Con la sentenza della Corte Costituzionale che ha definitivamente dato via libera allo Statuto della Regione Toscana, si aprono sicuramente due ordini di problemi: il primo è positivo per quanto riguarda l¹affermazione dei diritti civili; invece il secondo – che si riferisce all¹ampliamento dei posti in Consiglio Regionale da 50 a 65, insieme al sistema elettorale con l¹abolizione delle preferenze – pone questioni rilevanti che credo che il Consiglio Regionale debba affrontare serenamente e in tempi rapidissimi.
L¹aver cancellato le preferenze dal voto personale vuol dire aver ridotto la capacità di espressione del cittadino e ristretto lo spazio della democrazia. Per ricucire, anche parzialmente, questa ferita alla democrazia, è indispensabile che il Consiglio Regionale approvi una legge sulle Elezioni Primarie che sia il più possibile aperta e non un semplice e puro paravento per indorare la pillola dell¹annullamento delle preferenze.
È necessario aprire una partita importantissima a livello regionale che permetta una vera e propria partecipazione a tutti i livelli dei cittadini alle primarie.
Primarie, insomma, aperte a tutti, a chiunque intenda utilizzare questo strumento.
È perfettamente possibile. Lo sanno benissimo anche i Consiglieri Regionali, ai quali è stato inviato il materiale relativo alle elezioni primarie già svoltesi a Peccioli, dove la cosa ha funzionato in maniera egregia e dove questo istituto è stato concepito non come uno strumento per cercare di regolare internamente conti in sospeso tra vari soggetti, e neppure per legittimare scelte già fatte dai partiti, bensì come strumento a disposizione dei cittadini senza limitazione alcuna.
Le primarie effettivamente hanno un senso e possono riparare in parte il problema relativo alla soppressione delle preferenze, solo a condizione che siano un mezzo a disposizione del cittadino, senza censure di nessun tipo o limitazioni.
Sarebbe inconcepibile riservare le primarie a tesserati di partito o ad albi di elettori stilati dai partiti, perché questa attività, pur legittima e lodevole, attiene esclusivamente alla vita interna dei partiti e non è questione istituzionale che possa riguardare la Regione. Inoltre, costringerebbe tutti ad adeguarsi all¹utilizzo limitato ed inutile delle primarie.
Le Liste Civiche Regionali, se decidessero di presentarsi alla competizione elettorale, vorrebbero sicuramente utilizzare lo strumento delle primarie a tutto tondo e aperto a tutti.
Crediamo che non possa essere impedito!
Renzo Macelloni
Coordinatore

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