
Anche oggi soffermiamoci su tre notizie.
Questa volta a parlare di povertà è la Fondazione Fiba, collegata alla CISL, sindacato assai accondiscendente con il governo Meloni.
La povertà assoluta interessa 8,4% delle famiglie; quella relativa il 10,9%.
La ricchezza delle famiglie dal dicembre 2012 al giugno giu 2025) in Italia è aumentata solo del 20,6% contro +45,1% Francia e +108,2% Germania. Però in termini reali, cioè misurata con l’inflazione si è ridotta di circa -2%.
Il reddito disponibile, fatto nel 2008 uguale a 100, in Italia nel 2024 è di 95,97; contro un’area euro 109,40 (Italia caso negativo insieme alla Grecia).
La concentrazione della ricchezza aumenta: il 50% meno abbiente possiede solo il 7,4% della ricchezza; mentre il 5% più ricco ne detiene 49,4%.
Persino il risparmio lordo famiglie si contrae: in Italia 12,3% contro l’area euro 15,4% e la Germania 19,2% e la Francia 18,7%.
Questo è il Paese reale che il governo Meloni non vuol vedere.
Mentre la casa brucia vorrebbero anche sentirci dire che va tutto bene Madama la Marchesa.
In Iran è in corso una nuova ondata di proteste legate alla crisi economica con scontri e diversi morti causati dai pasdaran del regime islamista sciita che sparano sulla folla.
A Gaza, mentre l’inverno peggiora le condizioni degli sfollati e la situazione umanitaria è drammatica ma il governo di Israele, oltre a tenere chiusi gli accessi, annuncia che manderà via le ONG internazionali, comprese quelle di assistenza medica: continua così senza il rumore delle bombe il genocidio dei palestinesi.
Ma per Trump e i suoi seguaci europei, neofascisti e liberali di destra, valgono due pesi e due misure: Israele fa parte dell’Occidente e dei suoi valori, e anzi è un avamposto nel medio oriente a cui inviare armi e con cui cooperare, mentre l’Iran è il nemico da combattere e da bombardare, la rappresentazione del male stesso.
Diritti, tutela dei civili, accesso umanitario e libertà di protesta non possono dipendere dalla bandierina geopolitica. Se no diventano “valori” solo quando conviene, cioè propaganda.
La tragedia del rogo dei ragazzini -47 vittime più altri dispersi- nel locale di Crans Montana rivela due fatti inquietanti.
Il locale -scrivono ormai tutti i giornali- era sovraffollato, senza dispositivi antincendio, con uscite inadeguate e rivestito di materiale facilmente infiammabile.
Molti ustionati, oltre 100, vengono riportati nei loro Paesi, compreso l’Italia, perché c’è da gestire un’emergenza ma anche perché le cure sanitarie in Svizzera si pagano e gli interventi di ricostruzione sono lunghi e molto costosi.
Un giornalista ha pianto facendo sull’immediato la cronaca della strage.
I fatti che emergono, il giorno dopo, aggiungono altro sgomento alle lacrime e dovrebbero indurci a rivedere il racconto abusato di una Svizzera civile.
Mi domando che razza di società sia questa, che prima non tutela la sicurezza di giovani che frequentano locali pubblici e poi, dopo una strage, chiede soldi per curarli.
Enrico Rossi

Lascia un commento