
“Sono mesi che sento parlare di piano Mattei, che non mi permetto di giudicare perchè non ho avuto modo di vederlo, studiarlo e valutarlo, ma se posso permettermi da nipote di mio zio Enrico per l’Italia e per i paesi africani parlerei piuttosto di metodo Mattei che tenga conto in primo luogo del merito e delle competenze di chi poi sarà chiamato ad attuarlo”.
Sempre diretta e molto chiara Rosangela, nipote prediletta di Enrico Mattei e figlia del fratello più giovane Italo che insieme al padre ha dedicato la propria vita a cercare di far emergere la verità dei fatti sulla “eliminazione” del fondatore e primo presidente dell’Eni. Ma soprattutto a tener vivo il ricordo e la grande opera compiuta dall’imprenditore marchigiano che ha contribuito nel dopoguerra alla ricostruzione del Paese e lanciarlo nel panorama internazionale come uno dei paesi più specializzati dell’Occidente nella ricerca e lavorazione delle principali fonti energetiche.
“Mi farebbe piacere, se mi inviterà, incontrare la presidente Meloni a cui va senza dubbio riconosciuto il coraggio di essere la prima politica italiana a parlare con chiarezza della grande opera di Zio Enrico che a distanza di 60 anni resta ancora straordinariamente attuale”.

A Rosy (così la chiamano i familiari e gli amici) non piacciono le interpretazioni politiche e giornalistiche che “tirano per la giacchetta” lo Zio e la famiglia in una sorta di revisionismo storico.
“Zio Enrico prima di tutto era un gran lavoratore ed imprenditore, poi sicuramente ha avuto un ruolo importante se non fondamentale durante la guerra di Liberazione nazionale, non sono io a dirlo ma è l’evidenza dei fatti e la storia a stabilirlo. Ma come dicevo era un uomo di grandi vedute e dedicato completamente nella missione e nei compiti lavorativi che gli erano stati affidati. Da commissario liquidatore dell’Agip, nominato dal governo del presidente Ferruccio Parri, vide le carte e sentì l’ingegner Carlo Zanmatti che era direttore generale, di convinzioni politiche fasciste e messo li dalla Rsi, e capì l’importanza di tenere in vita l’azienda perchè nascondeva nel sottosuolo padano i giacimenti di metano. Sapeva distinguere il merito delle persone dalle loro convinzioni politiche. Zanmatti fu una persona importantissima nelle società durante i mandati presidenziali dell’Eni di mio Zio. Aveva una guardia del corpo comunista e un pilota d’aereo eroe dell’aviazione fascista. Questa era la sua grandezza che non deve essere dimenticata. Guardava al valore e alle competenze degli uomini che condividevano la sua visione di far tornare l’Italia un grande Paese. Gli interessava poco da che parte erano stati. C’erano cose più importanti da fare, come oggi”.

Queste cose Rosy Mattei le spiega pazientemente a tutte le persone che quotidianamente arrivano in corso Umberto 9 a Matelica dove insieme al marito Sandro Curzi e al figlio Aroldo Curzi Mattei ha allestito il museo dedicato allo zio Enrico nello storico palazzo di famiglia.
E l’opera della nipote di Mattei è fortemente riconosciuta dal governo della Repubblica Popolare Democratica d’Algeria che quest’anno l’ha voluta per ben due volte ospite d’onore per le celebrazioni dell’indipendenza e della costituzione dello Stato africano per il quale il presidente dell’Eni tra la fine degli anni Cinquanta ed inizio Sessanta ebbe un grande ruolo che lo ha reso un eroe nazionale.
“Per chiudere definitivamente queste interpretazioni bizzare e perchè spesso leggo sui giornali cose che mi vengono attribuite e che non ho mai detto – chiosa la vulcanica nipote – dico che non mi permetto di giudicare prima di vedere cosa propone la premier Meloni. Se il piano farà il bene dell’Italia e dei paesi africani potrò solo ringraziarla. Per ora dico che ha fatto con intelligenza quello che dal 27 ottobre 1962 era giusto fare, e che nessuno da sinistra aveva mai fatto prima. Lo dico da presidente nazionale femminile dell’associazione Partgiani cattolici, e da donna che non ha mai nascosto il suo orientamento verso il centrosinistra. Ma come mio Zio Enrico e mio Padre Italo se una persona di destra dice e fa cose intelligenti e giuste non ho alcun problema a riconoscerlo. Guardo alle cose concrete non alle inutili polemiche”.
Cesare Mannucci

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