Dopo sei stagioni, il suo incarico risale infatti alla stagione 2010/11, Marcello Lippi lascia il testimone di direttore artistico per la musica del teatro Verdi di Pisa a Stefano Vizioli, “vincitore” del bando che ha visto 21 domande e 8 colloqui.
Un’eredità difficile quella che il nuovo direttore artistico raccoglie, fatta di una paziente lavoro di costruzione di un pubblico di affezionati crescente anno dopo anno e di una crescita dell’attività della stagione lirica con un cartellone capace di ammiccare ai gusti del pubblico con presenze originali e culturalmente interessanti. A lui si deve anche la nascita e lo sviluppo della stagione lirica parallela, Opere da Camera, nella quale venivano presentate prime assolute di opere contemporanee di compositori viventi e revisioni di opere Barocche. Negli ultimi due anni, poi, due maxi eventi hanno percorso l’intera città di Pisa coinvolgendo oltre al teatro, L’Università e altre realtà culturali del territorio: “Una gigantesca follia” festival dedicato ai Don Giovanni della musica, della letteratura, del cinema e del teatro, e “Demoni e angeli” dedicato al mito di Faust.
Per tutto ciò e per la disponibilità mostrata, il Presidente della Fondazione Teatro avvocato Giuseppe Toscano, ha ringraziato il Maestro Lippi che, come ha sottolineato, “non lascia per punizione o colpe, ma solo perché era impossibile, dopo ripetuti rinnovi, mantenere in essere un contratto ormai scaduto”.
“sono felice di come si siano svolti i lavori delle selezioni e dei colloqui perché era nostra intenzione offrire al teatro Verdi le migliori possibilità di sviluppo e di crescita in un momento di limitazioni economiche dettate anche dalle valutazioni, non sempre condivisibili, del Ministero. La figura del Maestro Vizioli è certamente una delle più credibili del panorama musicale nazionale sia per esperienza maturata come regista, che per le sue indiscusse doti di musicista, essendosi diplomato in pianoforte con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli”.
Ma chi è Stefano Vizioli? Vediamone una rapida biografia: “Nel corso di più di 30 anni di attività (il suo debutto è avvenuto nel 1979 con “L’impresario delle Canarie” di Domenico Sarro per il Festival di Opera Barga) Stefano Vizioli ha messo in scena circa cinquanta spettacoli operistici, in Italia e all’estero. Ha realizzato, fra l’altro, nuove produzioni per il Teatro alla Scala di Milano, l’Opera di Roma, il Comunale di Bologna, il Comunale di Firenze, il Teatro Verdi di Trieste, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro Verdi di Pisa, il Teatro San Carlo di Napoli, la Fenice di Venezia, il Ravenna Festival, Ferrara Musica, il Festval Verdi di Parma.
All’estero è stato invitato dal Teatro São Carlos di Lisbona, l’Opéra Royal de Wallonie di Liegi, l’Opéra Comique e il Théâtre des Champs Elysées di Parigi, il Théâtre Municipal di Losanna, l’Opéra du Rhin di Strasburgo, il Landestheater di Salisburgo, il Teatro Municipal di Santiago del Chile, il teatro Sucre di Quito, il teatro Sao Pedro di san Paolo del Brasile, il Festival di Garsington e il Festival di Wexford, la Chorégies d’Orange, il Teatro Calderon di Valladolid, l’Opera di Montpellier, il Colon di Buenos Aires, il Teatro Arriaga di Bilbao, l’Opera di Sainkt Gallen, il Teatro Campoamor di Oviedo, il Teatro du Capitole di Toulouse, l’NCPA di Pechino, il Festival di Macao, il Festival Barocco di Innsbruck, l’Opera di Toulon.
Ha curato la prima esecuzione di opere mai rappresentate in Italia quali “Notte di Maggio” di Rimsky Korsakov , “the Devil and Daniel Webster” di Douglas Moore e “Casanova’s homecoming” di Dominick Argento.
Ha curato le regie per la prime riprese in tempi moderni delle opere “I due Figaro” di Michele Carafa per il Bad Wilbad Festival, “Motezuma” di Vivaldi per il Sao Carlos di Lisbona e “Veremonda” di Francesco Cavalli per lo Spoleto Charleston Festival, avvalendosi in questa occasione delle scenografie del artista pop Ugo Nespolo. Nel 1999 ha debuttato negli Stati Uniti, dove è stato invitato dal Lyric Opera di Chicago, dall’Opera di Philadelphia, dalla Lyric Opera di Boston, dall’Opera Theatre di Baltimore, dal Festival di Saint Louis, dalla Santa Fe Opera e dallo Spoleto Charleston Festival USA.
E’ stato invitato come Visiting Professor presso la University of Music di Cincinnati, la Indiana University of Music di Bloomington e l’ University of Texas.
Nel 2013 è stato uno degli ideatori di OPERA BHUTAN, rappresentando Acis and Galatea di Handel nel cuore dell’Himalaya. Lo spettacolo ha debuttato nel 2014 in USA davanti ad una platea di seimila spettatori.
Ha successivamente creato il secondo progetto trasversale JAPAN ORFEO in occasione dei 150 anni dei rapporti di commercio e amicizia tra ialia e Giappone, l’opera andata in scena nel 2016, è stata ripresa dalla NHK television ed è stata onorata dalla presenza della imperatrice Michiko.
Entrambe le produzioni fanno parte del progetto opera ESTrema, creazione di eventi trasversali che coniugano culture diverse nel nome del confronto e amicizia fra popoli.
Ha collaborato con direttori come Claudio Abbado (“Il Barbiere di Siviglia” a Ferrara nel 1995), Riccardo Muti (“Don Pasquale” alla Scala e “Norma” a Ravenna nel 1994), Leonard Slatkin, Evgenij Svetlanov, Vladimir Jurovski, Bruno Bartoletti, Daniele Gatti, Jesus Lopez Cobos, Alan Curtis.
Tra le numerose realizzazioni in DVD ricordiamo il Don Pasquale (Scala, Muti), Rigoletto (Festival Verdi Parma, Zanetti), Motezuma (Sao Carlos, Curtis), Luisa Miller (MalmoeOpera, Guettler), Don Pasquale (Cagliari, Kostner), Barbiere di Siviglia (Parma, Battistoni), Il Trovatore (Liegi, Arrivabeni), Madama Butterfly ( Puccini Festival Torre del Lago, Gilgore), I due Figaro (Bad Wilbad, Cohen).
Fra i suoi collaboratori per l’impostazione figurativa degli spettacoli ci sono stati insigni architetti e pittori come Aldo Rossi (“Madama Butterfly”), Luigi Veronesi (“Sogno di una notte di mezza estate“) Ugo Nespolo (“Elisir d’amore”, “Madama Butterfly” “Veremonda”), Gianni Dessì (“Cordovano“), Renato Guttuso (“Cavalleria Rusticana”).
Nell’ambito del sociale e delle attività promosse per la divulgazione della musica ha rappresentato l’opera “Amahl e gli ospiti notturni” di Menotti al Carcere Pagliarelli di Palermo.
Stefano Vizioli è stato Consigliere Artistico presso la Accademia Filarmonica Romana e dal 1995 gli è stato conferito il titolo di Accademico presso tale prestigiosa Istituzione musicale. E’ autore di programmi radiofonici e televisivi su tematiche attinenti al mondo dell’opera”.
Un pedigree di tutto rispetto che indiscutibilmente lo colloca di diritto in un ruolo, com’è quello del direttore artistico, che richiede, oltre ad una ampia esperienza artistica, anche una altrettanto grande capacità manageriale dovendo fare i conti con tutti gli artifizi della burocrazia e con la necessità di creare le maggiori e preziose sinergie con le realtà teatrali e artistiche nazionali.
A lui, il teatro Verdi chiede l’ennesimo miracolo: quello di continuare e sviluppare il lavoro finora fatto per creare un pubblico che crede nel teatro e nella sua attività culturale, sociale e di testimonianza e di rafforzare la rete di sinergie con le principali realtà del territorio, a partire dall’Università, e con le realtà teatri nazionali verso le quali il concetto di collaborazione diviene sempre più importante per conseguire i migliori risultati con budget sempre più ridotti.
E nel corso della conferenza stampa tenutasi al teatro Verdi, Vizioli ha chiarito quelle che per lui sono i punti fermi della sua attività, un’attività che vuol essere, specialmente in questo momento di forte spaesamento e crisi di valori, una attività di testimonianza civica. Non solo quindi teatro come momento ludico ma anche come strumento per riflettere e per comprendere, per accettare, anche attraverso delle provocazioni, un dibattito costruttivo e propositivo. Un teatro “casa” di tutti i cittadini pisani e non, luogo di incontro e di confronto, di scoperta e di ri-scoperta, di interazione tra le diverse anime che lo costituiscono affinché questo faccia crescere consapevolezza ed esperienze, specie nei giovani.
Un teatro che vive la città e che dialoga con la città, a partire dalle scuole, e che cerca di far crescere giovani leve perché possano avere strumenti per calcare palcoscenici internazionali. A tal proposito ha sottolineato il grandissimo valore che ha avuto in questo senso OPERA STUDIO, fucina di giovani alcuni dei quali già giunti a traguardi eccellenti ma anche laboratorio di esperienze e di crescita nelle diverse discipline.
Un’ultima ma non secondaria riflessione, sull’importanza di raccordare all’interno del teatro il lavoro dei direttori artistici della musica, della prosa e del balletto per far sì che si possano costruire percorsi comuni laddove possibile e che in ogni caso non si creino rischi di collisioni tra le tre forme di spettacolo.
Una presentazione schietta e appassionata che il Presidente Toscano ha apprezzato e che, nelle sue linee generali, mostra un percorso articolato e complesso nel quale giocheranno certamente le risorse a disposizione, ma anche la capacità di “essere flessibili” come ha detto nel corso della presentazione facendo sì che ogni difficoltà possa diventare un’opportunità.
Dalle parole ai fatti, il tempo a sua disposizione è breve: come ha precisato Toscano, il Ministero ha accorciato i tempi per la presentazione del programma della prossima stagione e crediamo che entro gennaio si dovrebbero già profilare le proposte di questa nuova gestione.
Del resto, se si vuole davvero crescere, occorre pensare che esiste un mercato internazionale decisamente interessato all’opera che, se informato in tempo, potrebbe decidere le proprie vacanze in Toscana, e magari a Pisa, anche in funzione delle proposte del cartellone. Il turismo culturale è in crescita e pur rappresentando ancora una nicchia rispetto all’insieme del turismo che visita la nostra città, è certamente un pubblico da considerare; offrire un buon cartellone, presentarlo per tempo, saperlo promuovere nelle sedi adeguate non potrà che giovare alla economia del territorio. Anche così il teatro Verdi sarà il teatro della città, facendo in modo che la propria attività guardi fuori dei confini nazionali e richiami un pubblico di amanti del melodramma disposti a coniugare le bellezze storiche e artistiche di Pisa con quelle culturali e musicali.
Stefano Mecenate






Lascia un commento