Lo sappiamo, non è bello ripetersi, ed è tremendamente cafone autocitarsi, ma invochiamo il succedersi degli eventi a nostra discolpa e riprendiamo ciò che avevamo scritto poco tempo fa: ma chi l’ha detto che quelli di sinistra non si divertono?! Avevano appena finito di giocare allo schiaffo del soldato con la testa – sì, sempre quella cosa rotonda con le guance a pera – di Veltroni, impegnato a stanare da Fort Apache il Villari insediato ed assediato, quando eccoli ripresentarsi più giocherelloni che mai sulla ribalta fiorentina con il Grande Gioco delle Primarie, ovvero la versione ludica e semplificata del Sudoku, un rompicapo aperto alle invenzioni di tutti i geni incompresi che allocano sulle due sponde dell’Arno, e financo nella piana. Le regole del gioco sono semplicissime: fare e disfare è tutto un lavorare, questo il principio che anima i giocatori ed entusiasma il pubblico degli spettatori che esce dalle assemblee e dalle case del popolo talmente galvanizzato dal ritmo velocissimo della contesa, da accorgersi solo il giorno dopo, una volta smaltita la sbornia, che tutto è di nuovo saltato per aria e non si sa ancora cosa succederà. Il Grande Gioco delle Primarie, a grandi linee, funziona così: si identifichino i candidati, ma non si sa se del solo partito o della coalizione, e si faccia la maggior confusione possibile sulla loro partecipazione, non specificando se è a titolo puramente personale – vengo anch’io, non tu no – a nome del partito, in rappresentanza di un altro partito che non c’è ma potrebbe anche esserci, o del Dopolavoro ferroviario che è lì vicino. Indi si stabiliscano delle regole di partecipazione che sono le seguenti: il lunedì comanda il coordinatore cittadino, il martedì quello provinciale, il mercoledì quello regionale, il giovedì si va a Roma da Veltroni, il venerdì arriva Chiti a commissariare, il sabato ci si allena a farlo fuori e la domenica si va tutti allo stadio a vedere la Fiore, che è l’unica cosa seria rimasta in questa città. Il momento più entusiasmante del gioco, va da sé, sono le assemblee dove le regole del gioco vengono quotidianamente stravolte con grande godimento del pubblico e conseguente ulcera perforata dei candidati. Le mozioni vengono presentate ma anche no, ritirate ma anche messe da parte, votate ma anche annullate per mancanza del numero legale, riscritte ma anche non lette: insomma, un torneo appassionante anche se oggettivamente difficile da seguire perché la vera difficoltà sta nello stabilire a che punto siamo e, soprattutto, chi è fuori e chi è dentro. Dopo ogni assemblea si tengono esilaranti conferenze stampa dove i candidati che affermano “A questo giro sono ancora in gioco” vengono smentiti in diretta dall’ultimo diktat stabilito da Roma oppure dagli Autoferrotramvieri, dipende da chi riesce a contattare prima l’Ansa. Insomma, ormai l’avrete capito: a Firenze ci si diverte parecchio, dopo aver inventato il calcio in costume abbiamo partorito le primarie in maschera e con il Carnevale alle porte siamo proprio in tema. Resta solo da capire chi farà Stenterello.
ChiBo.

Sommessa considerazione. Come si fa a parlare di politica quando il ragionamento è sempre fossilizzato su “destra” e “sinistra” ,sull’essere bianco o nero o rosso ? Di problemi se ne discute solo quando si tratta di “dare addosso all’avversario”….vi pare possibile?
Meditate,gente ,meditate….
Possibile sì, caro Gabriele, se noi cittadini siamo privati di ogni strumento per partecipare alla vita politica del nostro paese. Facci caso, siamo trattati alla stregua di fastidiosi pidocchi da convocare solo una volta ogni tanto alle urne solo per ratificare scelte prese da altri. La politica è cosa loro, noi siamo fuori da tutto. Sic est.
ben detto Chiara
aggiungo un’altra considerazione:ma non avevano detto tutti che si devono abbassare i costi della politica?
Siamo alle porte delle Regionali e di ridurre
il numero dei consiglieri nessuno parla più
tanto meno si parla di reintrodurre il voto di preferenza ..
possibile assistere così al consolidamento di un sistema oligarchico?
gabriele parenti
Carachiara, il concetto mi è tanto limpido, che rappresenta uno dei motivi del mio auto-ostracismo. Gli è una vita che combatto per cacciare i mercanti dal tempio, ma senza organizzazione le battaglie si perdono sempre. Che l’attuale oligarchia tenga in mano quasi la metà se non dei toscani, almeno dei fiorentini e per le p…e l’altra, è un dato di fatto. Quanto costi sostenere questo indecente andazzo, non è altrettanto noto, ma col bilancio del “sistema pubblico toscano” del 2007, abbiamo raggiunto l’incredibile cifra di quasi 6.000 euro annui pro capite: Record mondiale! Non oso pensare dove arriveremo in questo 2009. Altro vortice che metterà ben presto ad alto rischio di fallimento dell’Italia è il debito pubblico, viaggiante ormai oltre i 5 punti sopra l’intero P.I.L. (al 2008, 1670 mld di euro) equivalenti ad una spesa annua di soli interessi per 80 mld di euro! Vale a dire ca. 1400 euro ad italiano.
Lo so l’orchestrina intanto continua a suonare lo stesso…
Caro Alessandro, il tuo suggerimento casca a fagiuolo, come si suo dire, visto che a giugno ci saranno le elezioni amministrative ed i fiorentini potranno, se vorranno, buttare giù questa manica di burocrati dal ponte. Ma il punto è: lo vogliono? In questi anni hanno ingoiato di tutto: la paralisi amministrativa, la totale assenza di un progetto, il procedere a balzelloni, i cantieri tragici ed infiniti della tramvia, lo sporco, l’abusivismo, la delinquenza…è abbastanza per metterci un punto fermo?! Io nutro i miei dubbi, e sai perchè? Perchè secondo i dati ufficiali della Regione Toscana un toscano su due lavora per o grazie alla pubblica amministrazione…ti è chiaro il concetto? Per cui, nel dubbio, ti conviene restare a Marrakech, buen retiro lontano da queste miserie fiorentine, semprechè non ti facciano una tramvia nel deserto…
Carachiara, a parte il divertente aspetto canzonatorio, ma i fiorentini davvero sono stati totalmente annichiliti negli ultimi 10 anni da questa “classe politica” cafona e predatrice?
Ho avuto il piacere di frequentare Firenze ai tempi del Sindaco Morales, mi pare proprio che l’involuzione della cultura del governo della polis, stia toccando un punto di non ritorno.
Possibile che il popolo sia diventato tanto bue? Davvero sulle rive dell’Arno l’antica formula del panem et circenses ha soppiantato ogni forma di civile ribellione?
A proposito di calcio in costume e Arno, ma istituire un nuovo gioco cittadino il cui scopo consista nel buttare a pedate giù da Ponte Vecchio questa marmaglia no?
…Ok certo, col giubbottino salvagente e il gommone dei pompieri al ponte alla Vittoria.
Caro Puccio, lo so, il Lecce ci ha depressi parecchio, però…la viola è la viola, dai. E c’è qualcosa che ci rende impossibile diventare l’Inter: i tifosi della Fiore sono troppo simpatici per potersi adeguare all’antipatia naturale dei nerazzurri.
Carissima (il superlativo lo uso per cercare di evitare l’assonanza un po’ cacofonica) Chiara ,come sempre i tuoi articoletti costringono al sorriso (anche se in questo caso torna alla memoria il famoso film che lanciò la Mangano )…impossibile sottrarsi ,dato che sei bravissima .Però devo eccepire su una tua affermazione : essere la Fiorentina l’unica cosa seria rimasta in città . Temo purtroppo , dopo la partita di domenica scorsa con il Lecce , che dubbi in merito siano venuti a molti che l’hanno seguita.Dubbi che vengono anche seguendo la campagna acquisti-cessioni . Stiamo per adeguarci allo stile Inter ,che la domenica ,di italiano ,riesce a mettere in campo solo il guardialinee ! Ma almeno loro si chiamano “Internazionale”! Noi vorremmo essere “fiorentina” ma finiremo solo per essere un “circo Barnum” della pedata domenicale. La globalizzazione circense finirà per giustificare anche regole evanescenti . E allora ,divertiamoci al gioco delle primarie !