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Prepariamoci a salvare il buono del renzismo dai renziani

di Nicola Cariglia | 21 Settembre 2014

I sintomi degli scricchiolii dell’edificio abilmente e rapidamente costruito dal rottamatore sono ormai troppi per pensare a semplici coincidenze o a malessere passeggero.

Credo sia venuto il tempo, assai prima del previsto, di prepararsi a salvare ciò che di buono ha dato il “renzismo” dalla furia dei renziani. Sento avverarsi la facile profezia che più volte ho manifestato su Pensalibero, dopo aver visto il carro del vincitore preso d’assalto da opportunisti di ogni tipo e poveri di spirito che si schierano non per interesse ma per seguire la moda o per mancanza di alternative.

I sintomi degli scricchiolii dell’edificio abilmente e rapidamente costruito dal rottamatore sono ormai troppi per pensare a semplici coincidenze o a malessere passeggero.

Mi provo a riassumerli. A cominciare dall’ultimo.

Mica crederete davvero che i magistrati indaghino sul babbo per colpire il figlio, secondo il costume mafioso degli avvertimenti trasversali? Che i magistrati possano arrivare a tanto non lo credo. Non ho elementi o indiscrezioni, ma mi tornano alla mente altre vicende nelle quali politici potenti sono stati logorati. Prima si getta fango chiamando in causa parenti, amici o semplici conoscenti. Poi un lavorio ai fianchi dal punto di vista politico per indebolirli. E, infine, un’opera di “persuasione” per indurli a farsi da parte a scanso di guai maggiori.

Per un lavorio siffatto il momento, purtroppo per Renzi, sarebbe propizio. C’è lo stallo di fronte alla riforma del lavoro, che Matteo non può permettersi di mancare. Ma ci sono anche le tante altre promesse non mantenute: la giustizia squagliatasi in mille rivoli che non potranno mai dare la sensazione di “avere cambiato verso”; la riforma della pubblica amministrazione, lontanissima, mentre proprio in questi giorni scade il termine stabilito dal premier per sbloccare tutti i debiti; e poi, ancora, l’edilizia scolastica, gli investimenti nel digitale, il piano casa e, soprattutto il fisco più leggero, per il quale non sono sufficienti i famosi 80 euro ai percettori dei redditi più bassi. Sulle riforme Renzi è al palo così come, di conseguenza, è al palo l’economia.

I grandi esperti delle cose politiche nostrane vanno ora dicendo che la carta che il presidente del consiglio si appresterebbe a giocare sarebbe rappresentata dalle elezioni in primavera. La vedo dura, visto che Matteo si è cacciato incredibilmente e gratuitamente nel guazzabuglio del rimpallo tra riforma del Senato e riforma elettorale. Come la giocherebbe la carta delle elezioni? Se ci andasse con la legge elettorale vigente, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, ne risulterebbe indebolito perché, con il proporzionale riprenderebbero fiato tutti i piccoli partiti che lui e Berlusconi intendevano eliminare. Accelera sulla riforma elettorale? Si troverà su un percorso minato e pieno di trappole. Ce la farà nel tempo utile? Pagando quali prezzi per ottenere i voti? E il Senato? C’è una riforma a mezza strada. Per completarla ci vuole ancora tanto tempo. Per la prossima primavera non se ne parla nemmeno. Dirà agli elettori che per il Senato aveva scherzato, che tutto resta tale e quale, compresi bicameralismo perfetto ed elezione diretta dei senatori?

No, le elezioni a primavera non si possono fare se non in un clima drammatico nel quale tutto è possibile.

Ecco perché vedo Matteo a rischio logoramento. Del resto, dentro il PD hanno preso a riorganizzarsi per fargli la festa. E come è accaduto in altri tempi, per altri politici, il pericolo di sacrificare il bene assieme al male è assai concreto. Così come quello di vedere in prima fila a lanciare pietre (ovvero accuse virulente) i seguaci della prima, della seconda e della terza ora, alla ricerca di una rinnovata purezza.

In attesa di quel momento che ci auguriamo non venga, almeno non nei modi sopra evocati, confermo tutto quello che di bene e di male ho attribuito all’azione di Matteo Renzi e che sarà utile e giusto non dimenticare.

  1. E’ suo grandissimo merito avere scardinato dentro il PD e nella società vecchissimi e logori schemi.
  2. Ha combinato un grande errore ed un grandissimo pasticcio con la menata del Senato e della legge elettorale che ha perseguito senza un chiaro disegno. Ne pagherà amare conseguenze.
  3. E’ in debito con le promesse, purtroppo, sul punto per il quale aveva varcato il Rubicone andando al governo: le riforme. Avrebbe fatto meglio ad affrontarle subito, riservandosi di affrontare in un secondo momento riforma costituzionale e riforma elettorale.

Se gli resterà il tempo (sinceramente ne dubito), potrà rimediare. Altrimenti gli si scatenerà contro una tempesta di proporzioni ciclopiche. In mezzo alla quale resteremo in pochi a ricordare ciò che di buono ha fatto. Per l’appunto proprio quelli che assieme agli elogi gli avevano rivolto anche qualche critica.

Pubblicato in : Il punto del Direttore

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Trevigiano

    26 Settembre 2014 alle 09:28

    Certo bisognerebbe che Chiara capisse che bisogna salvare Renzi dalle solerzie dei Renzisti, questi sicuramente in salsa Balilla, (copia e incolla da Le Scienze): Gli IgNobel 2014 premiano anche ISTAT e tre scienziati italiani L’ormai classica manifestazione che premia gli studi più improbabili con una parodia dei Nobel ha visto fra i “laureati IgNobel” anche il nostro Istituto nazionale di statistica per la sua solerte inclusione dei proventi del malaffare nel calcolo del PIL.

    Rispondi
  2. marzio siracusa

    25 Settembre 2014 alle 17:05

    Me lo chiedo anch’io, e spero non abbia problemi personali. Sappia comunque Chiara che senza le sue invettive ci resta poco. Un dialogo tra sordi è comunque meglio d’un monologo. Chiara, sinceramente ti aspettiamo.

    Rispondi
  3. paolo francia

    25 Settembre 2014 alle 16:32

    Si, ma Chiara Boriosi dove è finita?!?

    Rispondi
  4. marzio siracusa

    24 Settembre 2014 alle 20:29

    Caro Trevigiano, sono fiorentino anch’io e posso dirti che i fiorentini non sono imbecilli, ma impigriti e pasciuti di retorica della fiorentinità che altri, spesso non fiorentini, hanno interesse a propalare per i loro scopi. È comprensibile che tra i pochi veri fiorentini rimasti scatti entusiasmo e compiacimento se qualche furbo illude di rinverdire i passati splendori. Personalmente mi ha sempre difeso il cognome Siracusa, che al di là delle risatine sceme sul terrone presunto trapiantato, mi ha permesso di tenere orecchie e occhi ben aperti. Ora un nuova conventicola di amanti di Firenze s’è fatta avanti, camuffando i precipui interessi finanziari sotto la facciata della cultura a cui la città credulona ben si presta. I fiorentini sono casomai colpevoli di non saper riconoscere i magnaccia che mandano Firenze a battere per poi riscuotere la nottata. È una partita che si sta giocando a livello planetario e la banda dei nuovi magnaccia della città non è che una delle tante compagnie di giro intenzionata a spremere il mondo tra le ganasce del nuovo e del cambiamento artificiali, ad arte aizzati quando anche un bambino sa bene che il vero nuovo viene solo se accompagnato da poco o punto rumore. Va riconosciuto che chiamare Firenze a battezzare il nuovo è stata una mossa abile, ma scoperta per lo spazio sottovuoto che si crea con un’operazione studiata a tavolino. Intendo che la facciata culturale che dovrebbe fondare la verità di questo nuovo artificiale, spiazza come vorrebbe le vecchie diversità rosse e i vecchi élitismi neri, che ritrovandosi a braccetto danno l’idea d’una storia conclusa. Ma è solo il vuoto spinto dove ha ritrovato vigore insperato il cattolicesimo politico che da duemila anni sa bene come cucinare e governare il vero nuovo spengendolo. Quindi resta Firenze fonte di speculazione politica e economica, che a livello locale si evidenzia nelle scempiaggini dell’aeroporto e del nuovo stadio, nella speranza che prima o poi anche i Boing 737 atterrino a Peretola con trecento disperati alla volta, o che la città sognata come la Milano del centro Italia, abbia il suo S.Siro, quando al vecchio Franchi, se il tifo tira, non si vedono più di venti-venticinque mila spettatori. E lo stesso vale per il nuovo teatro dell’Opera, altra operazione inutile per clamorosi eventi alla moda visto che la musica ormai si è ridotta ad essere solo acustica, ma sempre nella speranza che dai Boing 737 scendano vaccari e vaccare di Dallas dando a bere un nuova stagione di anglobeceri. La conventicola cosmopolita che sta tormentando Firenze per quanto ben mimetizzata in autoritarismo educato e decisionismo occulto, è chiaramente fatta di ignoranti di basso conio, ma i fiorentini ingenui si compiacciono, “ finalmente una città in linea coi tempi! “ si dicono, ma fanno i conti senza l’oste, l’onnivora fasciatura cattolica che tutto spenge e rinvia il nuovo al clamoroso, appunto il nuovo aeroporto, il nuovo stadio, il nuovo teatro dell’Opera, e ultima la nuova area metropolitana per fare della Toscana settentrionale una sola città, da Arezzo a Massa, poi un’altra città costiera da Massa a Grosseto, nel segreto sollucchero dei senesi. La situazione è questa, i fiorentini sono responsabili d’aver accreditato un’operazione di infimo profilo a cui l’Italia, troppo e troppo poco scolastica, s’è allineata in mancanza d’altro. Ma è chiaro che ben altro occorre, cominciando a riportare nei suoi panni il vecchiume rivestito.

    Rispondi
  5. Trevigiano

    24 Settembre 2014 alle 18:02

    Bravo Marzio, ancora una volta colpisci peerfetto al centro del problema, il dibattito intelligente in Italia stenta qundo pure per un attimo esiste.
    Sinceramente provo schifo per quelli che per quanto male io scriva, non si sentono in obbligo di partecipare scrivendo meglio di me, cosa sempre più facile.
    Ancora peggio gli imbecilli Fiorentini che magari non sanno nemmeno che questo giornale esiste o lo sanno, ma credono che non occorra dibattere di politica, basta leggere Reppubblica e Corriere.
    Poveri imbecilli hanno il Renzi che meritano, per la cronaca solo durante il Governo Prodi l’Italia non ha perso posizioni in economia e politica, ma cosa interessa ai fessi che manco leggono chi scrive non per i propri soldi?

    Rispondi
  6. marzio siracusa

    24 Settembre 2014 alle 09:22

    E visto che il dibattito stenta, mi accodo a me stesso per dire: quando la politica e le istituzioni erano credibili, un Presidenti del Consiglio che all’estero in pubblico avesse sparlato a torto o ragione dei politici italiani, ritornando avrebbe trovato all’aeroporto a riceverlo il Presidente della Repubblica per esigere le sue dimissioni immediate. Ma senza sperare nella normalità perché ormai la normalità è notoriamente liberticida, ritengo che dall’unità d’Italia ad oggi Renzi sia il peggior Presidente del Consiglio mai avuto, anche peggiore di Facta, Mussolini e Badoglio, è una figura avvilente da cui ci si scosta d’istinto appena apre bocca. E penosa è la bonarietà paciosa d’un Bersani che tira a campa’ senza infamia e senza lode. Senza parlare di Berlusconi che capendo quasi nulla non sa nemmeno distinguere tra la propria destra e la destra di Renzi.

    Rispondi
  7. marzio siracusa

    23 Settembre 2014 alle 07:31

    E mi sia permesso di aggiungere nella speranza di un mini dibattito, quanto ” l’Italia rivolta al passato e poco innamorata del futuro ” sboccata da Renzi a S.Francisco sia un segnale disarmante di volgarità conoscitiva e intellettiva, in poche parole di ignoranza da addetto a un supermercato.

    Rispondi
    • Trevigiano

      23 Settembre 2014 alle 17:44

      Preoccupa il suo andare oggi a Silicon Valley invece che vent’anni fa, puntare oggi sui vincenti di ieri, è il modo più sicuro per perdere.

      Rispondi
  8. marzio siracusa

    22 Settembre 2014 alle 22:36

    Includere nel PIL di uno Stato il sommerso illegale significa la legittimazione del crimine. In questo modo le istituzioni europee si sono messe fuori legge e dovrebbero essere penalmente perseguite, con automatica denuncia e scioglimento di tutti gli accordi internazionali. Mi domando su quali basi giuridiche la criminalità possa essere perseguita se il suo fatturato rientra legittimamente nel PIL. Forse non ci si rede conto della gravità mortale di quanto sta accadendo che la tecnologia non riuscirà a circoscrivere a un giochetto contabile.

    Rispondi
    • Trevigiano

      22 Settembre 2014 alle 23:03

      Sono sicuro Marzio che ti sei “rede” conto di perchè L’IgNobel è stato dato all’ISTAT e non all’Europa, vero?

      Rispondi
  9. FRANCO GUERRAZZI

    22 Settembre 2014 alle 18:48

    Penso che il macigno più grosso che abbia smosso Renzi sia stato quello degli stipendi ai grandi burocrati dello stato, camera e senato compresi. Non credo che siano disposti a rimettere circa 200.000 euro all’anno senza tentare di scardinare questa legge e se non ce la faranno troveranno tutti i modi possibili di far franare questo governo in quanto se riescono a rimandarla di almeno 4/5 anni si intascano dagli 800.000 al milione di euro e siccome più ingordi di chi guadagna troppo non esiste di Poggiolini memoria, il problema sarà veramente arduo……ricordiamoci che questi signori hanno le vere leve del potere……………………………….

    Rispondi
  10. marzio siracusa

    22 Settembre 2014 alle 18:17

    …..” discorsa ” a parte!

    Rispondi
  11. marzio siracusa

    22 Settembre 2014 alle 18:13

    Possibile non si passa fare un discorsa che non finisca in battute, spiritosaggini, sarcasmo e ilarità, per di più con poca grammatica?

    Rispondi
  12. Trevigiano

    22 Settembre 2014 alle 14:27

    Caro Nicola,
    Finalmente posso dire di essere in totale disaccordo con te e anche con tutti i commenti.
    Per me Matteo è mica scemo, sa perfettamente che tra poco arriva il collasso, FT lo da per scontato al punto che ha chiesto a me e agli altri lettori se abbiamo qualche soluzione e l’unica la mia nessuno avrà le palle per seguirla, di attaccare nottetempo le basi Americane e Nato, che in caso di sconfitta ci farrebbe annettere e se Obama se la facesse nei pantaloni concedendoci la malagurata vittoria, ci permetterebbe di pagare almeno metà dei debiti.
    Non essendo scemo come dicevo, sa che Democristiani e Comunisti, riformatori, Berlusconi e tecnici del tubo ci hanno già rovinato senza alter vie d’uscita e ha pensato solo a gonfiarsi la pensione per il resto si affida a Dio e se ne frega altamente.

    Rispondi
  13. paolo francia

    22 Settembre 2014 alle 13:07

    Condivido il commento di Marzio, e sul primo punto è verissimo, ha scardinato quel sistema sostituendolo ad un altro che non è migliore del precedente. Si evince dall’evoluzione della cose che la sinistra pero’ con Renzi è morta e sepolta, che non è assolutamente il PD che vince, ma Renzi, come fu per Berlusconi, era lui che vinceva, non Forza Italia, se non si scardina quindi questo sistema del culto della personalità, volgare, acchiappa popolo, a mio avviso non se ne uscirà. Quando ho potuto ascoltare e vedere la Merkel, la sua sobrietà, serietà, e la comparo con la rozzezza del contadino di Rignano, beh, anni luce corrono.
    La sua politica pare esistere solo nel virtuale, twitter, selfies, facebook, apparizioni (come nel Macbeth), girate qua e la, ma è tutto uno scenario fasullo e ipocrita, questo sistema demovratico che elegge il “salvatore della Patria” non funziona, ha fallito già, ci vuole un’altra soluzione, a Cariglia di darci una strada possibile in questa riflessione.
    1) come uscire da questo stallo provocato da elezioni che paiono democratiche, ma che non lo sono in realtà?
    2) come poter avere una politica di sinistra, senza che sia sempre la politica di destra a governare alla fine chiunque diriga l’Italia?
    3) come poter uscire dai diktat delle banche che decidono chi governa?
    4) quando la gente capirà che Renzi è un bluff, umano e politico?

    Rispondi
  14. marzio siracusa

    21 Settembre 2014 alle 20:49

    Un giudizio questo lucido e ineccepibile, che sembra aver letto in anticipo i libri di storia che saranno scritti tra vent’anni.

    Rispondi

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