
Il primo riguarda la solita dichiarazione-slide del Matteo premier, che molti rammenteranno:“Sono settant’anni che gli italiani aspettano questa riforma costituzionale”. Sorvoliamo sull’avventatezza(o ignoranza) di retrodatare questa “sete” riformista addirittura a due anni prima del giorno in cui la costituzione entrò in vigore (1° gennaio 1948), e stendiamo anche un velo pietoso sull’ impudente appropriazione del pensiero di tante generazioni che, a giudizio renziano, da così lungo tempo aspettavano l’arrivo di un giovane rignanese per sentirsi finalmente in grado di confrontarsi con le più importanti e serie costituzioni internazionali resistenti da secoli. Certo, qualche piccolo aggiustamento, è stato praticato ovunque ma, nei Paesi democratici, con l’accortezza di cercare e ottenere in parlamento il maggior consenso possibile, di non badare ai vantaggi immediati per il partito dominante, e soprattutto di proiettare un’eventuale “modernizzazione” nel medio e lungo periodo.
La riforma Boschi invece stravolge la Costituzione di Calamandrei, Croce, De Gasperi, Togliatti,Pertini, Nenni e Saragat, ed è di stampo esclusivamente governativo: approvata a suon di fiducie notturne, abolendo “cangurescamente” le discussioni in parlamento, con la scusa dell’urgenza,( in gergo calcistico si chiamerebbero “gol di rapina”), neanche si trattasse di una legge economica e potesse provocare un pericoloso esercizio provvisorio del bilancio statale.
E qui entra in discorso il secondo aspetto della crociata renziboschiana: quell’indecente appellativo di “professoroni” affibbiato ai più illustri costituzionalisti per metterli a tacere come passatisti, e più recentemente quasi come “vecchi rincitrulliti”. Come si sa, infatti, la giovinezza è sinonimo di grande saggezza, e come accertato di recente, si vorrebbe far bastare un Ciaone per cancellare anni di studio e competenza. Può darsi che il mondo adesso vada così, ma va verificato.
Noi, che di anni ne abbiamo tanti, saremmo persino disposti ad una conversione a U, e votare Sì ad ottobre, a patto di poter assistere a un bel dibattito tv tra la coppia formata da Boschi( pronta a dare il suo nome alla nuova Costituzione) con il suo paladino Matteo Renzi da una parte; e Zagrebelsky e Rodotà dall’altra. D’altronde non sono proprio Matteo e Maraiaele a vantare sempre i propri attenti e approfonditi studi giuridici ?
E’ arrivato il momento di darcene prova, di debuttare in serie A contro la squadra dei “professoroni”. Calamandrei, De Gasperi e gli altri padri costituenti mica si nascondevano dietro un qualsiasi Ceccanti. Si esponevano in prima persona. Ecco, se Boschi e Renzi rifiuteranno il confronto, vuol dire che saranno stati loro a portare via il pallone, a volersi retrocedere da costituenti per camuffarsi, agendo in qualità di arbitri assoluti.
Fuga e mascheramento inutili .
Perché ad ottobre la partita si svolgerà comunque, e un gigantesco NO li stanerà e li sconfiggerà.

E’ in atto una manovra a tappeto fatta coi soldi dei contribuenti, per ottenere in modo subdolo la vittoria del SI. Mentre questo accade, da nord a sud, non c’é giorno in cui un esponente del PD non sia indagato o arrestato.
Questa gente ignorante, arrivista e malonesta vuole cambiare la Costitutione?!? Cercano di indebolire il fronte del NO accusandolo di essere troppo eterogeneo, e allora?!? La volontà della maggioranza di TUTTI i gruppi dovrebbe decidere, non solo quella di una coppia di megalomani come Renzi & Boschi. Normale quindi che il NO vada da uno schieramento all’altro, per ragioni anche opposte. Ci vuole una mobilitazione assoluta per impedire questo scellerato progetto.
VIrgilio ci ricorda che gli antichi piantavano gli ulivi non per se’ stessi,ma per i nipoti!!…
La nostra Carta e’ stata scritta con questa logica!!….non con quella del fast food!!
costituzionale, ma sono perplesso sull’auspicio che ci sia il dibattito a coppie prima del referendum. Il duo Renzi Boschi già da tempo ci mette la faccia, perché la sua intenzione – da lui confermata anche stamani al Teatro Niccolini – è dare il messaggio che il governo sta facendo la riforma istituzionale che gli italiani attendono da sempre. Addirittura gridando l’enorme bugia che “la riforma non è contro chi ha combattuto per la libertà”. Ma si è combattuto per la libertà dei cittadini non per quella del duo e del loro governo, ed invece la riforma è tecnicamente e politicamente uno strumento accentratore e cesarista che comprime la libertà del cittadino per più versi.
Non serve quindi una sorta di nuova disfida di Barletta tra i campioni dei due eserciti. E’ indispensabile che il campo dei cittadini liberi si svegli fin d’ora . Per impedire la regressione della libertà della convivenza, bisogna battersi con fermezza per un NO nel merito e sottolineare riga per riga che la nuova riforma è un ripetuto inganno della partecipazione civile, soffocata da numerosissime complicazioni procedurali, da incoerenze costituzionali, da confusioni tra gli organi e attribuisce un potere esagerato in mano al governo centrale e al suo Presidente.
In genere, ogni Costituzione ha bisogno di riforme con il passar del tempo per dare regole più aperte alla convivenza dei cittadini, e ciò vale anche per l’Italia odierna. Purtroppo la riforma Renzi Boschi propone un peggioramento gravissimo delle condizioni di libertà dei cittadini. Dobbiamo opporci in ogni modo e lavorare per il NO al peggio.
Auguriamocelo, ma il tono e i modi fanno preoccupare. Il rignanese comincia, a spese dello Stato, una martellante campagna, alla fine in tanti, troppi, cadranno nell’incantesimo che lui dice di voler spezzare.
Prepariamo loro un bel Ciaone per ottobre, non dimenticando un Ciaino alle amministrative.