Era il 1995 quando, dopo anni ed anni di discussioni, fu approvato il progetto del sotto attraversamento di Firenze per i treni ad alta velocità e della nuova stazione Foster. Oggi, dopo lavori già fatti per 700 milioni di euro, torna tutto in alto mare. Del nuovo progetto non si sa ancora niente, sembra che le Ferrovie lo presenteranno a settembre. L’unica cosa certa è che un tunnel comunque ci sarà, anche perché in caso contrario alle ditte che hanno vinto l’appalto dovrebbero essere pagate delle penali stratosferiche.
La vicenda ha dell’incredibile. Ma ormai ci stiamo abituando a tutto. Anche la stampa, sempre “collegata” a chi in un dato momento gestisce il potere, non sta dando, più di tanto, spazio alla cosa. Eppure la vicenda è una perfetta cartina di tornasole della situazione italiana. Pressapochismo, faciloneria, superficialità, un’arroganza in chi gestisce la cosa pubblica, pubblica vuol dire dei cittadini e non di lor signori, che è difficile trovare in altri paesi sviluppati. Non entriamo nel merito tecnico della scelta. Ci limitiamo ad enumerare alcuni problemi per trarne poi una conclusione. Innanzi tutto una constatazione, come ha sottolineato il Corriere fiorentino. Con il progetto Foster che viene abbandonato sono sei le grandi opere di architetti famosi che prima vengono approvate e poi lasciate cadere. La loggia di Isozaki, l’hotel di Jean Nouvel nell’area ex Fiat, l’edificio residenziale di Zaha Hadid a San Donato, l’Onda di Rogers nel centro di Scandicci, il Museo dell’Opera del Duomo di Calatrava. Non importa esaminare nemmeno le motivazioni. Il fatto di per se è sintomo di un provincialismo da concorso mondiale. La nostra classe dirigente si lascia affascinare dalle grandi archistar, paga parcelle miliardarie e poi si spaventa di fronte ai costi o alle difficoltà tecniche delle realizzazioni. Imbarazzante, a dir poco. Ma non è tutto. Siccome spesso passano anni, come in quest’ultimo caso, prima dell’abbandono del progetto, succede che quell’opera che poi non verrà fatta si porti dietro altre, importanti scelte per lo sviluppo della città. E’ quello che è avvenuto con l’opera di Foster che ha condizionato il tracciato della tramvia. La linea 2, aeroporto-stazione, era basata sul traffico previsto in arrivo e partenza dalla nuova stazione. Ora che succede? Il guaio è proprio questo. Non succede niente. Non contano le centinaia di milioni di euro che sono state già spese, non conta il disagio che in molti hanno dovuto subire per lavori che sono del tutto inutili o sovradimensionati, non conta che il nuovo progetto, quello che sarà, dovrà tener conto di lavori già fatti per un’altra scelta e quindi non sarà mai ottimale.
Ora se il progetto Foster è sbagliato, o troppo dispendioso, vuol dire che chi a suo tempo l’ha scelto ha fatto un errore, un grosso errore, che noi siamo chiamati a pagare. E se ha sbagliato sarebbe giusto che pagasse, almeno con il pubblico ludibrio. Invece niente. Di converso, se il progetto era ed è buono, è ora sbagliato buttarlo a monte e chi ha fatto questa scelta dovrebbe risponderne. Se fossimo in un paese normale una classe dirigente, è la stessa, che ha fatto questo pasticcio sulla Foster e che, a pochi kilometri di distanza, ha portato al fallimento il Monte dei paschi, dovrebbe sparire dalla circolazione. Invece è ancora saldamente in sella. Forse perché gli altri sono peggio?
A ben pensarci il dramma di Firenze e dell’Italia potrebbe essere tutto qui.

L’articolo di Magni, che apprezzo, ha consentito se non altro le integrazioni dei commentatori che mi hanno preceduto. A ben guardare,ogni nostro intervento è parziale, e non potrebbe essere diversamente.
di seguito una recente intervista di Idra,
http://www.controradio.it/tav-firenze-3/e
anche se vivo fuori città ho partecipato alle manifestazioni contro l’assurdo progetto e per soluzioni alternative
Non credo si tratti solo di un progetto sbagliato o troppo dispendioso, c’è altro di culturalmente innominabile, poiché penali o meno scommetterei che è solo l’inizio della rinuncia a tutto, compreso il sotto attraversamento della città, perché Firenze non sia sodomizzata. Questo il significato per i neoplatonici gioiosi e compassati che decidono sottobanco per la città. Poi c’è l’ineffabile Nardella, il perbenista urbano eletto sindaco quando la Foster era in piena costruzione, e che allora non avrebbe dovuto accettare la carica se era contrario al progetto. Cosa è accaduto nel frattempo? Chi è intervento e per cosa? Magari si trattasse solo di progetto sbagliato e dispendioso, magari! Ecco un altro caso nazionale che i vari tolk shaw non sapranno affrontare.