La scossa di terremoto registrata la scorsa notte nei pressi di Livorno ripropone la questione dei rischi in merito agli impianti nell’area labronica, quelli che ci sono e quelli ipotizzati, a cominciare dalla piattaforma off shore. Così Monica Sgherri, Aldo Manetti e Roberta Fantozzi, presidente e consiglieri del Gruppo di Rifondazione Comunista Sinistra Europea in Consiglio Regionale. Al di là di come la si pensi sull’off shore, il livornese – zona sismica – è un’area già ricca di impianti industriali potenzialmente pericolosi e l’ultima scossa tellurica rafforza i dubbi sull’opportunità di realizzare il rigassificatore in una simile area. Tutto ciò, – concludono i consiglieri – è per altro già scritto nel programma nazionale dell’Unione, dove si dice che prioritaria alla realizzazione di simili impianti è la valutazione dell’idoneità del sito dove collocarli e, in questo, la pericolosità delle aree scelte non può che essere in cima ai criteri valutativi. L B

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