei avere un Presidente del Consiglio più giovane di me, che avesse idee, energie ed un approccio più fresco, più nuovo, più deciso di quelli della mia generazione”. Se è vero, e lo è, che questo paese ha un grande bisogno di un forte e solidale patto generazionale, questa dichiarazione è un buon punto di partenza.

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